conti pubblici

Def, manovra e giudizio Ue: tutte le tappe della sessione di bilancio 2018

di Andrea Carli e Andrea Marini


Dal Def alla manovra: il percorso a ostacoli della legge di bilancio

4' di lettura

Chiusa la partita nel governo M5s-Lega per definire il deficit per il 2019, con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini che sono riusciti ad avere la meglio sulla linea del ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’iter che condurrà all’entrata in vigore della manovra ha di fatto preso il via. L’ok del Consiglio dei ministri è giunto “sul filo di lana”, considerato che il termine ultimo per presentare la cosiddetta “Nadef”, ovvero la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza, era appunto il 27 settembre. Con questo passaggio l’esecutivo giallo verde ha aggiornato i parametri macroeconomici (Pil, deficit-Pil e debito Pil) e indicato gli obiettivi programmatici che finiranno nella manovra 2019.

TUTTE LE DATE DELLA SESSIONE DI BILANCIO
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10 ottobre: il parlamento vota la risoluzione della maggioranza
Il prossimo appuntamento da segnarsi sul calendario è il 10 ottobre. E interessa il parlamento. Entro dieci giorni dall’approvazione da parte del Consiglio dei ministri della Nadef, infatti, deputati e senatori sono chiamati a esprimersi con un voto su una risoluzione che dà il via libera alle misure programmatiche indicate dall’esecutivo. Con un deficit fissato al 2,4% il governo dovrà chiedere alle Camere, con votazione a maggioranza assoluta, anche l’autorizzazione allo scostamento dal piano di rientro sui conti pubblici.

15 ottobre: il governo trasmette alla Commissione il Documento di bilancio
Appena cinque giorni dopo, e la palla passa all’Europa. Entro la metà di ottobre, infatti, il governo deve trasmettere a Commissione europea ed Eurogruppo il Documento programmatico di bilancio, che registra saldi e misure contenute poi nel testo vero e proprio della legge di bilancio. È l’inizio di un dialogo con Bruxelles, che vigila sul rispetto da parte dei paesi dell’Unione dei vincoli previsti dai trattati comunitari.

20 ottobre: il Ddl Bilancio arriva in parlamento
Il 20 ottobre c’è la presentazione ufficiale in parlamento da parte del governo del disegno di legge di bilancio. Si tratta del provvedimento che ha in pancia la manovra triennale di finanza pubblica, con le tutte le misure, spiegate nel dettaglio, che realizzano quanto previsto dal Def.

Inizio novembre: la Manovra arriva alla Camera (con Dl fiscale)
A inizio novembre entrerà a pieno regime la sessione di bilancio. Luigi Di Maio ha annunciato, come già avvenuto negli ultimi due anni, che in parallelo al disegno di legge di bilancio sarà presentato un decreto legge fiscale che anticiperà l’approvazione di alcune norme (in primis le semplificazioni e forse il disinnesco delle clausole Iva). Il Dl fiscale dovrà essere approvato dal Parlamento (Senato e Camera nello stesso testo) presumibilmente entro il 15-20 dicembre, pena la decadenza. Per quel che riguarda invece il Ddl bilancio, quest’anno si partirà dalla Camera a inizio novembre (di solito passa qualche giorno dalla presentazione ufficiale all’incardinamento vero e proprio in commissione): il testo viene di solito approvato dal ramo del Parlamento dove viene depositato per primo, dopo circa un mese dalla presentazione. Quindi Montecitorio potrebbe dare l’ok, con le modifiche approvate dai deputati, al Ddl bilancio e al decreto fiscale nella settimana tra il 19 e il 24 novembre.

Inizio novembre: previsioni economiche Ue
A inizio novembre la Commissione Ue presenta le sue previsioni economiche d’autunno. Questo sarà un passaggio fondamentale: Bruxelles verificherà il rispetto dei vincoli di bilancio dell’Italia in base ai nuovi paramenti aggiornati su Pil, rapporto deficit-Pil e rapporto debito-Pil.

Entro il 30 novembre il giudizio della Commissione Ue
Entro il 30 novembre la Commissione Ue deve esprimere un primo parere sulla legge di bilancio italiana (e su quella di tutti gli altri Stati membri), per verificare l’aderenza agli impegni presi sul fronte dei vincoli di finanza pubblica. La Commissione, come l’anno scorso, potrebbe limitarsi a dare un primo parere entro fine novembre, per poi dare un giudizio definitivo sulla manovra nella primavera 2019.

Il consiglio europeo del 13-14 dicembre
Sono già messe in calendario due riunioni del consiglio europeo (riunione dei capi di stato e di governo della Ue) e tre dell’Eurogruppo (i ministri delle finanze dei paesi aderenti all’area euro): il 18 ottobre e il 13-14 dicembre per il consiglio; 1° ottobre, 5 novembre e 3 dicembre per l’Eurogruppo. Lunedì prossimo 1° ottobre, in via informale, l’Eurogruppo potrebbe già affrontare il nodo della manovra dell’Italia. Ma sarà soprattutto l’appuntamento di fine anno del Consiglio europeo quello più importante: la legge di bilancio italiana, con i suoi passaggi parlamentari, dovrebbe essere a metà dicembre delineata nella sua versione quasi definitiva.

L’ok del Senato per il 21 dicembre
Dopo l’ok della Camera il testo della manovra giungerà al Senato, dove i senatori (di prassi anche qui entro circa un mese) approvano le loro modifiche al testo arrivato dalla Camera. Palazzo Madama potrebbe dare l’ok entro il 21 dicembre. Il decreto fiscale, invece, senza modifiche rispetto al testo della Camera, potrebbe ricevere l’ok definitivo a inizio dicembre.

Entro il 31 dicembre: via libera definitivo dalla Camera
A questo punto il Ddl di bilancio così modificato ritornerebbe alla Camera “blindato” (senza prevedere cioè modifiche rispetto alla versione del Senato) per ricevere l’ok definitivo (con fiducia?) prima della pausa di Natale (l’ok definitivo deve arrivare entro il 31 dicembre, pena l’avvio dell’esercizio provvisorio). La manovra quindi diventa legge ed entra in vigore il 1° gennaio 2019.

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