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Definizione del Def e Darwin ai test di Medicina, proteste ovunque

Candidati messi alla prova da 60 domande a risposta multipla in 100 minuti. Una selezione che darà via libera solo a 15.876 studenti, su oltre 65mila iscritti

di Redazione Scuola

(ANSA)

3' di lettura

Dalla definizione del Def al calcolo del volo orizzontale della gazza, dalla Constitutio de feudis all'elettronegatività. Sono queste alcune delle 60 domande a risposta multipla cui hanno dovuto rispondere il 6 settembre le migliaia (si erano iscritti in 65mila) di aspiranti dottori nei test per l'accesso a Medicina e Chirurgia e a Odontoiatria e Protesi Dentaria. Una selezione che consentirà solo a 15.876 studenti - circa uno su quattro - di continuare il sogno di indossare il camice bianco.

Manifestazioni di protesta

Per questo davanti agli atenei di tutta Italia sono state organizzate manifestazioni di protesta, che hanno visto l'apice nel sit-in dell'Unione degli Universitari alla Sapienza di Roma. «L'università - dicono gli organizzatori - deve essere pubblica, aperta e accessibile a tutte e tutti. Il superamento del numero chiuso è necessario e possibile solo partendo da un piano di investimenti volto ad aumentare il personale docente, le aule ed i laboratori, garantendo una didattica di qualità».

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Ultimi test prima della riforma

Con un «in bocca al lupo» del ministro della Sanità, Roberto Speranza, si sono tenuti dunque i test d'ingresso a Medicina, gli ultimi prima della riforma del prossimo anno, quando entrerà in vigore la cosiddetta modalità Tolc, cioè test di valutazione online. I candidati sono stati messi alla prova da 60 domande a risposta multipla in 100 minuti. Quest'anno il numero di quesiti per ciascuna materia è stato rimodulato. La nuova ripartizione prevedeva il 15% del test per quiz di ragionamento logico, ragionamento numerico e humanities. La restante percentuale del test è attribuita alle materie disciplinari (biologia, chimica, fisica e matematica). Tra i test sul ragionamento è spuntata anche una più che mai attuale domanda sull'aumento del costo dell'energia elettrica nel 2022. Tra gli argomenti scientifici è stata proposta la teoria della selezione naturale di Darwin, il progesterone e i nucleotidi Agu. Tra le voci di cultura generale, l'invito a indicare il significato di Def e la domanda su qual era l'obiettivo della Constitutio de feudis, o Edictum de beneficiis, l'editto emanato nel 1037 dall'imperatore Corrado II il Salico. «Studio da tre anni per passare questo test», le parole di una studentessa poco prima di fare il suo ingresso in aula.

Tensione

La tensione è stato il comun denominatore tra tutti i candidati in ogni angolo del Paese. «Dormire? È stato difficile, mi sono dovuto prendere la melatonina», rivela un ragazzo mentre all'esterno dell'università va in scena l'ennesimo flash-mob contro il numero chiuso. Proteste che hanno caratterizzato la mattinata universitaria un po' in tutta Italia, da Palermo a Torino. Nel capoluogo siciliano è spuntato uno striscione con scritto «La pandemia non ha insegnato nulla. Stop ai test d'ingresso», mentre al Lingotto i militanti del Fronte della Gioventù Comunista hanno attaccato i politici, accusato di aver contribuito allo «smantellamento sistematico» del Sistema sanitario nazionale. Contro i test si sono schierato anche il direttore della clinica di malattie infettive del San Martino di Genova, Matteo Bassetti, e il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.

I risultati online

Il 14 settembre il ministero dell'Università e della ricerca pubblicherà nell'area riservata su Universitaly di ogni candidato il punteggio anonimo secondo il codice etichetta, il 23 settembre ciascun candidato potrà visionare il proprio compito, mentre la graduatoria nominativa di merito si conoscerà il 29 settembre. Solo allora gli aspiranti “camici bianchi” sapranno se ce l'avranno fatta a raggiungere l'inizio del loro sogno.

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