da new york a berlno

Deutsche Bank cede i dipinti della sua collezione

Venduto in trattativa privata ad un collezionista il vasto trittico di Gerhard Richter «Faust» del 1981, seguiranno altre dismissioni

di Marilena Pirrelli


default onloading pic

3' di lettura

Dopo Unicredit è la volta di Deutsche Bank a dismettere la collezione d’arte. La banca tedesca ha venduto alcune opere importanti, tuttavia promette di continuare ad acquistare opere di artisti emergenti. Un po’ come ha fatto la gemella italiana Unicredit. Deutsche Bank, che l'anno scorso ha annunciato l'intenzione di tagliare 18.000 posti di lavoro, sta ridimensionando anche le sue attività nel collezionismo d'arte e ha venduto alcuni lavori chiave in considerazione del trasferimento di sede e di una riduzione dello spazio destinato all’arte. Anche questo rientra nel piano di riduzione dei costi della banca, scesi a 21,5 miliardi nel 2019 dai 23,9 miliardi del 2017, con l'obiettivo a quota 17 miliardi nel 2022.

Le dismissioni
Le opere vendute includono il vasto trittico di Gerhard Richter «Faust» del 1981, appeso nell'atrio della torre di Wall Street della banca, che sta trasferendo la sua sede di New York al Columbus Circle di Midtown Manhattan. Il nuovo edificio non ha spazio nella lobby per un lavoro così ampio, uno dei più grandi di Richter, ha dichiarato al The Art Newspaper Friedhelm Hütte, che guida il programma artistico della società nel mondo. L’opera è stata ceduta in una vendita privata, dice Hütte, a seguito di “un'offerta interessante da parte di un serio collezionista”, ma non c’è verso di conoscere il prezzo della cessione. Altre opere messe in vendita l'anno scorso includono dipinti di Erich Heckel, Max Pechstein, Emil Nolde ed Ernst Wilhelm Nay, come ha riportato a dicembre la Süddeutsche Zeitung.

La crisi
I problemi di Deutsche Bank risalgono alla crisi dei subprime del 2008. Da allora, è stato multata per numerose infrazioni normative, tra cui la manipolazione del tasso d’interesse del Libor e l'indebitamento degli investitori nella vendita di titoli ipotecari statunitensi. I tentativi di mediare una fusione con un'altra banca tedesca, Commerzbank, sono naufragati l'anno scorso. I tagli di lavoro annunciati nel 2019 ammontano a un quinto della sua forza lavoro globale.

Il programma dell’arte
Hütte sottolinea che nonostante tutto la banca sta continuando a comprare nuove opere di artisti emergenti in fiere come Frieze . “Deutsche Bank si identifica nella sua collezione e continuerà a promuovere e collezionare arte contemporanea, anche se in misura minore rispetto a prima” ha affermato. Tuttavia continuerà a vendere le opere (in particolare dipinti) nei casi in cui non rientrano nel focus della collezione sul disegno e sulla fotografia contemporanei “.

I recenti acquisti includono le opere dell'artista libanese Caline Aoun, Wura-Natasha Ogunji della Nigeria, Victoria Fu della California e dell'artista britannico Tom Pope. Le dimensioni della collezione - la più grande collezione aziendale in Germania e una delle più grandi al mondo - si sono ora ridotte da 59.000 opere a 55.000. Hütte afferma che il valore totale della collezione è inferiore a 500 milioni di €, poiché DB acquista principalmente nuove opere di giovani artisti dai prezzi più abbordabili. I suoi pezzi più preziosi, come il Richter acquisito 30 anni fa, furono acquistati infatti prima che i loro autori diventassero star del mercato dell'arte. La banca rimane impegnata nella sponsorizzazione di Frieze, sebbene abbia ridotto la sponsorizzazione di piccoli eventi, afferma un portavoce della stampa. Finora i problemi finanziari dell’istituto non hanno avuto alcun impatto sui progetti per il Palais Populaire, un forum culturale nel centro di Berlino che Deutsche Bank ha aperto nel 2018. Il 21 marzo aprirà una mostra di prestiti di Christo e Jeanne-Claude in occasione del 25° anniversario dell’impacchettamento del Reichstag.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...