Politica Economica

Def, Confindustria: attenzione alla liquidità delle imprese. I sindacati: serve un piano straordinario per l’occupazione

Per Viale dell’Astronomia è importante mantenere le misure che hanno compensato la carenza del cash flow «fino all'uscita dalla crisi come indica il Def»

di Nicola Barone

Ok a Def e ai 40 miliardi per la crescita, volano debito e deficit
  • Confapi: subito misure espansive e riforme

    «Ribadiamo con forza che occorre da subito creare le condizioni necessarie affinché le imprese abbiano la capacità di riattivare rapidamente la produzione e di contribuire nuovamente alla crescita e al rilancio del Paese. Pertanto vorremmo discutere di misure “espansive” a partire da subito. Ora più che mai le nostre aziende hanno bisogno di condizioni chiare e di supporto rapido per guardare al futuro con i giusti presupposti». Cosi Confapi sull'audizione nelle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato alla quale ha preso parte il vicepresidente della Confederazione, Cristian Camisa. «Propedeutiche e prioritarie sono le riforme: quella del sistema fiscale, quella del welfare, quella della giustizia civile, nonché quella della Pubblica amministrazione. Pari investimenti vanno effettuati nel capitale umano, col sostegno della digitalizzazione».

  • Per i commercialisti quadro confortante. Ma «serve coraggio»


    Dalle previsioni programmatiche del Def arriva un «quadro confortante, ma servono interventi mirati, qualitativi e non solo quantitativi». Lo afferma il segretario del Consiglio nazionale dei commercialisti, Achille Coppola, nel corso dell’audizione sul documento di economia e finanza 2021 tenutasi presso le commissioni Finanza e Bilancio di Camera e Senato. Quello delineato dal Governo con il Def 2021, secondo i commercialisti, «è un quadro decisamente confortante» ma «perché l’ottimismo non si sciolga come neve al sole il prossimo autunno», è necessario che la campagna vaccinale e il rafforzamento della capacità di risposta del sistema sanitario «consentano di ritenere archiviata la stagione delle chiusure delle attività economiche». Inoltre bisogna fare in modo che, al netto della parte prettamente destinata al parziale ristoro delle perdite patite da ciascuna singola impresa, «le risorse disponibili grazie al nuovo scostamento di bilancio di 40 miliardi vengano adeguatamente mirate, avendo il coraggio politico di fare scelte qualitative e non soltanto quantitative». I commercialisti propongono di adottare misure «di aiuto settoriale specificamente dedicate al settore turistico, con particolare riguardo alle città d’arte e alle grandi città abitualmente oggetto di grandi eventi fieristici e congressuali». E si suggerisce di prevedere meccanismi di ristoro che utilizzino «il calo di fatturato come criterio per rendere agevole e rapida l’erogazione delle somme» e «l’aggancio al dato reddituale ai fini di un saldo».

  • Copagri: bene riforme anche se agricoltura grande assente

    «Apprezziamo il forte realismo e pragmatismo del Def nel definire il grado di crescita del Paese, anche se ci aspettavamo maggiori riferimenti agli obiettivi di finanza pubblica e alla strategia economica complessiva da mettere in atto per raggiungerli, per i quali attendiamo ulteriori indicazioni dai contenuti della nota di aggiornamento». Così il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «Condividiamo poi la necessità di mettere mano a un serio piano di riforme, prevedendo anche un collegato agricolo alla manovra di bilancio 2022-24 - ha aggiunto -, dispiace però rilevare come nel Def l’agricoltura e l’agroalimentare non abbiano il ruolo centrale che invece meriterebbero, essendo solo meramente citati in alcuni contesti. L’agricoltura, infatti, risulta essere la grande assente dal testo, nel quale viene comunque riconosciuta l’importanza del valore aggiunto del primario per il sostentamento dell'economia nazionale e del tessuto locale».

