Le proposte di modifica del Mef

Flat tax, cashback e addio Irap: ecco il nuovo testo della delega fiscale

Le novità nelle riformulazioni degli emendamenti alla delega fiscale inviati dal Mef ai gruppi di maggioranza. Martedì 5 aprile, alle 13.45 è convocata una riunione di maggioranza, poi alle 20 in commissione Finanze alla Camera comincerà l’esame delle proposte di modifica

Riforma catasto passa per un voto,la maggioranza si spacca

3' di lettura

Dallo scivolo di due anni per la flat tax al cashback fiscale, dal principio di equità orizzontale alla priorità per società di persone, studi associati e società fra professionisti per il graduale superamento dell’Irap, alla clausola di salvaguardia per escludere una aumento della pressione fiscale, a sanzioni più soft sugli errori: sono alcune delle novità nelle riformulazioni degli emendamenti alla delega fiscale inviati dal Mef ai gruppi di maggioranza, su cui si è lavorato in queste settimane per ottenere convergenza politica, dopo il braccio di ferro tra l’esecutivo e una parte della maggioranza (in prima fila la Lega) sulla riforma del catasto, e fare approdare in Aula il provvedimento il 19 aprile.

Domani, martedì 5 aprile, alle 13.45 è convocata una riunione di maggioranza, poi alle 20 in commissione Finanze alla Camera comincerà l’esame degli emendamenti.

Loading...

Verso scivolo 2 anni per chi esce da flat tax

Chi esce dal regime forfettario potrà beneficiare di uno scivolo di due anni per approdare a quello ordinario: è finalizzata a «favorire l’emersione degli imponibili» la modifica alla flat tax per gli autonomi fino a 65mila euro, secondo la riformulazione degli emendamenti alla delega fiscale. Si prevede in particolare un’imposta opzionale per chi supera il tetto di ricavi o compensi, fino una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi. Una quota del gettito della flat tax - altra novità - sarà destinata a Comuni e Regioni sulla base della residenza dei contribuenti, «garantendo la neutralità finanziaria tra i vari livelli di governo interessati». Nella delega è confermata la «progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale attraverso l’applicazione, a regime, della medesima aliquota proporzionale di tassazione e, in via transitoria, di due aliquote di tassazione proporzionale, ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare». In un emendamento si prevede poi, per autonomi e imprenditori, l’obiettivo di una «più equa ridistribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto, senza maggiori oneri per le finanze pubbliche».

Clausola per escludere aumento pressione

Dalla riforma del fisco «non deve derivare un incremento della pressione tributaria rispetto a quella derivante dall’applicazione della legislazione vigente». È la clausola di salvaguardia destinata a essere introdotta nella delega fiscale attraverso la riformulazione di uno degli emendamenti.

Le misure per il graduale superamento dell’Irap

Fra gli emendamenti su cui si è lavorato in queste settimane per ottenere convergenza politica, uno prevede la «priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti» nel graduale superamento dell’Irap, che il Governo è delegato ad attuare con i decreti legislativi. Le misure per il superamento dell’Irap, oltre a garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario, come previsto dal testo originale, in base a un emendamento riformulato garantiscono «gettiti in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario» e per quelle «sottoposte a piani di rientro che, in base alla legislazione vigente, comportano l’applicazione, anche automatica, di aliquote dell’Irap a maggiori di quelle minime». Questi interventi, viene precisato, «non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi da lavoro dipendente e da pensione».

Sanzioni più leggere sugli errori

«Razionalizzare le sanzioni amministrative, garantendone la gradualità e proporzionalità rispetto alla gravità delle violazioni commesse, con particolare attenzione alle violazioni formali o meramente formali». È una delle direttive introdotte nella delega fiscale con uno degli emendamenti riformulati dal Mef, su cui da domani sera, martedì 5 aprile, riprenderà l’esame della commissione Finanze della Camera.

Cashback con priorità spese sociosanitarie

Secondo uno degli emendamenti alla delega fiscale riformulati dal ministero dell’Economia, le spese sociosanitarie avranno priorità nell’applicazione del cashback fiscale. Secondo la misura, «senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica», su acquisti tracciabili di beni e servizi detraibili, i rimborsi saranno erogati direttamente tramite piattaforme telematiche. Nel riordino delle deduzioni e delle detrazioni, si prevede poi che «le risorse derivanti dalla loro eventuale eliminazione o rimodulazione» siano destinate ai contribuenti Irpef «con particolare riferimento a quelli con redditi medio-bassi».

Pieno utilizzo dei dati messi a disposizione dalla fatturazione elettronica

La razionalizzazione e la semplificazione del sistema tributario, secondo gli emendamenti, passerà anche attraverso il «rigoroso rispetto» per il Fisco di richiedere al contribuente documenti già in possesso delle amministrazioni pubbliche. Si prevede poi il «pieno utilizzo dei dati resi disponibili dalla fatturazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei corrispettivi, nonché alla piena realizzazione dell’interoperabilità delle banche dati».

Rispetto dell’autonomia tributaria degli enti territoriali

Fra i criteri introdotti nella delega, anche la garanzia «del rispetto del principio di equità orizzontale», «dell’autonomia tributaria degli enti territoriali», la lotta all’evasione «anche attraverso la piena utilizzazione dei dati che affluiscono al sistema informativo dell’anagrafe tributaria, il potenziamento dell’analisi del rischio, il ricorso alle tecnologie digitali e alle soluzioni di intelligenza artificiale». Al momento è confermato che il Governo è delegato ad adottare i decreti legislativi, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della delega, e non 12 come era stato richiesto da alcuni partiti.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti