al senato in sede deliberante

Defibrillatori ovunque: in dirittura d’arrivo una legge di civiltà

Un progetto per contrastare l’arresto cardiaco, un’epidemia silenziosa, che rappresenta la principale causa di morte nei paesi occidentali

di Nicoletta Cottone


Defibrillatori ovunque: in dirittura d’arrivo una legge di civiltà

4' di lettura

Obiettivo istruire una “squadra del cuore” in grado di rianimare le persone colpite da arresto cardiaco e di utilizzare il defibrillatore. Una squadra che attraversi l’Italia da Nord a Sud, isole comprese. «Defibrillatori ovunque» è la parola d’ordine del disegno di legge approvato a luglio in prima lettura dalla Camera, ora al Senato per una approvazione rapidissima.

GUARDA IL VIDEO - Defibrillatori ovunque: le lezioni in classe possono salvare la vita

Una legge di civiltà
Una legge fortemente voluta da Forza Italia - promotore il deputato Giorgio Mulè, portavoce degli azzurri di Camera e Senato - che ha avuto l’appoggio di tutto l’arco parlamentare e ha ottenuto al Senato la sede deliberante in commissione Igiene e sanità. Semplicemente perché è una legge di civiltà, grazie alla quale il nostro Paese, spiega Mulè, sarà all’avanguardia in Europa nel soccorso in caso di arresto cardiaco. «Il traguardo - spiega il parlamentare - è a un passo. Il 22 ottobre il Senato elegge il presidente della commissione Igiene e sanità. Da quel momento ogni giorno è buono per l’approvazione. Ritengo che entro il mese di novembre o comunque entro la fine dell’anno, la legge sarà già pubblicata sulla Gazzetta ufficiale e in vigore». È una legge «fondamentale - sottolinea Mulè - perchè colpisce tutti i fronti della rianimazione: dalla diffusione dei defibrillatori alla formazione di un esercito della salvezza fatto da ragazzi, insegnanti e da tutti coloro che stanno a scuola. E i defibrillatori saranno ovunque, con una App sul telefonino che dirà in ogni momento dove si trovano i volontari più vicini che possono intervenire». Anche alla Camera, deputati e assistenti frequenteranno corsi per apprendere le tecniche di rianimazione e l’uso del defibrillatore per formare una piccola brigata in grado di aiutare tempestivamente chi è colpito da arresto cardiaco.

Ogni minuto che passa dal momento dell’arresto cardiaco scendono del 10% le probabilità di sopravvivere: dopo 5 minuti le probabilità saranno del 50% e dopo 10 minuti zero

GUARDA IL VIDEO - «Diffondere i defibrillatori come gli estintori»

L’esperienza di Piacenza
La percentuale di sopravvivenza dopo un arresto cardiaco è strettamente collegata alla tempestività dell’intervento di soccorso. La legge si basa anche sull’esperienza apripista di Piacenza, che con l’iniziativa di Progetto vita Piacenza, portato avanti da Daniela Aschieri, primaria di cardiologia all'ospedale di Castel San Giovanni (Piacenza), ha salvato 122 vite grazie a 919 defibrillatori installati sul territorio e a una squadra di 50mila volontari addestrati al soccorso. «Liberalizzando l’uso del defibrillatore automatici e semplificandone l’accesso - spiega Daniela Aschieri - potremo aumentare la sopravvivenza da arresto cardiaco e portarla alle percentuali dell’esperienza di Piacenza. La cultura della defibrillazione precoce deve essere insegnata agli studenti dai loro stessi insegnanti. Solo così si potrà costruire una comunità capace di salvare vite umane».

