il caso di pietro e la nonna

Demenze senili: così l’«home training» può diventare una cura anche dentro le famiglie

È una strategia di riabilitazione cognitiva che prevede esercizi cognitivi che il paziente con demenza può svolgere a casa con l'aiuto della badante e dei familiari

di Sandra Fanfoni*

Alzheimer, per ora l'unica arma e' la prevenzione

È una strategia di riabilitazione cognitiva che prevede esercizi cognitivi che il paziente con demenza può svolgere a casa con l'aiuto della badante e dei familiari


4' di lettura

In tempo di coronavirus abbiamo ancora più bisogno di buone notizie che accendano le nostre speranze : Pietro, 14 anni è stato insignito del Premio di Alfiere della Repubblica dal Presidente Sergio Mattarella «per la costanza con cui ha seguito la nonna malata, trasferendo su di lei le conoscenze acquisite a scuola e divenendo di fatto suo “insegnante” . Così l'affetto del nipote è diventato anche cura proficua per la nonna».

La storia di Pietro e della sua Nonna
Pietro è davvero un ragazzo straordinario che dedicandosi alla Nonna malata , ha reso stabile negli anni una patologia come la Demenza che normalmente è destinata ad un peggioramento progressivo . Il caso clinico di Pietro e la Nonna è stato anche oggetto di citazione in due tesi di Laurea sull' Home Training , delle quali sono stata Relatore , presso l'Università Sapienza di Roma. Certamente gli anziani malati hanno bisogno di non sentirsi soli , hanno bisogno di essere amati e Pietro non solo ha fatto tutto questo per anni , ma ha fatto anche molto di più : spingendo la Nonna ad imparare gli argomenti scolastici ha anche messo in pratica l'Home training , riuscendo così a stabilizzare la sua patologia. Ma che cos'è l 'Home Training e quali sono i principi scientifici sui quali si basa ?

Come funziona l’Home Training
L'Home Training è una nuova strategia di riabilitazione cognitiva da me ideata che prevede esercizi cognitivi che il paziente con Demenza può svolgere a casa con l'aiuto della badante e dei familiari , eventualmente anche con l'aiuto dei nipoti , che riescono ad ottenere risultati a volte sorprendenti grazie ad una importante connotazione affettiva , come è avvenuto anche nel caso di Pietro e la Nonna . L’Home Training , come tutta la riabilitazione cognitiva , si basa sul concetto di plasticità cerebrale, «ovvero sulla straordinaria capacità del nostro cervello di recuperare il danno e compensare le funzioni perdute .La plasticità cerebrale, più spiccata nei primi anni di vita , dura per tutta la vita ed è presente anche nel paziente con Demenza , nel quale può essere stimolata in modo adeguato , per contrastare il declino cognitivo e potenziare le capacità residue».

Obiettivo plasticità cerebrale
L'Home training è attuabile nella fase lieve moderata della Demenza perché In questa fase anche se il paziente ha disturbi della memoria , è ancora in grado di imparare alcune cose nuove , possibilità di cui raramente si tiene conto . Tuttavia l'apprendimento di cose nuove non deve essere uguale per tutti ( come accade in alcuni programmi di training cognitivo ) ma al contrario deve essere assolutamente personalizzato , “tagliato su misura “ deve cioè rispecchiare i gusti e gli interessi del paziente , pena il fallimento dell'Home Training stesso . Pertanto gli argomenti scelti per l'apprendimento potranno spaziare dalla letteratura , alla poesia , all'arte , alla storia ecc. in base alle preferenze del paziente. È necessario comunque sottolineare che la migliore stimolazione della plasticità cerebrale non è la semplice lettura , bensì l'apprendimento vero e proprio che prevede il passaggio di una nozione dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine , apprendimento che si realizza studiando , leggendo e ripetendo più volte per imparare , esattamente come avviene a scuola e come ha fatto Pietro con la sua Nonna .

Il valore aggiunto dell’empatia
Altro elemento fondamentale dell'Home Training è la capacità della persona che si dedica al paziente di realizzare una comunicazione efficace, non solo empatica ma anche e soprattutto affettiva , entrando in punta di piedi e con grande rispetto nel mondo emotivo ed affettivo del paziente.
Certamente la vicenda di Pietro e sua Nonna rappresenta un caso esemplare dal quale si possono trarre alcuni suggerimenti molto utili .
Questa vicenda infatti sottolinea che il paziente con Demenza non debba essere lasciato a sé stesso , come spesso purtroppo accade, perché con la corretta attivazione Home Training, si possono costruire nel tempo risultati buoni ed anche insperati . È però molto importante che tutto questo non sia lasciato all'improvvisazione e che i familiari ricevano indicazioni precise su cosa fare e soprattutto su cosa non fare: infatti un’attivazione non corretta non solo non è utile, ma può addirittura diventare dannosa , perché può scatenare disturbi comportamentali di difficile gestione. Per chi desidera approfondire questi argomenti consiglio il mio libro “Alzheimer , che fare? Home Training» (e-book gratuito su Kindle), dedicato ai familiari e a chiunque voglia avvicinarsi alle difficili problematiche della Demenza .
L'altra importante lezione che ci viene da questa vicenda è che la solidarietà tra generazioni è possibile e può dare risultati straordinari , che le difficoltà della vita si combattono e non si subiscono e che dobbiamo aiutare chi è in difficoltà con tenacia e pazienza , senza mai perdere la speranza anche se l'impresa sembra molto difficile o addirittura impossibile . E questa è davvero una lezione preziosa per tutti noi ,anche e soprattutto in tempo di coronavirus .
*Medico Geriatra
Docente a Contratto Università Sapienza di Roma
Vice Presidente “Alzheimer Anziano Fragile “ onlus

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