architettura

Design e algoritmi: la Sagrada Familia completa entro il 2026

di Laura Silva

3' di lettura

La Sagrada Familia, la basilica concepita dall’architetto spagnolo Antonio Gaudì per la città di Barcellona e rimasta incompiuta, con l’aiuto della tecnologia sarà completata entro il 2026. Grazie alla conoscenza approfondita dei dettagli strutturali, architettonici e figurativi esposti nel progetto originale, e attraverso un efficace utilizzo delle tecniche piu avanzate, potrà così essere mantenuta la promessa di ultimare la costruzione, in corso da piu di 130 anni. È quanto affermato da Tristram Carfrae, Deputy Chairman della multinazionale ingegneristica Arup.

Carfrae è intrvenuto nei giorni scorsi durante la conferenza “Sagrada Familia in the Making” svoltasi a Londra e promossa dalla Royal Academy of Engineering, l'associazione ingenieristica nazionale inglese.

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Da cinque anni Arup partecipa, in partnership con la Sagrada Familia Foundation e il team di architetti spagnolo 2BMFG, alla realizzazione dell'opera di Gaudì, che intendeva fare della Sagrada Familia non solo il più alto edificio di Barcellona, ma anche la piu alta basilica del mondo. Durante l'evento londinese Carfrae ha discusso i progressi fatti negli ultimi anni e svelato le prossime date chiave del progetto. Tra queste, la prevista conclusione della fase di design della facciata della Gloria - l'entrata principale e piu imponente della chiesa - entro la fine del 2020 e, potenzialmente, la sua costruzione entro il 2024. Arup ha contribuito in maniera significativa all'avanzare del progetto.

Al momento dell'intervento nella partnership, infatti, solamente il 60% della basilica era stato completato e, per rispettare la scadenza del 2026, sarebbe stato necessario un aumento del ritmo di edificazione di almeno 10 volte.

L’esperienza in campo ingenieristico ha facilitato la risoluzione di intrinseche sfide strutturali. Tra queste, l'inadeguatezza dell'edificio nel supportare il peso delle sei torri centrali previste dall'architetto spagnolo, dovendo queste essere costruite per motivi antisismici in cemento rivestito in pietra. Per rimanere fedele ai disegni originali e, simultaneamente, soddisfare i tempi prestabiliti, il team ha fatto leva sui più innovativi sistemi di design, algoritmi e simulazioni 3d. Solo nella prima settimana di lavori, ben 67 modelli analitici sono stati sviluppati, valutando centinaia di lievi variazioni nella geometrie della costruzione. In aggiunta, sono stati sfruttati software sviluppati internamente per l’analisi di resistenza a episodi sismici, che hanno consentito di individuare con preavviso gli elementi da modificare per garantire la stabilita della basilica.

Contando sulla tecnologia, Arup e i suoi partner hanno sviluppato una nuova tecnica edilizia, che utilizza per costruire le torri componenti in metallo e pannelli precompressi in pietra, sostituendo il tradizionale e più pesante cemento ricoperto. L'utilizzo dei pannelli precompressi non solo richiama le costruzioni in muratura usate nei primi tempi di realizzazione dell'edificio, ma permette anche l'uso primario di materiali naturali, in linea con la filosofia di Gaudi, la cui aspirazione era proprio di imitare il piu possibile la natura. Inoltre, laddove la creazione di ciascun pannello in cemento richiedeva almeno una settimana, lo sviluppo dei nuovi componenti richiede solamente un giorno, per cui l'intero processo viene fortemente accelerato. Infine, la precompressione rinforza significativamente la struttura in pietra, permettendo cosi di delocalizzare interamente la produzione dei pannelli senza comprometterne la qualità. I risultati sono stati fino ad ora importanti.

Nel dicembre 2017, quando il primo pannello è stato portato sul luogo per l'assemblaggio, l'aspettativa era di riuscire a completare il lavoro in quattro ore, tempo che si sarebbe ridotto a un'ora per i componenti successivi. In realta, per il primo pannello sono risultati necessari solamente 38 minuti e attualmente una fila di 14 pannelli viene assemblata in un massimo di 6 ore. Un ulteriore vantaggio del processo di decentralizzazione della produzione sta nel garantire una più sicura ed efficiente gestione degli spazi, cosi come la possibilità ai turisti di accedere alla basilica senza interruzioni. Ciò ha una rilevanza anche in termini di costi, in quanto il finanziamento del progetto si nutre proprio, oltre che di un budget fisso annuale, delle contribuzioni da parte dei visitatori. Il futuro sembra dunque roseo per l'agognato completamento dell'opera architettonica entro i tempi prestabiliti. Tuttavia, ha affermato Tristran, il risultato non va dato per scontato, visto l'emergere costante di nuove sfide. Tra queste, per esempio, la necessità di applicare misure di sicurezza più stringenti e la difficoltà di trovare soluzioni efficaci per soddisfarre tutti i requisiti architettonici iniziali. Gaudì aveva previsto uno strato di pietra più spesso per la facciata principale rispetto alle torri attualmente in costruzione, il che potrebbe mettere in evidenza l'inadeguatezza delle tecniche in uso per questa parte dell'edificio e portare alla necessità di trovare soluzioni alternative.

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