il ministro: pietra tombale su italexit

Deficit/Pil, Tria: nel 2020 sarà molto contenuto, lavoriamo a disinnesco Iva

Il ministro dell’Economia: revisione degli 80 euro? Avranno un altro nome, magari saranno 90. Su Alitalia: dopo il rilancio maggioranza andrà a privati. Privatizzazioni? Non so se raggiungeremo 18 miliardi nel 2019


default onloading pic

3' di lettura

«Ci sarà un deficit molto contenuto, quello che serve all'economia italiana». Lo ha detto il ministro dell'Economia Giovanni Tria in diretta su Sky, riferendosi al 2020. Oggi Tria in un’intervista ha affermato che il rapporto deficit/Pil il prossimo anno non sarà all’1,8% e che non è stato fissato un obiettivo con Bruxelles, con l’impegno di ridurre il saldo strutturale. Parlando di Ue, Tria ha ribadito che «Italexit non è mai stata sul tavolo», mentre sul fronte Tav ha spiegato: per fermare il progetto «ci vuole una nuova legge in Parlamento, siccome non vedevo una maggioranza a favore dello stop alla Tav, ho sempre detto che andava avanti e infatti va avanti». Su Alitalia: «Dopo il rilancio prevalga il capitale privato». Privatizzazioni? «Non so se raggiungeremo quella quota» dei 18 miliardi prevista come obiettivo per il 2019. Dopo l’intervista, il ministro è arrivato a Palazzo Chigi per partecipare agli incontri con i sindacati dedicati alla Legge di bilancio. Oggi il focus è sulla riforma fiscale. Sono presenti anche il premier Conte e il vicepremier Di Maio.

Disinnesco Iva? Ci stiamo lavorando
Nella risoluzione al Def «il Parlamento ha chiesto al governo di rispettare i saldi di finanza pubblica ma con misure alternative all'aumento dell'Iva, l'impegno è questo col Parlamento quindi noi lavoriamo in questa direzione», ha detto. E alla domanda se confermasse il disinnesco delle clausole Iva ha ribadito: «Stiamo lavorando in quella direzione».

Mai Italexit, ci mettiamo pietra tombale
Sul fronte Ue ha poi ribadito che «il nostro stare in Europa è una decisione solida, non c'è mai stata sul tavolo la cosiddetta Italexit e su questo tema» dell'uscita dall'Europa e dall'Euro «mettiamo una pietra tombale».

Gli 80 euro cambieranno nome, magari saranno 90
«La flat tax non c'è, non c'è nessuna flat tax nel senso di un unico scaglione - ha detto Tria parlando della prossima manovra - si va nella direzione di diminuire il numero degli scaglioni il primo anno e poi ridurli ancora, iniziare. La scelta è su quali classi di reddito si potrà fare». «Non agiremo - ha confermato riferendosi alle coperture - sulle spese che hanno un forte impatto sociale, non bisogna toccare secondo me le detrazioni che riguardano la politica industriale e non vanno toccate quelle con forte impatto sociale, come sanità e istruzione. Ci dovrà essere una scelta politica tra varie spese correnti o detrazioni da toccare, se ci sono benefici devono essere coperti da altre poste di bilancio», ha detto. E sugli 80 euro: «Chi li riceve non si troverà mai una perdita, sarà garantito il suo livello di reddito al netto delle tasse, dipende da come verrà disegnata la riforma fiscale, probabilmente avranno un altro nome, magari invece di 80 diventeranno 90, ci sarà una rimodulazione».

Alitalia: dopo rilancio maggioranza a privati
«L’obiettivo è rilanciarla ed è giusto - ha spiegato Tria parlando del rilancio della compagnia di bandiera - dovrà essere una soluzione con una parte di capitale pubblico o di aziende pubbliche e una parte privata che ritengo debba essere il più alta possibile e possibilmente una volta che riusciamo ad avere il rilancio, che il capitale privato prevalga». «Sul piano industriale - ha ricordato - devono concordare tutti gli attori e il management deve essere all'altezza».

Privatizzazioni, non so se raggiungeremo 18 miliardi
Sulle privatizzazioni «stiamo lavorando, non possono esserci indiscrezioni perché coinvolgono aziende quotate sul mercato», ha detto Tria spiegando che forse non si riuscirà a raggiungere il target dei 18 miliardi per il 2019. «È un lavoro importante e bisogna stare attenti agli effetti finanziari e che non ci sia un abbassamento del rendimento a lungo termine». «Noi dobbiamo fare anche gli interessi delle aziende interessate, a volte le privatizzazioni hanno portato un forte aumento dell'efficienza, dipende, la situazione è molto variegata», ha aggiunto precisando che il Tesoro guarda a «ciò che è di proprietà, a volte sono pacchetti di azioni di aziende quotate, altre non quotate».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...