costi della politica

Deputati pagati come a Strasburgo, è bufera sulla proposta Zanda. Pd prende distanze

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


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(ANSA)

4' di lettura

«Nuove norme in materia di adeguamento del trattamento economico dei membri del Parlamento a quello dei parlamentari europei». È il titolo di una proposta di legge presentata lo scorso febbraio dal senatore dem Luigi Zanda, prima di diventare tesoriere dem, che ha scatenato la polemica. Facendo gli opportuni calcoli, infatti, la retribuzione media incassata da un parlamentare europeo è più alta di quella di un parlamentare italiano.

Di Maio: Pd falce e cashmere per aumento salari Camere
Al Senato «andiamo verso il taglio degli stipendi dei parlamentari. Qualcun altro - che mi dicono essere il tesoriere di questo “nuovo” Pd - nemmeno qualche settimana fa ha depositato sempre in Senato una pdl per aumentare ulteriormente, invece, proprio gli stipendi dei parlamentari (equiparandoli a quelli degli europarlamentari). E sul salario minimo tacciono. Bella la sinistra falce e cashmere, ne sentivamo quasi la mancanza» ha attaccato il vicepremier Luigi Di Maio in un post su Facebook.

Zanda: parole Di Maio destituite di fondamento
Immediata la replica di Zanda: «Le parole di Luigi Di Maio sono destituite di ogni fondamento, come al solito». «La proposta di legge che ho presentato il 27 febbraio - ha detto Zanda - prevede di parificare il trattamento economico dei parlamentari italiani a quello dei parlamentari europei, che è leggermente inferiore a quello che oggi senatori e deputati ricevono. Questa è la verità e ognuno lo può verificare andando a controllare gli atti sul sito del Senato: poi Di Maio può dire pure quello che gli pare».

Zingaretti: stimo Zanda ma non è proposta Pd
Sta di fatto che sono gli stessi vertici dem a prendere le distanze da Zanda: «Non esiste alcuna proposta del Pd sul tema delle indennità dei parlamentari, quanto iniziative di singoli parlamentari, anche autorevoli, nello svolgimento della loro attività istituzionale. Il tema del finanziamento della politica è una questione molto complessa che andrà discussa nei tempi che il Parlamento si vorrà dare», comunicato in una nota l'Ufficio stampa del Partito Democratico. E subito dopo è lo stesso segretario dem Nicola Zingaretti a intervenire con un tweet: «Abbiamo già chiarito e confermo: non c'è nessuna proposta del #Pd per un aumento degli stipendi dei parlamentari. C'è una proposta di legge presentata da Luigi #Zanda, che ha tutta la mia stima, prima della nomina a tesoriere e addirittura prima delle primarie. No ai polveroni»

La proposta Zanda
Il disegno di legge presentato da Luigi Zanda parte dal presupposto che la materia degli stipendi dei parlamentari deve essere sottratta «alla pulsioni politiche e alle strumentalizzazioni di parte». Per questo va trovato «un ancoraggio obiettivo e autorevole, quello al trattamento riconosciuto al parlamento europeo».

Incassi maggiori a Strasburgo
Non è facile confrontare gli stipendi mensili dei parlamentari a Stasburgo.Le due voci direttamente confrontabili sono la retribuzione base mensile e le spese legate all’attività parlamentare. Il parlamentare europeo incassa 6.824 euro netti (8.757 lordi) di retribuzione e 4.513 euro di indennità di spese generali legate all’attività parlamentare (quelle necessarie per l’affitto e la gestione dell’ufficio, per telefoni, abbonamenti e computer, nonché per le attività di rappresentanza). A questi va aggiunta “un'indennità di soggiorno” di 320 euro a copertura delle spese di alloggio per ogni giorno in cui i deputati sono presenti a Bruxelles o a Strasburgo per attività ufficiali, purché firmino un registro che attesti la loro effettiva presenza. Ipotizzando una presenza massima di 16 giorni al mese ( 4 giorni a settimana) si arriva fino a 5.120 euro. Una cifra che scende a 3.840 ipotizzando una presenza media di 12 giorni al mese (da martedì a giovedì). Il totale oscilla tra 15.177 e 16.457 euro. Una cifra alla quale andrebbero aggiunti poi anche i rimborsi spese dei viaggi per Strasburgo e Bruxelles, che variano a seconda dei costo effettivo dei biglietti, su presentazione delle relative ricevute.

Un deputato italiano incassa invece 5mila euro netti (10.435 lordi) di indennità parlamentare e 3.690 euro a titolo di «rimborso delle spese per l'esercizio del mandato» ai quali vanno aggiunti 100 euro mensili (1.200 euro annui) di rimborso forfetario di spese telefoniche. Viene riconosciuta inoltre a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, una diaria mensile pari a 3.503 euro. Per un totale di 12.293 euro. IUa cifra alla quale andrebbero aggiunti tra i 1.110 e i 1.300 euro mensili di spese di trasporto e di viaggio, che però in questa stima non calcoliamo non avendo una cifra confrontabile con quella rimborsata per la stessa voce a un parlamentare europeo.

In standby il taglio promosso dal M5s
Quanto al M5s, si è detto pronto nelle scorse settimane a premere l'acceleratore su quella che è una storica battaglia: il taglio degli stipendi dei parlamentari. Ma il testo ancora non c'è. A dare alcune indicazioni su quella che potrebbe essere la portata del taglio c'è la proposta di legge concernente il trattamento economico e previdenziale spettante ai membri del Parlamento, presentata la scorsa legislatura, prima firmataria la deputata Roberta Lombardi. La proposta dimezza l'indennità mensile dei parlamentari, fissata in 5mila euro al lordo delle ritenute fiscali e dei contributi previdenziali e assistenziali, rispetto agli attuali 10.435,00 euro lordi (per un netto di circa 5mila euro). Non solo. È previsto inoltre che ai membri del Parlamento, a differenza di quanto accade oggi, non sia riconosciuta alcuna indennità aggiuntiva, emolumento o rimborso di spese, per lo svolgimento di altri incarichi interni alla Camera di appartenenza.

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