Muro contro muro

Delega fiscale, aut aut del Governo: ok a riforma catasto o Esecutivo cade. Caos nella maggioranza

Il centrodestra, con in testa la Lega, punta allo stralcio dell’articolo che riforma la classificazione dei fabbricati, mentre il resto della maggioranza è in linea con il governo, e Leu ha proposto anche un emendamento per anticipare la riforma dal 2026 al 2023

Salvini: "Parlamento cancelli riforma catasto, ma la Lega resta al governo"

5' di lettura

Maggioranza in fibrillazione sul dossier delega fiscale, e in particolare sulla riforma del catasto, terreno minato per il governo. Dopo l’aut aut sostanziale posto dalla sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra, intervenendo alla commissione Finanze della Camera («Se l’articolo 6 (quello che contiene le nuovo regole sul catasto, ndr) non è approvato - avrebbe detto - si ritiene conclusa l’esperienza di governo») è stata sospesa dopo circa un’ora la riunione della commissione sull’esame della delega fiscale.

Secondo quanto si è appreso nel corso dell’ufficio di presidenza sarebbe passata la proposta di mediazione di Forza Italia, che ha chiesto un po’ di tempo in più, «24 ore invece di 5 minuti», per provare a trovare una soluzione sul catasto. Forza Italia punta a presentare entro questa sera una proposta di modifica dell’articolo 6 della delega fiscale, quello che riguarda il catasto.

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Il rinvio

L’ufficio di presidenza ha deciso di rinviare a domani, giovedì 3 marzo. La Lega resta ferma su richiesta stralcio, mentre Fi è per la riscrittura del testo, in una versione che possa favorire l’intesa. Fra l’altro, a sentire alcuni parlamentari, dalle file del centrodestra è stata sollevata la questione della presenza di Francesco Giavazzi, consigliere economico del premier Mario Draghi, nella riunione tra maggioranza e governo di ieri. Riunione durante la quale Giavazzi si sarebbe comunque limitato ad ascoltare, senza intervenire. La sua presenza, è stato spiegato, è stata vissuta come una pressione sui lavori del Parlamento da parte dell’esecutivo.

Lega, gravissimo aut aut Governo su riforma catasto

«Gravissimo l’aut aut della sottosegretaria al Mef, Cecilia Guerra. Minacciare la crisi di governo qualora non si approvasse così com’è la riforma del catasto è da irresponsabili. Il Parlamento ha tutto il diritto di discutere e presentare emendamenti laddove non ci sia convergenza sul provvedimento. Mentre c’è un conflitto in pieno corso in Ucraina e il costo dell’energia è alle stelle, non ci sembra questo il momento di ricorrere alle maniere forti e di portare il dibattito allo scontro istituzionale. Peraltro, lo stesso governo e diversi gruppi di maggioranza hanno già riconosciuto l’inutilità di un intervento di riforma del catasto se la finalità è solo quella di una mera indagine statistica per scovare gli immobili-fantasma. Il ricatto conferma il dubbio che ci siano dietro altre logiche, come quella di tassare la casa». Così i capigruppo Lega nelle commissioni Bilancio e Finanze Massimo Bitonci e Giulio Centemero, il vicepresidente della VI commissione, Alberto Gusmeroli, a nome di tutti i commissari Lega.

M5S: «inaccettabili pressioni dal governo»

Critiche alla strategia dell’esecutivo sono giunte anche dai Cinque Stelle. In una nota Marco Pellegrini, vicepresidente del gruppo M5S del Senato, ha sottolineato che «monostante l’impegno delle forze politiche, che stanno esaminando la delega fiscale anche per riformulare al meglio il passaggio sul catasto, apprendiamo non senza sorpresa che il Governo, nella persona della sottosegretaria Maria Cecilia Guerra, avrebbe detto in Commissione finanze della Camera che la delega deve passare con l’attuale formulazione della norma sul catasto altrimenti il Governo potrebbe cadere. Parole e pressioni semplicemente irricevibili che, da una parte, comprimerebbero le basilari prerogative del Parlamento, che è del tutto legittimato a modificare ciò che ritiene più opportuno; dall’altra, delineano l’ennesimo rischio di calpestare le indicazioni del Parlamento, dopo che il Governo aveva già in passato trascurato alcuni passaggi contenuti nella relazione conclusiva delle Commissioni finanze riunite di Senato e Camera, preliminare alla delega fiscale».

