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Delivery Valley, così la dark kitchen diventa un modello ibrido di ristorazione

Con lo sbarco a Torino, la start up della coppia Alida Gotta e Maurizio Rosazza Prin (entrambi provenienti da Mastrechef) punta ad arrivare a 2,2 milioni di fatturato a due anni dalla nascita.

di Gianni Rusconi

Alida Gotta e Maurizio Rosazza Prin davanti a uno dei loro store Delivery Valley

3' di lettura

Milano, Monza e ora Torino. Partita nel giugno del 2020, l'avventura imprenditoriale di Alida Gotta (medaglia d’argento alla quinta edizione di MasterChef Italia) e Maurizio Rosazza Prin (anche lui secondo al talent show culinario nel 2012) ha trovato una nuova sede e consolida un modello che ha portato la startup, in soli due anni, a servire complessivamente circa 400mila pasti in modalità take away e attraverso le principali piattaforme di food delivery e ad incrementare progressivamente il fatturato, passando dai 500mila euro del primo esercizio agli oltre 1,9 milioni del 2021 (con un margine operativo lordo positivo del 9%) con la proiezione di superare l'asticella dei 2,2 milioni alla fine di quest'anno.

Delivery Valley, come amano ripetere i diretti interessati, è una dark kitchen che ha deciso di non rimanere al buio, con punti vendita a vista e fronte strada, una comunicazione accattivante sui social network e l'uso delle tecnologie digitali per gestire alcune fasi critiche del processo. Dalle sue cucine laboratorio – le tre di Milano, quella di Monza e ora quella ibrida di Torino, che gestirà anche la consumazione in loco del cibo in un'apposita area ristoro interna – escono prodotti quali pane, salse, costine in salsa barbecue cotte a bassa temperatura per 11 ore, polli allevati a terra e pizze al padellino lievitate 24 ore, il tutto per andare a comporre un'offerta di una decina di diversi marchi.

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Con l'apertura della nuova sede (che coprirà con le consegne le zone di Crocetta, Cenisia, Cit Turin, Torino Centro e San Paolo) arriva inoltre anche la partnership con “Maradeiboschi”, laboratorio esperienziale divenuto una delle più quotate gelaterie del capoluogo torinese.
Il primo passo di un percorso di espansione che punta all'apertura di ulteriori cucine in Italia e sogna di toccare le principali capitali europee segue la chiusura (a fine luglio) di campagna di equity crowdfunding lanciata su Mamacrowd che ha portato nelle casse della società oltre 1,5 milioni di euro da 144 investitori. I nuovi capitali, assicurano i due giovani founder al Sole24ore, serviranno a consolidare un modello che punta sempre e comunque sulla costruzione di cucine laboratorio pensate per servire il mercato del delivery e del cibo da asporto ma guarda anche al servizio “in store” per chi è in cerca di un pasto in pausa pranzo o per cena.

I clienti attivi, confermano in tal senso Gotta e Rosazza, sono circa 150mila e il tasso di riordino è su livelli molti buoni: «Significa che i nostri piatti piacciono e non è una cosa così scontata nel mondo del delivery», spiegano. La formula per accontentare una clientela in cerca di cibo curato e di qualità, nella visione di Delivery Valley, è cucinare piatti di qualità e in modo tale che sia buoni da gustare anche a casa. Rispetto ai 20mila pasti preparati al mese nel 2021, l'obiettivo è di continuare a crescere grazie alle attività di kitchen media, e cioè la possibilità di utilizzare il delivery come un vero e proprio mezzo di comunicazione anche per altri brand e di altri prodotti mass market.
Va in questa direzione, per esempio, la collaborazione con il Gruppo Campari per offrire ai clienti (in ogni sacchetto) uno spritz perfettamente refrigerato

Due componenti importanti per l’identità e per lo sviluppo della startup sono infine la sostenibilità e la tecnologia. L’idea di tendere agli zero scarti, spiegano ancora i due founder, trova fondamento nel prevedere la domanda in maniera puntuale e nell’utilizzare in alcune ricette i prodotti (come il pollo arrosto) non venduti o i semilavorati freschi non consumati. Ad aiutare i due founder arriverà in tempi brevi un nuovo software predittivo basato su intelligenza artificiale attualmente in fase di implementazione, il cui algoritmo permetterà di attualizzare al presente tutto lo storico di dati raccolto e pianificare al meglio la produzione e i diversi flussi di lavoro in funzione di una domanda che può essere molto variabile in funzione del clima, del periodo dell'anno o anche degli eventi live in programma.

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