  • Cia: consentire a imprese del settore di vivere da protagoniste la ripresa

    «L’agricoltura, che non ha mai chiuso e ha permesso ai cittadini di questo Paese di non vivere ulteriori situazioni di ansia, vedendosi sempre garantito l’approvvigionamento alimentare, ha retto l’impatto, ma ha sofferto in moltissimi comparti che rischiano di essere compromessi. Le risorse a disposizione consentiranno ora di ripartire e agevoleranno una ripresa del mercato interno. Tuttavia, questa deve avvenire attraverso un recupero delle attività delle aziende italiane». Così Cia-Agricoltori Italiani, intervenendo in audizione sul Def in Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. «Se il ruolo anticiclico tipico dell'agricoltura ha consentito alle imprese del settore di vivere il disagio economico della pandemia, con un ritardo rispetto alle altre attività, non si può ora consentire che la ripresa avvenga in ritardo per queste aziende».

  • Coldiretti: bene previsione di un collegato su agricoltura e pesca

    È di fondamentale importanza che il Def abbia previsto un Ddl collegato alla prossima manovra di bilancio in materia di sostegno e valorizzazione dell’agricoltura e della pesca. «Con il collegato avremo la possibilità di dare un futuro e una nuova prospettiva alle imprese agricole e della pesca nel nuovo scenario post Covid». Lo ha dichiarato la Coldiretti all'audizione in Senato. Apprezzata da Coldiretti la scelta del Governo di proporre un nuovo scostamento di bilancio di 40 miliardi di euro per sostenere le attività economiche, con l’auspicio che una parte delle risorse vadano a rafforzare le misure per il settore agricolo.

  • Cna: Def coraggioso e necessario per riavviare economia

    Il Def «prospetta una forte discontinuità nelle politiche di bilancio italiane rispetto a quelle adottate dall’entrata nell'euro. Il documento ha un'impronta fortemente espansiva, che promette di sostenere lo sforzo di investimento e rigenerazione del Paese. Tanto coraggioso quanto necessario per riavviare il motore dell'economia». È quanto ha dichiarato il direttore della divisione economica di Cna, Claudio Giovine, nel corso dell’audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. «Apprezziamo molto la determinazione del Governo nell'imprimere uno shock positivo e ancor più l’impegno dichiarato a sostenere l'economia per tutto il periodo che sarà necessario». A giudizio della Cna è fondamentale perseguire ogni sforzo per accelerare la ripresa e coinvolgere tutte le componenti dell'economia e della società in tale percorso. La sostenibilità della manovra tratteggiata nel Def dipenderà dal successo delle quattro linee di intervento per accelerare l’uscita dalla crisi: piano vaccinale, avvio del Pnrr, riaperture delle attività e secondo decreto Sostegni.

  • Confartigianato: leve finanziarie per sostegno delle Pmi

    «Le leve finanziarie nazionali ed europee devono essere usate per il sostegno e il rilancio delle piccole e medie imprese, che rappresentano il 99,4% del sistema produttivo, e per imprimere una svolta cambiando ciò che non va nel Paese con riforme strutturali del fisco, della Pa, del mercato del lavoro, del welfare, della giustizia civile». Così i rappresentanti di Confartigianato intervenuti all'audizione sul Def presso la Commissione congiunte Bilancio del Senato e della Camera. «Confidiamo - hanno sottolineato - che il prossimo decreto legge Imprese preveda la dotazione finanziaria adeguata a sostenere gli imprenditori anche nel 2021 con nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse, in particolare attraverso il riconoscimento di crediti d'imposta sugli affitti e sulla sanificazione». Per la confederazione va inoltre superato il criterio del ristoro circoscritto alla perdita di fatturato media di un solo mese del 2020 e il limite del 30% di calo di fatturato per accedere al contributo a fondo perduto e prevedere nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e la proroga per tutto il 2021 di quelle in essere.

