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Defibrillatore col drone per combattere gli arresti cardiaci

Continua il pressing perché diventi rapidamente legge il Ddl per avere questi apparecchi salvavita a portata di mano come oggi lo sono gli estintori

di N.Co.

Defibrillatori ovunque, Mulé: «Una app per individuare il più vicino»

3' di lettura

Per combattere gli arresti cardiaci che ogni anno uccidono 60mila italiani il defibrillatore arriverà dal cielo, con un drone, direttamente dalla Centrale operativa del 118. Quando si verifica un arresto cardiaco è fondamentale che il defibrillatore raggiunga il paziente nel minor tempo possibile. E così, in attesa del via libera definitivo della legge che porterà i defibrillatori ovunque, è nato il progetto di “Cardioprotezione area tempo dipendente della comunità nazionale” del 118 che si chiama Seuam, Sanitary emergency urban air mobility.

Balzanelli: «La salvezza può venire dal cielo»

«Si tratta di guadagnare tempo - ha detto Mario Balzanelli, presidente nazionale del Sis 118, la Società italiana sistema 118 - o queste vite si perdono. Occorre effettuare immediatamente il massaggio cardiaco ed erogare la scarica elettrica di un defibrillatore entro i primi 3 - 5 minuti dalla insorgenza dell’arresto. La salvezza può venire dal cielo con i droni che portino immediatamente un defibrillatore dove serve, sugli scenari di arresto cardiaco improvviso, oppure anche emoderivati (come il plasma) in caso di evento traumatico gravissimo in cui vi sia shock emorragico». Il defibrillatore può salvare la vita, come è accaduto al numero 10 danese Christian Eriksen, defibrillato in campo dopo l’arresto cardiaco nel corso della partita contro la Finlandia a Euro 2020. Il calciatore 29enne ha ora iniziato la fase riabilitativa dopo il ricovero e l’impianto di un defibrillatore cardiaco sottocutaneo presso l’ospedale ’Rigsh’ di Copenhagen.

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Mulè: «I defibrillatori arrivino ovunque dal cielo, da terra o dal mare»

Intanto continua il pressing perché diventi rapidamente legge il ddl per portare ovunque i defibrillatori, a portata di mano come oggi lo sono gli estintori. «Qualsiasi iniziativa che vada nella direzione di portare dal cielo, da terra o dal mare rapidamente i defibrillatori dovunque, è ben accetta. Come già avviene per esempio con i taxi a Roma, a Genova o a Torino, il defibrillatore può arrivare anche dal cielo con i droni: sembra pionieristico, ma va bene», sottolinea Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa e primo firmatario del disegno di legge che vuole portare ovunque i defibrillatori. Ddl che attende solo il via libera definitivo della Camera per diventare legge dello Stato. Una legge di civiltà, perchè chiunque abbia la possibilità di essere salvato con un intervento tempestivo. Sui tempi di approvazione definitiva della legge, ha reso noto Mulè, la commissione Affari sociali della Camera «ha già chiesto i pareri vincolanti dei ministeri e prima della pausa estiva la legge sarà definitivamente licenziata da Montecitorio. C’è un pressing vero da parte del governo, da parte mia e della commissione nella sua unanimità. La direzione è giusta e quindi bisogna spiegare le vele anche verso iniziative che sembrano futuristiche, ma che in realtà possono essere realizzate».

Sperimentare un soccorso avanzato preospedaliero

Come Società italiana sistema 118, ha spiegato il presidente del Sis 118 Balzanelli, «riteniamo indispensabile e indifferibile predisporre e sperimentare a breve un sistema di soccorso avanzato preospedaliero che metta a disposizione di chiunque un defibrillatore che arrivi nel posto giusto, davanti al paziente giusto, nel momento giusto, integrando le dinamiche di arrivo tempo dipendenti dei mezzi e degli equipaggi di soccorso del Sistema 118 con l’invio di droni, coordinato e guidato in tempo reale dalla Centrale Operativa 118, che portino immediatamente, ossia in pochissimi minuti, sulla scena dell’evento, al richiedente il soccorso in caso di arresto cardiaco improvviso, ovvero un defibrillatore».

A Christian Eriksen verra' impiantato un defibrillatore cardiaco

Arresto cardiaco causa il 50% della mortalità cardiovascolare

Oggi l’arresto cardiaco determina il 50% della mortalità cardiovascolare, che a sua volta rappresenta la prima causa di morte in assoluto nell’uomo. Contrastare la «strage della morte improvvisa», ha sottolineato Mario Balzanelli, «rappresenta, pertanto, il primo e più importante mandato istituzionale del Sistema di Emergenza Territoriale 118». Un massaggio cardiaco immediato e ininterrotto e la scarica elettrica erogata da un defibrillatore entro i primi 5 minuti dall’arresto cardiaco hanno probabilità elevate di “recuperare” pienamente alla vita, sottolinea Balzanelli, «almeno 25mila dei 60mila italiani che muoiono all’improvviso ogni anno in Italia. Si tratta, così, di realizzare rapidamente nel nostro Paese un sistema di cura per l’arresto cardiaco improvviso che comprenda, coinvolga e responsabilizzi attivamente tutta la comunità nazionale».

Defibrillatori ovunque priorità logistica a tutela della salute collettiva

«Non possiamo realisticamente pensare, almeno in questo periodo storico - ha spiegato Balzanelli - di poter usufruire di defibrillatori posizionati a 100 metri di distanza l’uno dall’altro immediatamente accessibili in caso di improvvisa necessità, anche se una progressiva riorganizzazione degli ambienti di vita e di lavoro che preveda la presenza di un defibrillatore rappresenta una formidabile priorità logistica di tutela della salute collettiva cui stiamo lavorando, incessantemente, da oltre 26 anni, a partire dalle scuole e dai condomini».

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