Deleghe su sicurezza e Sparkle

Deleghe su sicurezza e Sparkle, Ipotesi Castellaneta per il cda Telecom

di Antonella Olivieri

(ANSA)

2' di lettura

Telecom convoca il consiglio giovedì per risolvere la questione delle deleghe su sicurezza e Sparkle che il vice-presidente Giuseppe Recchi ha deciso di rimettere, dopo aver già preannunciato lo scorso 25 gennaio che non avrebbe più potuto tenerle in quanto trasferitosi ad Amsterdam come nuovo ad della società biomedicale Affidea. La decisione, a questo punto irrevocabile, pone con urgenza il problema del riassetto, per non rischiare la violazione del primo decreto con il quale il Governo ha esercitato i poteri speciali in materia di difesa e sicurezza nazionale (si veda l’anticipazione su «Il Sole-24Ore» di domenica 18 marzo).

La sanzione prevista in caso di violazione del decreto è la sterilizzazione dei diritti di voto di Vivendi e l’obbligo a cedere la partecipazione nel giro di 12 mesi. Un rischio che il gruppo guidato da Vincent Bolloré non può permettersi di correre, tanto più che è incalzato dal fondo attivista Elliott che ne ha contestato la gestione chiedendo altresì la revoca di sei dei suoi amministratori. Una soluzione, considerato che Recchi non è disponibile a lasciare il board, sarebbe quella di far dimettere uno dei manager di Vivendi che siedono in cda - il cfo Hervé Philippe o il capo del legale Frédéric Crepin - per fare entrare in consiglio un italiano, munito del necessario nulla osta di sicurezza rilasciato dal Dis, che possa rilevare le deleghe che gli stranieri, anche se europei, non possono avere.

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Potrebbe trattarsi di un dirigente interno - in questo caso si fa il nome della new entry Stefano Siragusa, appena nominato chief infrastructures officer - ma più probabilmente di un esterno: il nome più gettonato è quello dell’ex ambasciatore Giovanni Castellaneta. In questo scenario, decadrebbe uno dei consiglieri di cui Elliott ha chiesto la revoca, ma la conferma del consigliere cooptato non andrebbe al voto nell’assemblea già convocata per il 24 aprile, dato che oggi scade il termine per proporre integrazioni all’ordine del giorno. L’ipotesi di cooptare un italiano non viene però avvalorata dal vertice di Vivendi.

Nel frattempo è da segnalare il cambio della guardia a Inwit, la società delle torri mobili. Telecom, che detiene il 60%, ha depositato ieri la lista per il rinnovo del consiglio. Non compare il nome dell'ad Oscar Cicchetti, che ha concluso il mandato, mentre i primi due nomi dovrebbero essere indicativi delle designazioni al vertice: Stefano Siragusa, che dovrebbe essere nominato presidente, e Giovanni Ferigo che lascerebbe la responsabilità della funzione technology in Tim per diventare il nuovo ad di Inwit.

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