  • Confcommercio: vaccini e riaperture sono determinanti

    «Campagna di vaccinazione e cronoprogramma delle riaperture» risultano «determinanti per lo scenario tendenziale e programmatico», da accompagnare a «ristori adeguati, inclusivi e tempestivi con il prossimo decreto». È l’opinione espressa da Enrico Postacchini, componente di giunta di Confcommercio, in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Per Confcommercio a sostegno delle imprese servono anche «moratorie creditizie e fiscali e misure per le locazioni commerciali». Quanto al Recovery, «il Governo tenga conto di quanto ha detto il Parlamento sul rapporto tra resilienza del terziario di mercato e resilienza del sistema Paese».

  • Confesercenti: in tre mesi -1,5% consumi, calo di 6,6 miliardi dall’estate

    «I consumi si confermano come l’elemento di maggior fragilità dello scenario di previsione e ad essi il Def non dedica specifica attenzione». A dirlo è Mauro Bussoni, segretario generale di Confesercenti, in audizione sul Def, evidenziando che secondo stime «la spesa delle famiglie possa essersi ridotta nei primi tre mesi del 2021 dell’1,5%, cumulando un arretramento di 6,6 miliardi dalla scorsa estate (-2,7%)». La spesa delle famiglie, viene aggiunto, «non è, purtroppo, considerato elemento propulsivo della ripresa post pandemica, ruolo affidato invece agi investimenti, anche per il traino atteso dall’attuazione del Pnrr».

  • Confindustria: cambio rotta su sostegni, anche su costi fissi

    «I sostegni sinora hanno svantaggiato le imprese più strutturate. Il Governo con il prossimo scostamento di bilancio intende cambiare rotta e tenere conto oltre che del fatturato anche dei costi fissi non indennizzati sostenuti dalle imprese». Così il Centro studi di Confindustria nel corso dell’audizione sul Def. Tra le «problematiche» del contesto attuale, il CsC elenca anche «la crescita del “peso del debito” per le imprese italiane dovuto al maggior ricorso ai prestiti. Come correttamente indica il Def - si osserva - occorre mettere in campo misure in grado di creare un contesto favorevole alla patrimonializzazione delle imprese».

  • Confindustria: senza liquidità a rischio anche imprese solide

    Il crollo del cash flow dell’ultimo anno «crea un problema di liquidità che può diventare di solvibilità senza misure adeguate» mettendo a rischio la sopravvivenza «anche di quelle imprese che prima dell’epidemia avevano bilanci e prospettive solide». Lo osserva il Centro studi di Confindustria in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, dove si sottolinea che «è importante mantenere le misure» che hanno compensato la carenza del cash flow «fino all’uscita dalla crisi come indica il Def».

  • Confindustria: in linea con nostre previsioni, su Pnrr Italia si gioca futuro

    Lo scenario macroeconomico disegnato nel Def per il 2021 e 2022 è sostanzialmente in linea con quello previsto dal Centro Studi Confindustria ed è basato sull’ipotesi che entro settembre la campagna di vaccinazione abbia raggiunto l’80% dei cittadini italiani. Ascoltato dalle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Def, il CsC sottolinea che il contesto attuale pone problematiche di breve e di lungo periodo. Il principale problema di lungo periodo, è stato rilevato, riguarda la bassa crescita riflesso della bassa dinamica della produttività: in 20 anni l’Italia ha cumulato un ritardo di 20 punti percentuali rispetto alla Germania. Il programma NextGenerationEU «è una grande occasione per realizzare una strategia coerente in cui gli investimenti a sostegno dell’economia sono accompagnati da riforme strutturali adeguate. In primis quella della pubblica amministrazione. Le intenzioni del Governo vanno in questa direzione ma ancora non sappiamo come verranno spese e gestite dalla Pa le risorse europee. Sull’implementazione del Pnrr, l’Italia gioca la sua credibilità e, visto l’alto debito che ha, il suo futuro».

