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Boom di contagi e dati macro piegano le borse. A Milano (-1,1%) giù le banche

I timori per una seconda ondata di Covid e la delusione delle vendite al dettaglio di luglio in Cina e Usa pesano sugli indici. Attesa per l'incontro tra Usa e Cina sull'accordo commerciale, Wall Street debole

di Cheo Condina e Andrea Fontana

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(Armando Dadi / AGF)

I timori per una seconda ondata di Covid e la delusione delle vendite al dettaglio di luglio in Cina e Usa pesano sugli indici. Attesa per l'incontro tra Usa e Cina sull'accordo commerciale, Wall Street debole


4' di lettura

L'impennata di contagi da Covid-19 in Europa unita ai deludenti dati sulle vendite al dettaglio in Cina e negli Stati Uniti a luglio frena per il secondo giorno consecutivo i listini azionari europei che chiudono, ad eccezione di Francoforte, con cali superiori al punto percentuale. La flessione non impedisce comunque di archiviare una settimana complessivamente positiva per il mercato azionario del Vecchio Continente con l'Eurostoxx50 salito del'1,4% e Piazza Affari di quasi il 2%. Nell'ultima seduta settimanale, in clima ferragostano, il Ftse Mib è arretrato dell'1,13%. Londra e Parigi sono arretrata di un punto percentuale e mezzo.
Wall Street chiude debole. Il Dow Jones sale dello 0,12% a 27.931,50 punti, il Nasdaq perde lo 0,21% a 11.019,30 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,02% a 3.372,89 punti.

Intanto prosegue la corsa al vaccino. La Commissione Ue ha concluso il primo accordo per l'acquisto di 400 milioni di dosi del vaccino per il Covid-19 in preparazione da Astrazeneca. Lo ha annunciato via Twitter la presidente Ursula von der Leyen. Bruxelles è inoltre in trattativa con Johnson&Johnson per assicurarsi altre 200 milioni di dosi, con opzione per ulteriori 400 milioni.

I dati cinesi sotto le attese

Intanto, come detto, i dati cinesi non hanno rispettato le stime degli analisti: a luglio le vendite al dettaglio sotto risultate sotto le attese (-1,1% su anno, gli esperti puntavano su +0,1%, cioè sul primo dato col segno più del 2020) mentre la produzione industriale è cresciuta del 4,8% (previsioni di +5% e in linea con giugno).

Eurozona, calo record di occupazione e pil

Il numero degli occupati si riduce nel secondo trimestre del 2,8% nell'Eurozona e del 2,6% nell'Ue. Lo rileva Eurostat in una stima flash. Si tratta dei cali più evidenti dall'inizio delle serie storiche. Nel primo trimestre l'occupazione si era ridotta dello 0,2% nell'Eurozona e dello 0,1% in Ue. Rispetto al secondo trimestre del 2019, stima ancora Eurostat, l'occupazione nel periodo aprile-giugno 2020 cala del 2,9% nell'Eurozona e del 2,7% nell'Ue (+0,4% per entrambe le aree nel primo trimestre): anche in questo caso si tratta delle flessioni più marcate di sempre.

Nel secondo trimestre dell'anno, ancora segnato in molti Stati membri dalle misure di contenimento del Covid-19, il Pil dell'Eurozona segna un calo del 12,1% sul trimestre precedente e del 15% su anno. Lo indica Eurostat confermando le stime flash diffuse il 31 luglio. Nell'Ue il Pil nel secondo trimestre risulta in calo dell'11,7% congiunturale e del 14,1% tendenziale. Eurostat annota che si tratta di gran lunga delle flessioni piu' nette dall'inizio delle serie storiche, anno 1995.

Deludono le vendite al dettaglio Usa, bene fiducia e industria

Negli Stati Uniti le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1,2% nel mese di luglio, un dato inferiore alle previsioni degli analisti. Migliori delle stime invece le statistiche della produzione industriale americana di luglio (+3% sul mese precedente), anche se il dato di giugno è stato leggermente corretto al ribasso. Contrastati gli indici di Wall Street.

Ad agosto, inoltre, gli statunitensi si sono dimostrati poco più ottimisti sull'economia rispetto al mese precedente. La lettura preliminare dell'indice sulla fiducia redatto mensilmente dall'Università del Michigan è stata pari a 72,8 punti, in rialzo dai 72,5 punti della lettura finale di luglio, ma in ribasso dai 73,2 punti della preliminare del mese scorso. Gli analisti attendevano un ribasso a 71 punti.

Gli investitori sono preoccupati per lo stallo nelle trattative tra Congresso e Casa Bianca sul piano di stimoli e in attesa dei colloqui commerciali di alto livello tra Stati Uniti e Cina, previsti nel fine settimana, durante i quali sarà valutato il rispetto degli accordi bilaterali firmati a gennaio. I rapporti tra Washington e Pechino sono peggiorati con lo scoppio della pandemia di coronavirus, come confermato dal presidente statunitense Donald Trump in una recente intervista, durante la quale ha detto che non parla con l'omologo cinese Xi Jinping "da molto tempo", raccontando che il loro rapporto si è logorato a causa del virus. "Avevo un grande rapporto con il presidente Xi. Mi piaceva. Ma non è più così ora [...] Non mi è piaciuto quello che è successo. Qui non si parla di commercio, è una cosa che vale migliaia di volte più dell'accordo sul commercio, con tutte le morti avvenute in tutto il mondo. È una disgrazia quello che è successo" ha detto. A proposito del coronavirus, resta alta la preoccupazione negli Stati Uniti, che mercoledì hanno registrato il più alto numero di morti giornaliere dalla metà di maggio.

A Piazza Affari realizzi sulle banche

Il calo di Piazza Affari è stato determinato in primis dal dietrofront dei titoli bancari, che erano stati protagonisti in positivo nelle ultime sedute, e di Atlantia (-3,2%) alla luce delle nuove tensioni sul riassetto di Autostrade per l'Italia confermata dalle parole del presidente del Consiglio Conte secondo cui il Governo italiano non farà sconti ad Autostrade.
Spicca in rialzo Tim (+0,8%): come riportato da Il Sole 24 Ore, la maggior parte delle forze politiche in Italia spinge per il progetto della rete unica Tim-Open Fiber anche se resta il nodo della governance. Fuori dal listino principale male Mps (-3,38%) dopo la previsione di perdite fino al 2022 indicate nella relazione semestrale.

Lo spread scende a 140 punti

Finale di seduta in ribasso per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005413171) e il Bund tedesco di pari durata ha segnato un valore di 140 punti base, cinque in più rispetto alla chiusura del 13 agosto. In discesa il rendimento del BTp decennale benchmark, che si attesta all'1,05% rispetto all'1,08% della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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