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Democratizzare l’offerta di risparmio gestito grazie alla tecnologia

La quasi la totalità della ricchezza finanziaria servita appartiene solo ai clienti più ricchi. Il mondo dei piccolissimi risparmiatori potrebbe essere educato e servito con piattaforme evolute e a prezzi contenuti

di Lucilla Incorvati

3' di lettura

Nel corso della pandemia la liquidità in Italia ha raggiunto livelli record. Il tasso di risparmio è decisamente aumentato, accompagnato dalla tendenza di aumentare la quota liquida . A fine 2021 la liquidità aveva raggiunto la soglia dei 1.605 miliardi di euro, rappresentando il 32,1% delle attività finanziarie totali. Oggi molti intermediari sia asset manager sia wealth manager seguono e coprono prevalentemente la clientela upper affluent e high net worth, trascurando i piccoli risparmiatori che potrebbero essere raggiunti con piattaforme più semplici e a basso costo

Risparmio e liquidità

Secondo le previsioni di PWC a livello mondiale la ricchezza stimata a fine 2020 pari a 258 trilioni di dollari è destinata ad arrivare a fine 2025 a 320,5 trilioni di dollari. Di queste masse enormi di denaro ben 139, 1 trilioni sono sotto il presidio degli asset manager. Anche in Europa si prevede una crescita della ricchezza da 74,5 trilioni a 91,8 trilioni di dollari sempre nell’arco di tempo che va dal 2020 al 2025. Le masse relative al mondo degli asset manager si prevede in Europa passeranno dai 33,6 trilioni di dollari ai 39,5 trilioni di dollari. Passando all’Italia alla fine del 2000 i 4.806 miliardi di euro della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane era per il 25,4% allocata in fondi pensione e assicurazioni, per il 14,4%% in fondi comuni, per il 19,7% sulle azioni, per il 5,2% in obbligazioni e per il 34,7% in liquidità (a fine 2021 è scesa al 32,1%). Liquidità che da un confronto con il resto d’Europa ci vede in buona compagnia della Germania dove su 7.175 miliardi di euro totali di ricchezza finanziaria superava il 40%, quota che sale addirittura al 42% in Spagna dove la ricchezza finanziaria complessiva era di 2.519 miliardi. Diversa la situazione in Francia dove la liquidità rappresentava solo il 28,3% su 6193 miliardi di euro di ricchezza e in Uk dove scendeva al 25,3% su una ricchezza finanziaria complessiva di 8.153 miliardi di euro.

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Clienti ricchi e risparmio gestito

Tuttavia, in Italia assistiamo alla forte presenza degli intermediari sia lato offerta sia lato gestione dei patrimoni solo per alcuni segmenti di clientela. «La maggioranza della ricchezza allocata in prodotti di risparmio gestito è quella che appartiene al cliente upper affluent oppure ai clienti private (soggetti che affidano risparmi sopra i 500 mila euro) - sottolinea Mauro Panebianco, partner PwC Italia, EMEA Advisory Leader & member of AWM EMEA Leadership Team - Quindi c’è una parte di risparmio disperso che potrebbe essere ben indirizzato. L'evoluzione digitale che si sta diffondendo all’estero con piattaforme da noi è ancora un mondo residuale».Il riferimento è al mondo dei robot advisory che oggi in termini di masse rappresentano solo 1% del totale. «L’evoluzione digitale con lo sviluppo di nuove piattaforme può aiutare nella democratizzazione dell'offerta di servizi di investimenti - aggiunge Panebianco - perchè si raggiungono anche i detentori di piccolissimi patrimoni con soluzioni digitali in grado di fornire investimenti di piccolo taglio a prezzi più contenuto. L’esperienza americana aiuta a capire e intercettare il fenomeno».

Allargare il modello distributivo

Per la gestione dell'elevato stock di liquidità e risparmio accumulato sui conti correnti, l'industria del risparmio gestito ha un ruolo importante nell'accompagnare il risparmiatore, proponendo strumenti sempre più efficienti, liquidi, semplici e a basso costo. Di questo ne è Simone Rosti, Country Head per l'Italia e Responsabile Southern Europe di Vanguard , società che ne corso del salone ha dedicato a questo tema il convegno “Il risparmio da difendere , il risparmio da creare”. «Questo è fondamentale specialmente nei confronti di chi ha un livello di reddito contenuto -sottolinea Rosti -, che deve essere aiutato nella gestione del risparmio per la costruzione del proprio benessere finanziario». Come spiega Rosti, il modo più efficiente può essere un piano di risparmio costante a lungo tragitto, così da essere sostenibile e fonte di ritorni di lungo periodo anche per i redditi più bassi.«Per fare questo è però fondamentale anche una revisione del modello distributivo, separando il costo del prodotto da quello della consulenza, che deve essere remunerata in quanto servizio professionale - conclude Rosti -. L'educazione del cliente privato passa anche dalla comprensione di un aspetto fondamentale, che è poi l'unica certezza nell'ambito degli investimenti, e cioè che ogni euro pagato in più di commissioni equivale a un euro in meno di ritorno»

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