Defibrillatori ovunque: in dirittura d’arrivo una legge di civiltà

L’epidemia silenziosa che uccide 70mila persone l’anno
L’arresto cardiaco, spiegano all’associazione, «rappresenta un'epidemia silenziosa, la principale causa di morte nei paesi occidentali. Ogni minuto che passa dal momento dell’arresto cardiaco scendono del 10% le probabilità di sopravvivere: dopo 5 minuti le probabilità saranno del 50% e dopo 10 minuti zero. La sopravvivenza da arresto cardiaco è ancora oggi inferiore al 10%, laddove non esistono sistemi di defibrillazione precoce». Anche Italian Resuscitation Council, associazione senza scopo di lucro impegnata in attività di ricerca medico-scientifica e formazione sulla rianimazione cardiopolmonare, ha chiesto la rapida approvazione del disegno di legge. «Solo il 15% delle persone che assistono a un arresto cardiaco - spiega Andrea Scapigliati, presidente di Italian Resuscitation Council - interviene per soccorrere la vittima e ciò accade perché i potenziali soccorritori non sono formati, non sanno riconoscere l'emergenza oppure non si sentono in grado di intervenire. Bisogna potenziare la formazione e renderla obbligatoria nelle scuole come prevede il disegno di legge in discussione al Senato di cui chiediamo subito l'approvazione».

Una App indicherà il defibrillatore più vicino
In occasione della giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare alla Camera, alla presenza di associazione s opravvissuti, sono stati illustrati gli effetti positivi che avrà questa legge. A partire da una diffusione capillare, dai luoghi pubblici alle scuole e alle università. Ma anche nei condomini, negli scali aeroportuali, sui mezzi del trasporto pubblico, nelle stazioni. La legge prevede la possibilità di sapere dove si trova il defibrillatore più vicino grazie a una App ad hoc. E l’uso libero del defibrillatore in caso di emergenza senza responsabilità penale per chi lo usa. Il defibrillatore funziona, infatti, automaticamente. In particolare la legge punta sulla formazione dei giovani fin dalla scuola d’infanzia per costruire nei prossimi anni una”squadra del cuore” che operi ovunque. «Da anni andiamo nelle scuole per insegnare fino dalle elementari come chiamare i soccorsi - spiega Marcello Segre, presidente e fondatore dell’Associazione Lorenzo Greco Onlus - e come intervenire utilizzando un defibrillatore che è sicuro, perché riconosce e fornisce la scarica solo in caso di fibrillazione ventricolare».

La storia di Daniela, salvata dal figlio di 16 anni
Daniela Ghiglietti, 53 anni, insegnante di Torino, è stata salvata il 24 ottobre 2014 dal figlio che all’epoca aveva 16 anni. «Come tutte le mattine mi stavo preparando per andare a scuola e improvvisamente ho perso le forze e sono caduta a terra. Mio figlio non aveva seguito un corso, ma si è attaccato al telefono chiamando il 118 e gli operatori gli hanno fatto coraggio e fornito le istruzioni per farmi un massaggio cardiaco», racconta Daniela. Dieci lunghi minuti di attesa dell’ambulanza. La docente è stata defibrillata una volta a casa e otto in ospedale e si è salvata». «Oggi sono diventata madrina e testimonial dell’Associazione Lorenzo Greco Onlus e porto nelle scuole l’importanza della formazione per imparare a salvare vite e a non avere paura di usare un defibrillatore».

Nonno Mario sensibilizza gli studenti nelle scuole
Nonno Mario ha perso il suo nipotino, Lorenzo Greco, il 3 febbraio 2014. Il suo cuore ha smesso di battere a scuola, il giorno dopo aver festeggiato il compleanno. Da allora nonno Mario con l’Associazione italiana cuore e rianimazione Lorenzo Greco Onlus, presieduta da Massimo Segre, ha trasformato il suo dolore in una battaglia, «perchè quello che è accaduto a Lorenzo non succeda ad altri ragazzi». Ecco allora un programma formativo a Torino per sensibilizzare studenti e docenti sull’importanza di apprendere le tecniche della rianimazione cardiaca e dell’utilizzo precoce del defibrillatore. Un programma che dall’approvazione della legge dovranno seguire tutti, a scuola come all’università.

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