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Del Vecchio al 7% in Mediobanca con Delfin. «Ottima opportunità»

«Siamo un azionista di lungo periodo e daremo il nostro sostegno per accelerare la creazione di valore a vantaggio di tutti gli stakeholder», ha commentato il presidente esecutivo di EssilorLuxottica


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2' di lettura

Delfin, la cassaforte lussemburghese di Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica e presidente esecutivo del gigante dell’occhialeria e delle lenti oftalmiche Essilorluxottica, ha annunciato in serata di detenere una partecipazione azionaria in Mediobanca pari al 6,94%. Delfin diventa il terzo maggiore azionista di piazzetta Cuccia dopo UniCredit (8,8%) e il gruppo Bolloré (7,8%), uscito l’anno scorso dal patto di sindacato. La mossa del patron di Luxottica vale oltre 580 milioni di euro. Il calcolo tiene conto della chiusura odierna del titolo a Piazza Affari pari a 9,51 euro.

«L'investimento rappresenta per Delfin un'ottima opportunità per la qualità, la storia e le potenzialità di crescita di Mediobanca in Italia e all'estero. Siamo un azionista di lungo periodo e daremo il nostro sostegno per accelerare la creazione di valore a vantaggio di tutti gli stakeholder», ha commentato Del Vecchio, presidente di Delfin. Delfin detiene anche poco meno del 5% in Generali, di cui Mediobanca è prima azionista con il 13%.

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L’ingresso di Delfin in Mediobanca è avvenuto non a sorpresa per l'istituto di piazzetta Cuccia. È quanto risulta a Radiocor da fonti finanziarie. Nei giorni scorsi c’è stato un dialogo tra Del Vecchio e il management dell'istituto guidato da Alberto Nagel, nel corso del quale l'imprenditore veneto ha spiegato il senso dell'operazione indicando di credere nella crescita del gruppo e nelle potenzialità di apprezzamento del titolo.

Lo scorso anno Mediobanca e Del Vecchio erano stati protagonisti di un confronto sullo sviluppo dell'Istituto Europeo di Oncologia. Il patron di Luxottica si era detto disponibile a investire 500 milioni per il rilancio, ma il progetto non aveva ricevuto il placet del cda dello Ieo. In quella vicenda UniCredit si era schierata dalla parte di Del Vecchio.

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