detenuto in turchia

Del Grande, l’avvocato: «Ha interrotto lo sciopero della sete»

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Dopo l'incontro di ieri con il console italiano e con un avvocato turco, Gabriele del Grande, il giornalista italiano detenuto in Turchia, ha «ricominciato a bere ma rifiuta di assumere vitamine». È quanto rende noto l'avvocato Alessandra Ballerini, aggiungendo che «Gabriele chiede, come ribadito anche nella telefonata che ha potuto effettuare con la compagna Alexandra D'Onofrio, di essere liberato e tornare a casa. Ad oggi infatti non sono note le ragioni del protrarsi del suo trattenimento né i motivi del ritardo del suo rimpatrio verso l'Italia».

Manifestazione questa mattina al Quirinale
Numerose associazioni, tra le quali Art.21, #NoBavaglio Casetta Rossa, Baobab, ZeroViolenza, hanno manifestato questa mattina in piazza del Quirinale per il rilascio di Gabriele Del Grande di cui hanno ricordato che «da anni si occupa di migrazioni, cercando di raccontare quella parte di mondo rappresentato da uomini e donne che cercano di scappare da guerre, e che chiedono all'Unione europea accoglienza e forse un destino diverso». L’iniziativa vuole sensibilizzare, spiegano gli organizzatori, «le autorità turche all'immediato rilascio di Gabriele chiedendo anche garanzie sulla sua incolumità come quella di moltissimi altri intellettuali, giornalisti, attivisti trattenuti e che possa essere accertata dagli organismi internazionali». La rete Nobavaglio Pressing per bocca di Marino Bisso ha ripreso l' annuncio del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, ricordando che «il prossimo due maggio ci sarà una nuova manifestazione in piazza per protestare contro il bavaglio turco. Speriamo in quell'occasione di avere Gabriele tra noi».

Tajani: vicenda allontana la Turchia dalla Ue
«Mettere un bavaglio ai giornalisti e metterli dietro le sbarre non è un passo nella direzione dell’adesione della Turchia all'Unione europea», ha detto ieri il
presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, parlando della vicenda di Gabriele Del Grande. Il Parlamento europeo «ha fatto sentire forte la sua voce e
mi auguro che i nostri interventi possano accelerare i tempi della liberazione - ha aggiunto -. Ci sono altri 200 giornalisti detenuti nelle carceri turche». Tajani ha poi ribadito nuovamente che anche «una eventuale reintroduzione della pena di morte in Turchia bloccherebbe immediatamente qualunque tipo di negoziato», ha concluso.

Giulietti(Fnsi): istituzioni intervengano per Gabriele Del Grande


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