ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOspite d’onore a Pitti

Demeulemeester tra vecchio e nuovo corso

Regina della moda belga

di Angelo Flaccavento

2' di lettura

Se lo spleen, l’indefinibile malinconia romantica, avesse un paladino vestimentario, sarebbe Ann Demeulemeester. La designer di Anversa ha sempre amato Rimbaud e i poeti maledetti, e vestito i cantanti e le cantantesse più abrasivi e lirici, da Patti Smith a Nick Cave. Creatrice, insieme a Dries Van Noten, Walter Van Beirendonck e Martin Margiela, del fenomeno della moda belga – idea che nel 1986, quando i Sei di Anversa arrivarono a Londra, era alquanto balzana e che invece ha segnato il mood tutto dei tenebrosi anni Novanta – Ann dal 2013 ha abbandonato il timone della linea che porta il suo nome per ritirarsi a vita privata e dedicarsi all’esplorazione di nuovi campi espressivi.

Il marchio, nel mentre, ha subito un declino inevitabile, che ha allontanato molti adepti – quello di Ann, va detto, è un vero culto – finché sulla scena è entrato Claudio Antonioli, imprenditore e retailer dall’occhio infallibile e fondatore di Dreamers Factory, progetto nato nel 2021, dopo la vendita record a Farfetch della sua società New Guards Group (Ngg) che comprendeva tra gli altri Off-White di Virgil Abloh, Palm Angels e Heron Preston.

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Seguendo una passione nata presto e mai spenta, emozionale prima che imprenditoriale, Antonioli ha acquisito il marchio nel 2020, attivando da subito un piano di rilancio globale che si estende dalla ridefinizione della catena produttiva – riportata quasi per intero in Italia – al coinvolgimento della designer e della sua famiglia nell’impresa.

Ann in realtà guarda tutto da lontano, entità immateriale ma presente, mentre il marito, Patrick Robyn, e il figlio, Victor, sono parte attiva del progetto. Il primo ha seguito il restyling della boutique di Anversa, mentre il secondo è advisor per quel che riguarda lo stile. Nel rispetto di una formula estetica unica, Antonioli per il momento ha fatto la scelta, controcorrente in tempi di smodato protagonismo, di non avere un direttore creativo, ma di lavorare con un team.

Ann Demeulemeester, il marchio ma anche la fondatrice, presente in carne ed ossa per un poetico atto finale, sono protagonisti di un evento speciale a Pitti Uomo 102, in programma domani 15 giugno alla Stazione Leopolda: una retrospettiva, appassionata e non celebrativa, che racconta le modulazioni del pensiero Demeulemeester attraverso quaranta silhouette scelte da Ann, cui se ne aggiungono sei del nuovo corso Antonioli. Etichettata a torto come regina della decostruzione, Demeulemeester ha inventato piuttosto una formula morbidamente costruttiva, ricca di sfumature, sottilmente sensuale. Antonioli e il suo team lavorano proprio in questa direzione, senza piani di conquista aggressiva del mercato, con una morbidezza che convince per autenticità e continuità.

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