  • Uil: tassare extra profitti realizzati durante la pandemia

    Occorre una «tassa sugli extra profitti realizzati per la pandemia». Lo sottolineano i rappresentanti Uil in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. Più in generale, nel Def, si nota «l’assenza totale del sistema previdenziale» mentre c’è la necessità di introdurre una «flessibilità più diffusa dopo la scadenza di quota 100» anche per «gestire la fase di ristrutturazione» che ci sarà in uscita dalla crisi Covid. Per cui secondo il segretario confederale Domenico Proietti serviranno «gli ammortizzatori ma anche uno strumento di flessibilità pensionistica». La riforma per superare quota 100, ha osservato anche Ignazio Ganga della Cisl, non compare nemmeno «tra i ddl collegat» alla prossima manovra. «Abbiamo iniziato a lavorare in una commissione» ma se non ci saranno «progressi» si rischiano «cortocircuiti».

  • Cisl: estendere blocco licenziamenti

    In audizione l’esponente della Cisl ha inoltre rilevato che le previste «ricadute occupazionali sono modeste e quindi sono urgenti politiche occupazionali sistemiche e strutturate». Per Ganga sarebbe «sbagliato» ridimensionare il blocco dei licenziamenti dopo il 30 giugno «stante la ancora grave situazione: chiediamo che il divieto di licenziamento e la Cassa Covid siano prolungati per tutti i datori di lavoro, allineando le scadenze almeno al 31 ottobre e che vengano prorogate le indennità Covid stagionali, ricomprendendo le categorie rimaste escluse». Necessario anche un «piano straordinario di politiche attive che faccia perno sul fondo nuove competenze e l’assegno di ricollocazione, entrambi da rifinanziare in modo significativo». Insieme a «forti incentivi alle aziende per i contratti di solidaritetà e il rifinanziamento del contratto di espansione» nonché il «rafforzamento della Naspi».

  • Cisl: manca ancora Pnrr per una valutazione


    Condivisione del fatto che «la partita chiave è la crescita economica» così come la «scelta del Governo di sostenere l’economia sostenendo famiglie, lavoratori e imprese» e lo scostamento di 40 miliardi su cui, tuttavia, «vorremmo entrare nel confronto sul dettaglio delle misure». Lo ha detto il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga ascoltato dalle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Def. «Va tuttavia rilevato - ha sottolineato - che fuori da queste cifre complessive non vi sono indicazioni specifiche su programmi, tempi e settori di spesa» perché «manca ancora il Pnrr che indica i principali provvedimenti che il Governo intende adottare». Per cui è «pressoché impossibile giudicare le previsioni economiche contenute nel Def in assenza del Pnr e del Pnrr».

  • Cgil: punto critico centrale è l’occupazione, serve piano straordinario

    «L’incidenza della pandemia e il piano vaccinale condizionano le scelte economiche e continueranno a condizionarle». Lo ha detto la vicesegretaria generale della Cgil, Gianna Fracassi ascoltato dalle commissioni Bilancio di Senato e Camera sul Def. Fracassi, ricordando che Def e Pnrr si collocano «in sinergia», ha rilevato alcuni «punti di criticità» a partire dal «punto centrale particolarmente critico dell’occupazione» ed ha sottolineato la necessità di «un piano straordinario per la piena occupazione in sinergia con la riforma degli ammortizzatori e una risposta ai lavoratori più colpiti, giovani e donne, e su versante territoriale». La Cgil «ritiene tra le riforme abilitanti in questa fase sono gli interventi sulla qualità del lavoro. Una ripresa che si basi sulla precarietà in questa fase non è accettabile». Infine, la Cgil chiede una riforma fiscale complessiva e «lo spostamento della determinazione di questa riforma nella seconda metà del 2021 è particolarmente preoccupante, sia perché è necessario intervenire, sia perché per affrontare i temi delle disuguaglianze fiscali».

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