Interviste al Luxury Summit

Della Valle e Dolce: «Artigianalità e formazione interna sono le basi per ripartire»

Gli imprenditori protagonisti del Luxury Summit del Sole 24 Ore. Cura del territorio e delle sue eccellenze sono al centro delle strategie di Tod’s e Dolce&Gabbana

di Giulia Crivelli

3' di lettura

Due percorsi diversi, quelli del gruppo Tod's e di Dolce&Gabbana, che corrono su linee parallele guardando però allo stesso orizzonte, la tutela e valorizzazione del made in Italy, e sono mossi da valori comuni, come l'importanza della formazione e la sostenibilità ambientale e sociale.

In occasione del Luxury Summit del Sole 24 Ore, Diego Della Valle e Alfonso Dolce hanno raccontato le strategie delle rispettive aziende e marchi, le scelte fatte durante i mesi più difficili della pandemia e soprattutto la loro visione a breve e medio termine. Il primo, fondatore, ceo e presidente del gruppo Tod's, ha sottolineato in primis l'impegno sociale: «Siamo un'azienda quotata, ci rivolgiamo a uno dei mercati più competitivi al mondo, l'alta gamma, vogliamo crescere e farlo in modo sano – ha spiegato –. Ma non abbiamo mai separato gli obiettivi economici da quelli sociali: da almeno 30 anni siamo impegnati a sostenere il nostro territorio, le Marche, e a tutelare il know how della filiera che ci vede come punto di riferimento e a considerare le persone che lavorano per noi come un patrimonio prezioso».

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Della Valle: «Dai giovani una nuova creatività anche per la nostra azienda»

Durante la pandemia il gruppo ha portato avanti progetti sociali e culturali, ma anche le partnership con le scuole, dalla Saint Martins di Londra al Polimoda di Firenze. «Sostenere i giovani nel periodo di formazione e portarli in azienda per lasciarli liberi di esprimere la loro creatività è per noi linfa vitale – ha aggiunto il fondatore di Tod's –. La moda si nutre della diversità, non ha paura di cambiare: a chi non è nativo digitale spetta il compito di restare aperto alle nuove idee, all'ascolto dei giovani. Ma, forse ancora più importante, di creare un legame tra il nostro Dna e i nuovi innesti, per continuare a offrire ai consumatori il meglio dei due mondi, il know how artigianale e la cultura digitale che plasma le nostre vite».

Alfonso Dolce: «Valorizzare l’artigianalità per il futuro della moda»

Di un incontro, quasi un'alchimia, tra antichi saperi artigianali e rivoluzione digitale, parla anche Alfonso Dolce, amministratore delegato del gruppo Dolce&Gabbana. «Per noi artigianalità non vuol dire solo chi lavora a mano sui prodotti, bensì valorizzazione di interi distretti e saperi in tutta Italia. Una strategia avviata da tempo e che vale sia per aumentare continuamente qualità e originalità delle collezioni Dolce&Gabbana, sia come sostenibilità sociale – ha precisato –. Dare ai giovani la possibilità di imparare antichi mestieri, da coniugare con le loro attitudini digitali significa proiettare noi e l'industria della moda nel futuro».Durante la pandemia Dolce&Gabbana ha sostenuto la ricerca medica e, in parallelo, ha continuato a investire in eventi phygital e in presenza, quando è stato possibile, come nel settembre 2020, quando Firenze ha ospitato la presentazione delle collezioni più esclusive, alta moda e sartoria e alta gioielleria e orologeria. «Il pret-à-porter ha ritmi ed esigenze diverse rispetto all'unicità delle collezioni più esclusive – ha precisato Alfonso Dolce –. Ma la visione è la stessa: dentro a un capo o a un accessorio Dolce&Gabbana c'è lo spirito del nostro Paese e la bellezza che ha sempre saputo esprimere».

I negozi al centro dell’esperienza

Nella stessa visione “esperienziale” si inserisce la strategia multicanale di Dolce&Gabbana, come peraltro quella del gruppo Tod's. Entrambi hanno visto crescere l'e-commerce a due, tre cifre durante la pandemia e hanno usato i rispettivi siti e canali social per restare in contatto con i clienti e offrire loro sempre nuovi contenuti, senza mai dimenticare il retail fisico. «Non si entra in un negozio necessariamente per comprare – dicono Della Valle e Dolce quasi facendosi eco a vicenda –. Ma per trovare stimoli e provare emozioni che la vita digitale non può dare».

Da queste certezze si riparte: i dati del primo trimestre del gruppo Tod's indicano una crescita del 17% dei ricavi, trainati dall'Asia e dall'e-commerce. Dolce&Gabbana non è quotata e non ha ancora i dati dell'esercizio fiscale 2020-21, ma Dolce è cautamente ottimista e conferma l'inversione di tendenza su molti mercati e il successo delle collezioni più esclusive.

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