Emergenza Covid

Delta dominante in Europa: dal green pass al Plf le regole per i turisti

Per muoversi nella Ue e nell’area Schengen è necessario in linea di massima il green pass con doppia dose. Ma ogni Paese presenta alcune peculiarità

di An.Ga.

I dati dei vaccinati al 24 luglio 2021

3' di lettura

La variante Delta continua a diffondersi senza sosta in tutto il mondo, e ora è ufficiale: è il ceppo dominante in Europa. A certificarlo sono il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), lanciando un nuovo appello a vaccinarsi e confermando timori divenuti sempre più concreti di fronte all’impennata dei contagi che va avanti da settimane. A cominciare dalla Spagna, dove in 7 giorni l’occupazione delle terapie intensive è passata dal 9% al 13%. Mentre il Regno Unito registra da qualche giorno un calo, la Germania ha vissuto nelle ultime settimane una rapida impennata dei casi, e ha inserito la Spagna e l’Olanda tra le zone ad alta incidenza coronavirus: i viaggiatori non vaccinati o non guariti in arrivo da quei paesi dovranno restare in quarantena.

I documenti necessari

Malgrado la recrudescenza dei contagi, sono in tanti gli italiani che non hanno rinunciato a una vacanza all’estero. Al di là del green pass, necessario per gli spostamenti in Europa e nei Paesi dell’area Schengen, gli Stati verso cui si viaggia potrebbero prevedere altre misure per l’ingresso. È utile per il piano di viaggio consultare il sito Re-open Eu. Oppure il sito Viaggiare sicuri della Farnesina.

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Le raccomandazioni della Farnesina

Quest’ultima invita a pianificare il viaggio con la massima attenzione avvisando che qualsiasi viaggio all’estero può comportare «rischi sanitari». La raccomandazione è di tener presenti le misure in vigore nei Paesi di destinazione. Anche perché si è soggetti a «quarantena o altre misure di contenimento previste dal Paese in cui ci si trova», nel caso in cui, dopo essersi sottoposti a un tampone antigenico o molecolare, il risultato sia di essere positivi al covid. Procedure che interessano, secondo la normativa locale, anche i cosiddetti “contatti” con il soggetto positivo, che sono ugualmente sottoposti a quarantena/isolamento dalle autorità locali e a cui non è consentito spostarsi.

Le regole generali

Per muoversi nella Ue e nell’area Schengen è necessario in linea di massima il green pass con doppia dose (a seconda dei Paesi di destinazione la vaccinazione è considerata valida dopo un periodo che varia tra 7 e 14 giorni dalla seconda dose). Ma ogni Paese presenta alcune peculiarità. Vediamone alcune.

In Grecia con il passenger locator form

Per poter aver accesso alla Grecia, è richiesta la compilazione del Passenger locator form, il Plf. È un questionario online che va completato entro le 23.59 del giorno prima dell’arrivo. I viaggiatori dovranno in ogni caso essere in possesso del green pass Ue: test covid con esito negativo entro le 72 ore prima dell’arrivo se molecolare, 48 ore se antigenico; oppure certificato di vaccinazione; oppure certificato di avvenuta guarigione.

In Croazia si entra anche con una sola dose

Per poter passare più velocemente alla frontiera, occorre compilare il modulo “Entercroatia” prima della partenza. Ma una particolarità della Croazia è che, a differenza della maggior parte dei Paesi Ue, si può entrare anche con una sola dose di vaccino Pfizer, Moderna o Astrazeneca, purché siano passati almeno 22 giorni dalla somministrazione.

Anche per la Spagna necessario il questionario

Per entrare in Spagna, è necessario essere in possesso di un Qr code. Il Governo iberico ha disposto la necessità di compilare del questionario, collegandosi al sito del ministero della Salute spagnolo oppure scaricando l’app “Radar covid”, messa a punto per l’occasione. Richiesto uno dei seguenti documenti: certificato di vaccinazione, valido 14 giorni dopo la seconda dose; test con esito negativo effettuato nelle 72 ore precedenti all’arrivo se molecolare, 48 se antigenico.

Nessun obbligo per chi arriva in Germania via terra

Dal 6 giugno 2021, l’Italia non rientra più tra le aree considerate “a rischio” dalla Germania: chi, nei dieci giorni precedenti l’arrivo in Germania, sia stato solo in Italia non è sottoposto a nessun obbligo se entra via terra, mentre deve esibire il green pass se entra in aereo.

In Francia dopo sette giorni dalla seconda dose

La Francia consente l’ingresso nel proprio territorio a partire dal 1° luglio, con il certificato Eu Digital Covid. Nessuna altra restrizione a condizione di esibire certificato di vaccinazione, valido a partire da 7 giorni dopo la seconda dose del vaccino; a partire da 28 giorni dopo la dose singola del vaccino Janssen/Johnson & Johnson.

Anche per Malta serve il Plf

I viaggiatori devono compilare il Pfl. Si può entrare con la certificazione che attesta di aver completato la vaccinazione nei 14 giorni precedenti. Dal 14 luglio anche i turisti di età pari o superiore ai 12 anni possono recarsi a Malta solo se hanno un certificato di vaccinazione, per due dosi, e rilasciato dopo 14 giorni dalla data della seconda dose (o dose singola nel caso di Johnson & Johnson).

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