Fisco

Dalla flat tax alle detrazioni cashback, al via la trattativa governo-partiti sulla delega fiscale

L’obiettivo degli incontri bilaterali è mettere a fuoco le priorità di ciascuna forza di maggioranza e lavorare la settimana prossima a un calendario di lavori in commissione in vista dell’Aula (28 marzo)

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4' di lettura

I primi ad essere ascoltati sono gli esponenti del Movimento 5 Stelle. A seguire il turno di Lega, Pd, Italia Viva, Coraggio Italia, Leu e Misto. Venerdì 11 marzo toccherà a Forza Italia. È la sequenza degli incontri bilaterali tra maggioranza e Governo per cercare una sintesi su temi cruciali della delega fiscale e organizzare il calendario per il prosieguo dell’esame in commissione Finanze a Montecitorio ed evitare sbandate pericolose come quella sul catasto. Un intervento sul quale, però, la Lega annuncia ancora battaglia in Aula alla Camera (dal 28 marzo) e poi al Senato, «dove i numeri in commissione sono diversi». Dal prolungamento del regime forfettario per redditi oltre i 65mila euro (proprosta del centrodestra) all’easy tax del Movimento 5 Stelle passando per ilcashback fiscale (ancora M5S ma anche Italia viva), ecco le priorità indicate dai partiti di maggioranza.

Lega: sul catasto daremo battaglia in Aula e in Senato

«Sul catasto daremo ancora battaglia in Aula alla Camera e poi al Senato, dove i numeri in commissione sono diversi» hanno ribadito i deputati leghisti Massimo Bitonci e Albero Gusmeroli, al termine dell’incontro con il governo. «Il tema, lo abbiamo capito, è solo l’equiparazione ai valori di mercato, così si potrà fare cassa», hanno sottolineato, spiegando che con gli emendamenti alla delega fiscale la Lega punta a una serie di priorità, «rateizzazione degli anticipi eliminando la ritenuta d’acconto per i professionisti, estensione della flat tax fino a 100mila euro con aliquota al 20%, innalzamento della no tax area ed estensione della cedolare secca».

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M5S punta su cashback fiscale ed easy tax per autonomi

Consentire il cashback fiscale con il rimborso automatico sul conto corrente di alcune spese detraibili. Creare uno scivolo “easy tax”, con aliquota al 20% e limitato nel tempo, per gli autonomi che superano i 65mila ed escono dal regime forfettario per entrare in quello ordinario. Sono le proposte principali ribadite dal Movimento 5 Stelle all’incontro con il Governo. Della delegazione M5S facevano parte, tra gli altri, il viceministro dell’Economia Laura Castelli e la capogruppo in commissione Finanze della Camera Vita Martinciglio. Quest’ultima sottolinea anche «la convergenza sull’ipotesi di rateizzazione mensile della secondo rata di acconto fiscale” che di solito si paga a novembre in un’unica soluzione».

Pd: distanze notevoli tra i partiti

«Aspettiamo proposte dal governo, speriamo siano di mediazione rispetto alle distanze notevoli fra i partiti» ha detto Gian Mario Fragomeli del Pd, al termine dell’incontro con il governo sulla delega fiscale. Distanti, ad esempio, sono le posizioni sulla flat tax, di cui il centrodestra chiede l’estensione oltre i 65mila euro. «Deve essere uno strumento transitorio e non si può portare la soglia a 100mila euro - ha chiarito Fragomeli -. Siamo disponibili a valutare uno scivolo agevolato, purché sia temporaneo e diretto al rientro nel sistema progressivo Irpef. E, qualunque sia l’aliquota, una quota deve andare a Regioni e Comuni: tutti devono contribuire».

Fra le priorità indicate dal Pd, «contrasto all’evasione fiscale, utilizzo delle innovazioni tecnologiche per azzerare la burocrazia e semplificare la vita a contribuenti e imprese, rimborsi fiscali e agevolazioni in tempi veloci. Inoltre - ha aggiunto il deputato del Pd - chiediamo di specificare meglio le misure sull’incentivazione all’occupazione femminile».

