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Delega fiscale, sì della Camera: cosa cambia dal catasto all’Irpef

Molte le novità in arrivo, anche se tutto resterà sulla carta senza i decreti attuativi. Il Governo è delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale

di Andrea Carli

Draghi: "Vicini ad accordo su delega fiscale, programma Governo va avanti bene"

4' di lettura

Verrà ricordato soprattutto per il braccio di ferro sulla riforma del catasto, che alla fine si è risolto eliminando il valore patrimoniale e con un richiamo implicito a quello di mercato. Ma il disegno di legge di delega per la revisione del sistema fiscale, da attuarsi per il tramite di uno o più decreti legislativi - la delega fiscale di dieci articoli ha ottenuto il via libera della Camera, e ora si appresta a passare al Senato - delinea anche i pilastri di una riforma che mira a ridurre le aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi, confermare le cedolari, introdurre il cashback fiscale (con priorità alle spese socio-sanitarie), superare l’Irap e razionalizzare l’Iva.

La delega al Governo ad adottare decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale

Un impianto complessivo che resta tuttavia sulla carta senza i decreti attuativi. Il Governo è infatti delegato ad adottare, entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la revisione del sistema fiscale, fissando anzitutto principi e criteri direttivi generali cui deve attenersi la stessa revisione. Un contenitore che andrà riempito. I tempi sono stretti: se il via libera definitivo da parte del Senato dovesse arrivare dopo la pausa estiva, la carovana dei decreti attuativi potrebbe rallentare il suo percorso in un periodo, l’autunno, tradizionalmente dedicato al confronto sulle misure della manovra.

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La partita sul catasto

Intanto però la delega compie il primo giro di boa alla Camera. Ed è stato un traguardo “sofferto”, considerato che il disegno di legge è stato presentato a Montecitorio il 29 ottobre del 2021, e solo lo scorso 15 giugno è stato conferito il mandato al relatore a riferire positivamente sul testo approvato. Nel corso dell’esame in sede referente soo state approvate diverse modifiche al testo originario del ddl. Turbolente sono state le sedute sul catasto, con la spaccatura della maggioranza rientrata dopo un paio di mesi a fine maggio. Grazie a una mediazione che secondo Lega e FI ha scongiurato una stangata, mentre per il centrosinistra ha esplicitato un concetto già chiaro, la nuova fotografia degli immobili attesa per il 2026 non influirà su Imu e Isee. E comunque i partiti hanno ottenuto di inserire una clausola di salvaguardia secondo cui dalle nuove norme introdotte non deve derivare un incremento della pressione tributaria.

Nuovi strumenti per il corretto classamento degli immobili

Più nel dettaglio, il Governo è delegato ad adottare norme finalizzate a modificare il sistema di rilevazione catastale degli immobili, prevedendo nuovi strumenti da porre a disposizione dei comuni e all’Agenzia delle entrate, atti a facilitare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili. La delega indica i principi e i criteri direttivi che dovranno essere utilizzati per l’integrazione delle informazioni presenti nel catasto dei fabbricati (da rendere disponibile a decorrere dal 1° gennaio 2026). Queste informazioni non dovranno essere utilizzate per la determinazione della base imponibile dei tributi derivanti dalle risultanze catastali né, di conseguenza, per la determinazione di agevolazioni e benefici sociali.

Ulteriore rendita da aggiornare periodicamente

Per garantire un’integrazione dei dati, si dovrà prevedere che venga indicata per ciascuna unità immobiliare, oltre alla rendita catastale risultante a normativa vigente, anche un’ulteriore rendita, suscettibile di periodico aggiornamento, determinata utilizzando i criteri già previsti in materia di tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane (mentre sono “saltati” dal testo i precedenti riferimenti all’attribuzione del valore patrimoniale). Questa rendita, ove risultasse necessario, viene determinata anche tenendo conto dell’articolazione del territorio comunale, della rideterminazione delle destinazioni d’uso catastali, dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario.

Irpef, viene meno il riferimento al modello duale

Il testo indica i principi e i criteri direttivi per la revisione del sistema di imposizione personale sui redditi. Rispetto al testo originario del disegno di legge, è stato eliminato il riferimento alla progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello duale (un’aliquota proporzionale per i redditi da capitale e l’Irpef progressiva su quelli da lavoro). Di conseguenza sono confermate flat tax (con scivolo di due anni per chi sfora i 65mila euro e rientra nel regime ordinario, e una quota del gettito destinata a Comuni e Regioni), cedolari secche e aliquote agevolate. E vengono armonizzate le tasse sul risparmio, facendo rientrare plusvalenze e minusvalenze su titoli o dividendi nella stessa categoria fiscale dei redditi da capitale.

Addizionali comunali e regionali

Il Governo è delegato ad attuare una revisione delle addizionali comunali e regionali all’Irpef, sostituendo le vigenti addizionali con altrettante sovraimposte (dunque applicabili al debito d’imposta e non, come nell’attuale sistema, alla base imponibile del tributo erariale). Sono concessi tanto alle regioni quanto ai comuni margini di manovrabilità, che sono definiti in modo da garantire agli enti nel loro complesso lo stesso incremento di gettito ora garantito dall’applicazione del livello massimo dell’addizionale Irpef.

Irap

Il Governo è delegato a emanare uno o più decreti legislativi volti al graduale superamento dell’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), garantendo in ogni caso il finanziamento del fabbisogno sanitario. Prevista priorità a società di persone, studi associati e società tra professionisti. Occorre garantire gettiti in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario ovvero per quelle che sono sottoposte a piani di rientro che comportano l’applicazione di aliquote dell’Irap maggiori di quelle minime. Gli interventi normativi non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi da lavoro dipendente o da pensione.

Riscossione

L’Esecutivo è delegato ad adottare norme finalizzate a introdurre alcune modifiche al sistema nazionale della riscossione. È prevista la definizione di nuovi obiettivi legati ai risultati, una revisione dell’attuale disciplina del sistema di remunerazione dell’Agente della riscossione, l’incremento dell’uso di tecnologie innovative e dell’interoperabilità dei sistemi informativi, il trasferimento delle funzioni e delle attività attualmente svolte dall’Agente nazionale della riscossione all’Agenzia delle entrate.

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