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Desideri di bellezza ed evasione con il gioioso circo di Chanel e la frivolezza sognante di Armani Privé

«L'Alta Moda è un sogno e tale deve restare, è un modo per nutrire la fantasia e il sentimento», afferma Giorgio Armani. E Virginie Viard da Chanel costruisce i classici per le giovani clienti

di Angelo Flaccavento

Chanel Haute Couture PE 2023 (Afp)

2' di lettura

Per una di quelle strane ma illuminanti convergenze che sovente avvengono nella moda, la couture parigina di questi giorni è attraversata da una vena circense: non solo leoni e bestie esotiche, ma anche domatori e costumi con le losanghe - questi ultimi occhieggiano al carnevale, ma il campo semantico non è poi così distante, stando ad indicare mondi e momenti che derogano dalla norma. Di cosa si tratta: metafora del circus of life o desiderio di evasione e irregolarità? Considerando il momento storico, pur nella consapevolezza che la contemporaneità vive ormai uno stato di crisi permanente, si propende per la seconda spiegazione. Che è infatti molto couture: chi veste alta moda di certo inclina alla fuga dal reale, e ha i mezzi per permettersela.

Chanel, la collezione per la PE 2023

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Il set della sfilata Chanel, progettato dall'artista Xavier Veilhan, fa proprio pensare al circo, con gli spalti disposti a cerchio e i grandi animali surreali che arrivano in passerella, ispirati al bestiario che Coco Chanel aveva in casa. Nella interpretazione di Veilhan le belve sono abitacoli: props da giardino d'infanzia, da cui escono giovani fanciulle in fiore. La prima è vestita da domatore, in bianco: mezza tuba e giacca gallonata. L'esprit circense termina qui. Il segno impresso da Veronique Viard sul mondo Chanel è chiaro: punta poco nella direzione della “moda” o di un look; piuttosto, gioca con i classici, rileggendoli in chiave transgenerazionale. È un approccio comprensibile, che certo non regala frisson alcuno ma che mantiene saldo il posto di Chanel nell'immaginario delle clienti. La collezione è leggera, svelta, tutta orli corti e trasparenze. Non trascina, ma non delude: è una medietà poco autoriale, sempre che in maison con codici così forti importi l'autorialità.

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Armani Privé, la collezione per la PE 2023

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A sorpresa, anche Giorgio Armani tocca territori escapisti e scintillanti. La collezione Armani Privé si intitola Rondò Armaniano ed è veneziana quel tanto che basta: losanghe da Arlecchino, velette e gorgiere, e poi tutto un fremere di ricami rococò, inattesi in queste lande. Dice Armani, consapevole che cotanta frivolezza poco accordarsi all'oscurantismo che avanza: «Questi sono abiti speciali per occasioni speciali e rappresentano la creatività allo stato puro. L'Alta Moda è un sogno e tale deve restare, è un modo per nutrire la fantasia e il sentimento. Con questa collezione non volevo parlare del lato più scontato del carnevale e della festa, ma coglierne l'aspetto più sognante, trasmettendo delle emozioni. Tutto appare misurato e calmo, armaniano appunto, ed è la luce a incantare lo sguardo». Ed è qui che Armani prova la sua maestria: nel non strafare, nel contenere, nell'evitare sbrachi e colpi di teatro. Lo si preferisce certamente quando è più lineare e anche lunare, ma il minuetto regala un istante di gioia.

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