Leu: inaccettabile allargamento del regime forfettario

«Non è accettabile l’allargamento del regime forfettario, la formulazione della delega va bene così» è la posizione di Leu sulla flat tax, uno dei punti critici ancora da affrontare nell’esame della delega fiscale in commissione Finanze alla Camera. «Abbiamo presentato pochi emendamenti su temi a noi cari, sapendo che bisognava evitare proposte che non avessero copertura finanziaria», ha spiegato Luca Pastorino, deputato di Leu e segretario di presidenza della Camera, al termine delll’incontro con governo . Per quanto riguarda l’Irap, di cui diverse forze di centrodestra chiedono l’eliminazione, «la togliessero pure ma poi - ha sottolineato Pastorino - quel gettito deve mantenersi e non devono pagarlo dipendenti e pensionati, bensì la platea già coinvolta».

Fra le priorità indicate da Leu, un emendamento all’articolo che prevede un adeguamento delle aliquote per la promozione dell’utilizzo delle rinnovabili, per eliminare i sussidi ambientalmente dannosi. Inoltre, ha aggiunto Pastorino, «nell’articolo 7 deve essere chiaro che i Comuni devono avere autonomia e poter contare sul gettito che hanno ora, perché la formulazione attuale è vaga».

Iv, sulla delega non abbiamo veti né tabù

«Vogliamo portare a casa la delega, non abbiamo veti né e tabù, sosteniamo il governo in questa opera di sintesi»: Italia viva si è presentata con questa posizione al bilaterale con il governo. «Noi vogliamo un sistema fiscale che sostenga la crescita, a favore di famiglie, imprese e lavoratori» ha spiegato Massimo Ungaro, capogruppo in commissione Finanze di Iv, primo firmatario di un emendamento che propone «una soluzione di mediazione» sul regime forfettario. Fra le priorità indicate da Iv, ha aggiunto, «l’abolizione dell’Irap per società di persone e di capitali, tre aliquote Irpef, una detassazione Irpef totale per gli under 26, uno sconto Irpef per le donne lavoratrici con un’aliquota agevolata per il secondo percettore di reddito del nucleo familiare e la detassazione degli utili d’impresa ridistribuiti ai lavoratori».

Draghi: con la riforma nessun aumento di tasse

Il catasto è stato al centro del passaggio del discorso di Mario Draghi su cui più il Parlamento si è diviso, fra applausi e critiche, durante il question time di mercoledì 9 marzo. «Dica alla Commissione europea che riforme come quella del catasto in questo momento non sono necessarie», lo ha incalzato il capogruppo leghista Riccardo Molinari. Poi, sollecitato dall’ultima interrogazione di FdI, Draghi ha ribadito che la riforma «non porta alcun incremento dell’imposizione fiscale sugli immobili regolarmente accatastati».

Le priorità e le divisioni dentro Forza Italia

Il catasto, in particolare, ha messo a dura prova Forza Italia: nel partito di Silvio Berlusconi faticano a conciliarsi l’anima di governo e quella che non vuole cedere il passo alla Lega nelle battaglie sul fisco. Assieme a tutto il centrodestra, FI ha sottoscritto un emendamento per prolungare il regime forfettario per redditi oltre i 65mila euro. Il M5s ha proposto una easy tax, uno scivolo transitorio di due anni dalla flat tax al regime ordinario. Abolizione dell’Irap per le imprese è un’altra parola d’ordine per FI, che punta anche sulla cedolare secca, a rendere mensili gli acconti dei professionisti e a formule più veloci delle detrazioni fiscali. Su questo fronte, 5s e Iv hanno presentato un emendamento identico sul cashback fiscale. E si può trovare convergenza anche sugli strumenti di semplificazione del sistema tributario proposti dal Pd.

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