Cassazione

Depuratore inadeguato? La Regione restituisca i soldi al contribuente

Per la Suprema corte l’impianto del tutto inefficiente è equiparabile al “fermo”, e va restituita all’utente la quota pagata sulla fornitura d’acqua

di Patrizia Maciocchi

Il depuratore è inadeguato? La Regione restituisca la quota pagata in bolletta

Per la Suprema corte l’impianto del tutto inefficiente è equiparabile al “fermo”, e va restituita all’utente la quota pagata sulla fornitura d’acqua


1' di lettura

L’utente ha diritto al rimborso della quota pagata, sul servizio idrico, per la depurazione delle acque se l’impianto non funziona. La Corte di cassazione (sentenza 3314) respinge il ricorso della Regione Campania, contro la condanna a restituire ad una contribuente di Cuma la quota del servizio di fornitura dell’acqua relativa alla depurazione, visto che il sistema era «obsoleto e notoriamente non funzionante». Una sentenza in linea con i principi affermati dalla Consulta, ma comunque contestata dall’ente locale.

Servizio del tutto inadeguato come inesistente
Ad avviso della difesa della Regione, proprietaria dell’impianto, la sentenza impugnata avrebbe equiparato l’inadeguato svolgimento all’inesistenza del servizio, che può scattare solo quando il sistema manchi del tutto e nessuna utenza sia allacciata mentre, nello specifico, sarebbe stato necessario solo un adeguamento dell’impianto, che comunque non poteva essere considerato temporaneamente inattivo. In più la Regione pretendeva di addossare al contribuente l’onere di dimostrare i presupposti della sua pretesa.

La sentenza

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La prescrizione
Per finire si giocava la carta della prescrizione. Nessun punto del ricorso passa. La Suprema corte chiarisce che il Tribunale aveva dato per dimostrata l’assoluta inefficienza del depuratore: una inidoneità che consentiva di considerare il depuratore “fermo”. Tutta in salita anche la strada della prescrizione visto il tipo di contratto e la periodicità delle somme versate. L’eventuale prescrizione di una singola prestazione «non pregiudica il diritto all’adempimento delle rimanenti, per le quali la prescrizione non sia compiuta».

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