motivazioni e decisioni

Desiderio di cambiamento: quando è corretto parlare di scelte?

di Francesca Contardi *


default onloading pic
(AFP)

2' di lettura

Uno dei molti formatori che ho incrociato nella mia vita ha sempre sostenuto che solo se si hanno almeno due opzioni si può parlare di scelta. Altrimenti non è una scelta. A livello professionale, possiamo parlare di scelta quando abbiamo due possibilità: restare in una azienda o cambiare. In fase di selezione, capita spesso di incontrare candidati che hanno in mano un’offerta e che, proprio alla fine, si rendono conto che non cambiare è la scelta migliore.

Perché? Perché hanno messo a confronto qualcosa di concreto (l’offerta, appunto) con la situazione attuale: lo stipendio, ma anche l’ambiente lavorativo, la struttura organizzativa della società, la solidità dall’azienda, i colleghi o più semplicemente i benefit non economici a disposizione. Tutti elementi che, spesso, non ci si rende conto di avere fino a quando non si realizza che si potrebbe avere di più, ma anche di meno. E non possiamo negare che nulla pesa di più nelle scelte della sensazione di perdere qualcosa di acquisito e che ormai diamo per scontato.

Durante i colloqui, tra le motivazioni al cambiamento vengono citate fasi di grandi decisioni o scelte: voler stare più vicino alla famiglia, viaggiare di meno, farsi una famiglia, fare carriera, cambiare mestiere, imparare qualcosa di nuovo o più semplicemente vivere qualcosa di nuovo. Tutte azioni che comportano necessariamente una ponderazione e una valutazione finale.

Queste motivazioni però, pur essendo spesso molto profonde, non sono quasi mai sufficienti a spingere un candidato a cambiare. Perché poi per fare una scelta bisogna portare a casa degli elementi oggettivi comparabili tra loro. E le variabili in gioco a questo punto aumentano in maniera considerevole. Mi ritrovo spesso a chiedere ai miei candidati una lista degli elementi indispensabili per cambiare, tutto quello che riteniamo debba esserci - di materiale e immateriale - per considerare un’offerta interessante.

E devo dire che quasi mai mi trovo di fronte qualcuno con una risposta pronta. Questo perché nel momento in cui abbiamo un orecchio sul mercato spesso è per un fabbisogno di allontanamento piuttosto che per andare verso qualcosa di nuovo. E quando ci allontaniamo da qualcosa che non ci piace, ci basta trovare un’alternativa, senza pensare al resto.

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti