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Della Valle lancia un’Opa sul 25,5% di Tod’s per il delisting

ll titolo in Borsa dopo l’annuncio ha superato il prezzo dell’offerta di 40 euro per azione, chiudendo a 40,20.

di Monica D'Ascenzo

(ANSA)

3' di lettura

Tod’s si avvia a dire addio a Piazza Affari. L’annuncio di ieri della famiglia Della Valle del lancio di un’Opa sul 25,5% del capitale sociale della società apre la via a un futuro da società privata. Oggetto dell’operazione sono le quote non attualmente controllate né dal fondatore né da Bernard Arnauld, patron di Lvmh. La famiglia Della Valle detiene il 63,6% del capitale di Tod’s e 75,5% dei diritti di voto, mentre il magnate francese detiene il10% del capitale e 8% dei diritti di voto.

Il titolo alla notizia ieri ha già superato il prezzo dell’offerta di 40 euro per azione (che include un premio del 20,4% sul prezzo di chiusura di martedì), per un esborso complessivo di 338 milioni di euro. Le azioni Tod’s hanno concluso le contrattazioni ieri a quota 40,20 euro, con un balzo del 20,29%.

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«Il prezzo offerto, pari al prezzo dell’Ipo di settembre 2000, corrisponde a un premio del 26% a un mese, del 23% a tre mesi, del 6% a 6 mesi, e a un multiplo di 25 e 20 volte il rapporto p/e (prezzo/utili) al 2023 e 2024 sulle nostre stime, che però ancora non riflettevano il rallentamento delle vendite atteso nel secondo trimestre e il recente deterioramento dello scenario macro» scrive Paola Carboni analista di Equita in una nota, commentando l’annuncio della famiglia Della Valle.

Perché la scelta del delisting? La Famiglia Della Valle ha deciso di «fare un grande investimento nel gruppo Tod's per accelerarne lo sviluppo» con l'obiettivo di valorizzare i singoli marchi posseduti dalla società, «dando loro una forte visibilità individuale e una grande autonomia operativa» si legge nella nota della società, che prosegue: «Il perseguimento di questi obiettivi di medio e lungo periodo sarebbe meno agevole mantenendo lo status di società quotata, stanti le limitazioni derivanti dalla necessità di riportare risultati soggetti a verifiche di breve periodo».

Per questo l’obiettivo dichiarato dell’Opa è quello di superare la soglia del 90% e di procedere quindi al delisting.

Il patto con Arnault

Bernard Arnault non cederà il suo 10% di Tod's in sede di Opa. Delphine, la holding che ha in portafoglio la quota del gruppo marchigiano, deve essere considerata persona che agisce di concerto con l’offerente, si legge nella nota che annuncia l’opa volontaria su Tod’s, «avendo sottoscritto un accordo in forza del quale si è impegnata, tra l’altro, nei confronti dell’offerente e di DI.VI. e sino alla conclusione dell’offerta, a non cedere, trasferire e/o altrimenti disporre a favore di terzi, e a non portare in adesione all’Offerta, le complessive n. 3.309.900 azioni dalla medesima detenute». L’accordo con Delphine si qualifica come patto parasociale.

Se dopo il delisting di Tod's la famiglia Della Valle volesse cedere a terzi le sue quote, il diritto a fare quella che in gergo di definisce “la prima offerta” sarà, quindi, nella mani dell'imprenditore francese Bernard Arnault. Nel patto parasociale stipulato tra i due, infatti, ci sono le classiche clausole di put & call, ma che assumono forse una sfumatura diversa alla luce delle dichiarazioni sempre ribadite da Della Valle sugli scenari legati all’eventuale cessione del gruppo: «Se un giorno decidessi di vendere Tod’s, fiducia al 100% in Bernard Arnault», ha ripetuto più volte.

Entrando nel dettaglio, nel patto di sindacato Della Valle-Arnault è previsto il diritto di co-vendita di Delphine: nel caso in cui il patron di Tod's decidesse di vendere a terzi oltre il 50% delle quote, anche la famiglia francese avrebbe la possibilità di vendere il suo pacchetto alle stesse condizioni. Non solo. È previsto inoltre il diritto di trascinamento (se Della Valle vendesse l'intera quota, anche Delphine dovrebbe fare altrettanto) e, soprattutto, quello di prima offerta: «A seguito del delisting, qualora Di.Vi. o Delphine intendano avviare negoziati con terzi per la cessione di azioni di rispettiva titolarità, Delphine o Di.Vi. (a seconda del caso) avranno il diritto di prima offerta» sulle azioni poste in vendita dall'altro socio.

Come opzione “put” è previsto invece che Delphine abbia il diritto di vendere a Della Valle tutte le quote dopo che si sarà arrivati, tra le altre circostanze, al decimo anniversario del delisting. L'opzione “call” infine fissa la possibilità per Della Valle di acquistare tutta la quota di Delphine al termine del dodicesimo anniversario dell’addio a Piazza Affari.

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