Lo sviluppo dello stile - Esterni e interni

Design, il passaggio dalla concept car al modello di serie

di Silvia Baruffaldi

2' di lettura

Per apprezzare davvero il design della Mégane E-Tech Electric vale più che mai la vecchia regola: le automobili vanno valutate dal vivo e in movimento prima di esprimere un giudizio estetico. In foto si coglie infatti a prima vista un’ingannevole somiglianza con la Mégane attuale – quella a motore termico, per intenderci – per via di uno stile certamente evolutivo più che rivoluzionario.

L’esterno mantiene le forme organiche che caratterizzano la gamma del marchio francese dalla Clio del 2019 in poi, ma portate ad un livello di cura dei dettagli davvero ragguardevole e applicate a un’architettura che guarda al mondo dei crossover nonché delle concept car, capitolo che vede da sempre il design Renault all’avanguardia in fatto di sperimentazione formale. Per la Mégane E-Tech Electric il riferimento è la Morphoz, concetto presentato da Renault nel 2020 (anche se il passo allungabile non è ovviamente diventato una realtà in produzione).

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L’aspetto più rivoluzionario è la silhouette. Cambiano decisamente le proporzioni, come avviene ormai puntualmente nelle vetture sviluppate su una piattaforma concepita per i veicoli elettrici. Il sogno di ogni designer è di poter posizionare ai quattro angoli della vettura delle ruote di grandi, ottenendo un passo lungo, più spazio a bordo e un rapporto dimensionale più dinamico tra il diametro delle ruote e l’altezza complessiva del veicolo.

Tanti gli elementi hi-tech inediti, come le luci diurne a forma di freccia sul frontale. La firma luminosa distintiva è sempre stata una peculiarità del design Renault e la Mégane E-Tech Electric non fa eccezione grazie ai gruppi ottici che si estendono orizzontalmente sull’anteriore, dove si raccordano al logo con una fascia nera lucida, mentre sulla coda una sottile linea rossa percorre tutta la larghezza della vettura in un trattamento con effetto 3D assai ben riuscito.

Del tutto inediti sono anche gli interni, concepiti per far sentire gli occupanti come a casa. Proprio per questo è stata posta grande cura nei materiali utilizzati così come nei contenuti hi-tech. Attenti ai trend contemporanei, i designer si sono preoccupati di andare “oltre la plastica” rivestendo ogni elemento possibile con materiali morbidi, impiegando tessuti ottenuti da fibre riciclate e creando dettagli raffinati come i tappeti mélange e gli inserti in Alcantara e in legno di tiglio intagliato al laser che, sagomato sulle superfici, le movimenta con un effetto moiré.

Renault fa tesoro di quanto sperimentato con le sue concept car (TreZor, Symbioz e Morphoz) anche in fatto di interfaccia utente e a bordo della Mégane cala un asso con il sistema OpenR, composto da due display disposti da 12,3 e 12 pollici. Il livello di definizione delle immagini e la facilità di interazione proiettano guidatore e passeggeri in un ambiente decisamente avanzato rispetto agli standard automobilistici, con manopole e pulsati ridotti al minimo. E con tanto spazio in più da godere nell’abitacolo.

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