Il bilancio della holding che detiene il 32,8% di Essilor Luxottica

Del Vecchio, ancora un anno d'oro per la cassaforte Delfin

di Giuliana Licini

Leonardo Del Vecchio

2' di lettura

Un’altra annata molto positiva per il gruppo che fa capo a Delfin, la cassaforte lussemburghese della famiglia Del Vecchio. Nel 2017 l’utile netto consolidato ha totalizzato 878,3 milioni di euro, in progresso del 13,3% rispetto ai 775,2 milioni del 2016. Come emerge dai documenti consultati da Radiocor, gli asset totali sono saliti a 14,2 miliardi da 13,5 miliardi. A fine 2017, Delfin controllava il 62,4% di Luxottica (ora confluita in EssilorLuxottica di cui la holding detiene il 32,8% sulla base dei dati più recenti) e il 28,5% di Covivio (l’ex-Fonciere des Regions). A Delfin fanno capo anche asset finanziari per un totale di 1,78 miliardi di euro, in incremento da 1,27 miliardi a fine 2016. Si tratta principalmente delle quote in Unicredit e in Generali, come precisa il bilancio, indicando che per 373 milioni l'incremento rispetto al 2016 è «legato principalmente all’acquisto di azioni Unicredit e di altri titoli», cui si aggiungono 168 milioni di adeguamenti di valore positivi. Delfin è accreditata di una quota di poco inferiore al 2% in Unicredit. La partecipazione in Generali è stata incrementata di recente e attualmente risulta pari al 3,92%. A fine novembre, a margine della prima assemblea degli azionisti di EssilorLuxottica, Leonardo Del Vecchio ha dichiarato di voler salire al 5% della compagnia triestina.

L’utile per azione di Delfin, precisa il bilancio, nel 2017 è stato pari a 32,15 euro contro i 28,38 euro del 2016. Il carico fiscale del gruppo Delfin nel 2017 è diminuito a 229,6 milioni da 482,2 milioni e trae vantaggio dall’accordo di ’Patent Box’ siglato a fine 2017 da Luxottica con l’Agenzia delle Entrate su alcuni marchi del suo portafoglio con un beneficio fiscale per gli esercizi 2015-17 di 102,8 milioni e della riforma della tassazione decisa negli Usa dal presidente Donald Trump che ha comportato una riduzione delle imposte di 97,4 milioni di euro. Tra le spese non-ricorrenti del gruppo figurano 18,5 milioni di costi legati ai piani di integrazione con Essilor (13 milioni al netto delle tasse), 7,6 milioni per la conclusione del rapporto di lavoro con Massimo Vian (ex-ceo di Luxottica) per 6,3 milioni e di altri dirigenti per 1,3 milioni. Tra le entrate non ricorrenti figurano anche 48,7 milioni di capital gain per la vendita di una proprietà immobiliare del gruppo ceduta nel marzo 2017. Oltre a Luxottica e alla francese Covivio, a Delfin fanno capo – tra gli altri – il Porto San Rocco Marina Resort di Muggia, e alcune società immobiliari inclusa la Sci La Leonina di Beaulieu Sur Mer, in Costa Azzurra, che ha un valore di bilancio di 12,2 milioni. Delfin controlla, inoltre, l’83,4% di Delfin H, la società che detiene la quota nello Ieo.

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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