Fonti governo, linea Draghi chiara, no compromessi a ribasso su catasto

Alle critiche avanzate da Lega e Cinque Stelle fonti di governo hanno ricordato che la linea resta quella di due settimane fa, espressa con chiarezza da Draghi ai capi delegazioni delle forze di maggioranza dopo esser salito al Colle per incontrare Sergio Mattarella. Ovvero unità su temi centrali per l’agenda di governo, puntellando la strada per mettere a segno gli obiettivi del Pnrr: Il pensiero di Draghi, hanno spiegato fonti di governo vicine al presidente del Consiglio, resta essenzialmente lo stesso, dunque nessun cedimento sulla delega fiscale, che ha visto l’unità della maggioranza venir meno, in commissione Finanze alla Camera, sul catasto, tema che già aveva fatto saltare il voto della Lega in Consiglio dei ministri quando, a inizio ottobre, c’era stato il via libera del governo alla delega fiscale.

Pd, disponibili a confronto,no a logica bandierine

Per quanto riguarda il Pd, il capogruppo in commissione Finanze, Gian Mario Fragomeli ha chiarito che «il Partito democratico è disponibile al confronto di merito sull’articolo 6 della legge delega sul fisco. Sempre che le forze politiche che hanno sottoscritto l’emendamento soppressivo lo ritirino. E mi rivolgo soprattutto a chi in consiglio dei ministri ha votato in favore della legge delega. Anche perché la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra in commissione non parlava certamente a titolo personale, ma riportava il parere del Governo».

Meloni, voto a scatola chiusa su catasto è gravissimo

Dall’opposizione, FdI critica l’esecutivo. «È gravissimo che il governo consideri un tema da fiducia la riforma del catasto - ha detto la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni -, che riguarda una cosa sacra per gli italiani com’è la prima casa. Vuol dire di fatto pretendere che il Parlamento voti a scatola chiusa in un momento come questo un aumento, non sappiamo di quanto, di tutta la tassazione legata alla casa».

Oltre 400 proposte di modifica

Quello degli emendamenti alla delega fiscale - sono 467 - che andranno al voto della commissione costituisce un nodo che da settimane tiene in una situazione di stallo in commissione la delega fiscale, uno dei punti fermi della road map del premier Mario Draghi per il Pnrr.

Il sentiero stretto degli emendamenti sul tema catasto

Gli emendamenti più scivolosi dal punto di vista politico, dunque, sono quelli che riguardano la riforma del catasto: da una parte il centrodestra, con in testa la Lega, punta allo stralcio dell’articolo che riforma la classificazione dei fabbricati (articolo 6), mentre il resto della maggioranza è in linea con il governo, e Leu ha proposto anche un emendamento per anticipare la riforma dal 2026 al 2023.

Salvini ha messo in evidenza che la priorità è, in questo momento, la crisi in Ucraina. «Il Parlamento - ha ricordato - parlerà nelle prossime ore di riforma del catasto, di fine vita. Mi domando se per fermare una guerra non valga la pena di impegnarci tutti, ventiquattr’ore su ventiquattro fino a che non ci sarà il cessate il fuoco, per la pace».

La richiesta del governo: ritirare le proposte di modifica sul catasto

Nel corso della riunione che si è svolto nella serata di martedì 1 marzo il governo, attraverso la sottosegretaria Guerra, aveva già chiesto alle forze di maggioranza di ritirare tutti gli emendamenti che riguardano il catasto. Dalla Lega era arrivato un secco no, mentre nel fronte di centrodestra si erano mostrati più dialoganti Forza Italia e Coraggio Italia. «Abbiamo preso atto della richiesta del governo - era stato il commento del capogruppo azzurro alla Camera, Paolo Barelli -, se è un problema politico di questo livello forse è necessario che Draghi chiami i leader e chiarisca». «Siamo al muro contro muro», ha osservato uno dei partecipanti.

A fare la differenza potrebbero essere i deputati del gruppo Misto

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia possono contare insieme su 20 voti. Altrettanti sono i voti di partenza del centrosinistra, tenendo conto che in genere non vota il presidente della commissione, Luigi Marattin, di Italia viva. Ancora una volta la differenza potrebbero farla i deputati del gruppo Misto: Nunzio Angiola di Azione voterà in linea con le richieste del governo, Alvise Maniero (Alternativa) e Nadia Aprile hanno sottoscritto un emendamento identico a quello del centrodestra, Alessio Villarosa (ex 5s) è contrario alla attuale previsione sulla riforma del catasto ma potrebbe valutare una mediazione, e infine dovrebbe essere assente Eugenio Sangregorio, di Noi con l’Italia.

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