Studenti e ricercatori

Detrazione al 19 per cento sulla quota d’iscrizione

di Luciano De Vico

4' di lettura

Agli studenti universitari sono dedicati alcuni bonus fiscali che alleggeriscono il peso delle imposte sul reddito proprio o dei familiari di cui sono a carico.

L’iscrizione all’università garantisce una detrazione Irpef del 19% in relazione al pagamento delle tasse di immatricolazione e di iscrizione, anche per anni fuori corso, delle soprattasse per esami di profitto e di laurea, dei test per l’ammissione ai corsi di laurea e di altri diritti connessi ad esempio alla riattivazione dell’iter accademico per coloro che non hanno rinnovato l'iscrizione.

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Altri costi, come ad esempio vitto, seminari, cancelleria, testi e materiale didattico, non sono detraibili, anche se idoneamente documentati, così come non fruiscono di sconti i contributi per il riconoscimento della laurea conseguita all’estero.

Nessun tetto se l’ateneo è statale

Se l’università è statale non è stabilito alcun limite di spesa, mentre per le università private il ministero dell’Università e della Ricerca approva entro il 31 dicembre di ogni anno un decreto contenente gli importi massimi su cui calcolare la detrazione, tenendo conto della collocazione geografica e dell’area disciplinare dei corsi.

Nel box della pagina seguente sono riportati i limiti di detraibilità per il 2020 approvati dal decreto n. 942 del 30 dicembre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2021.

Come ottenere lo sconto

Lo sconto fiscale si ottiene attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi persone fisiche o modello 730.

I contribuenti che si avvalgono della precompilata troveranno le spese universitarie già inserite nell’apposito rigo del modello dichiarativo, in quanto tutte le università sono tenute a comunicare ogni anno all’agenzia delle Entrate gli importi pagati dagli studenti.

Se lo studente è a carico di altri soggetti, ad esempio dei genitori, della detrazione possono usufruirne questi ultimi, ripartendo la spesa in base all’effettivo sostenimento e annotando sul documento la percentuale di ripartizione, se diversa dal 50 per cento.

In caso di coniuge a carico dell’altro, quest’ultimo può detrarre l’intero importo.

Le detrazioni per i fuori sede

Gli studenti fuori sede possono contare anche sulla detrazione Irpef, sempre nella misura del 19%, da calcolare sui canoni pagati in relazione a contratti di ospitalità, atti di assegnazione in godimento o locazione stipulati con enti per il diritto allo studio, università, collegi universitari legalmente riconosciuti, enti senza fine di lucro e cooperative e sui canoni relativi a contratti di locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 431/1998, anche a uso transitorio. Per ottenere lo sconto fiscale, che non spetta in caso di subaffitto, è necessario che l’università sia ubicata in un comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza dello studente e appartenga a una provincia diversa oppure nel territorio di uno Stato appartenente all’Unione europea o aderente all’accordo sullo spazio economico europeo.

L'importo massimo su cui calcolare il 19% è pari a 2.633 euro annui e la detrazione può essere fruita anche se l’onere è sostenuto nell’interesse di familiari a carico. Lo stesso importo costituisce il limite complessivo di spesa di cui può beneficiare ciascun contribuente, anche se si riferisce a più contratti intestati a più di un figlio.

Agevolazione sui trasporti

Un’altra agevolazione fiscale che può interessare gli studenti universitari che si spostano frequentemente è legata all’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

L’acquisto di titoli di trasporto che consentono di effettuare un numero illimitato di viaggi, per più giorni, su un determinato percorso o sull’intera rete, in un periodo di tempo specificato, infatti, garantisce una detrazione Irpef del 19% su un massimo di 250 euro.

Il servizio di trasporto deve essere reso da enti pubblici o da soggetti privati affidatari sulla base di specifiche concessioni o autorizzazioni da parte dei soggetti pubblici, e può riguardare spostamenti all’interno di una regione o l’attraversamento di più regioni.

Se l’abbonamento è nominativo, sullo stesso devono essere indicati la durata e l’importo della spesa, e in caso di emissione o ricarica di un titolo di viaggio elettronico, è necessario disporre di idonea documentazione certificativa che contenga le indicazioni essenziali del servizio acquistato.

Per i titoli di viaggio non nominativi, oltre al titolo di viaggio è necessaria un’apposita autocertificazione resa da chi utilizza l’abbonamento.

Principio di cassa e tracciabilità

Come per gli altri oneri detraibili, non conta il periodo cui la spesa si riferisce, ma l’anno in cui è stata materialmente sostenuta, secondo il principio di cassa.

Dal 2020, inoltre, le detrazioni previste dall’articolo 15 del Tuir, come quelle in questione, spettano a condizione che l’onere sia sostenuto con modalità di pagamento tracciabili, vale a dire mediante versamenti bancari e postali, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

È utile ricordare, infine, che sempre dallo scorso anno le stesse detrazioni subiscono una riduzione in presenza di un reddito complessivo di riferimento superiore a 120.000 euro e si azzerano al raggiungimento di un reddito superiore a 240.000 euro.

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