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Deutsche Bank, doppia «tegola» sul riciclaggio di capitali

di Alessandro Merli

(REUTERS)

2' di lettura

Deutsche Bank pagherà 630 milioni di dollari alle autorità di controllo dei mercati negli Stati Uniti e in Gran Bretagna per chiudere un'inchiesta su riciclaggio di capitali in Russia. La banca era accusata di aver aiutato investitori russi a riciclare 10 miliardi di dollari utilizzando uno schema detto “a specchio” che prevedeva l'acquisto e la vendita di titoli fra gli investitori e la filiale di Mosca di Deutsche Bank e quelle di New York e Londra. In molti casi erano coinvolte entità con sede in paradisi fiscali dei Caraibi o a Cipro.

L'unico obiettivo delle operazioni, secondo l'accusa, era di aiutare gli investitori a riciclare i capitali all'estero. La pratica sarebbe continuata dal 2011 al 2015 ed è venuta alla luce dopo un'inchiesta della Banca centrale russa, iniziata nel 2014.

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La più grande banca tedesca pagherà all'autorità di controllo di New York 425 milioni di dollari e alla Fca, l'autorità britannica, 163 milioni di sterline, la multa più alta mai erogata in una vice da di mancati controlli sull'anti-riciclaggio. La banca ha dichiarato che la cifra complessiva era già compresa nelle riserve accantonate per questo scopo.

Con la chiusura dell'inchiesta sulla operazioni russe, Deutsche Bank fa un imporante passo avanti verso la soluzione delle più importanti vicende giudiziarie nelle quali è stata coinvolta negli ultimi anni. L'amministratore delegato John Cryan aveva preso l'impegno a chiudere questo capitolo entro la fine del 2016 per rimuovere una grave fonte di incertezza sul futuro della banca. Il mese scorso, Deutsche Bank aveva concordato di pagare 7,2 miliardi di dollari al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti per chiudere l'inchiesta sulle scorrettezze compiute nel collocamento di titoli cartolarizzati.

Negli ultimi anni, Deutsche Bank è stata coinvolta in quasi tutti i più gravi scandali finanziari internazionali ed è la banca globale che ha pagato le più alte somme in termini di multe e accordi stragiudiziali. Si tratta di vicende riconducibili all'attività della banca d'investmento e che hanno portato alle dimissioni del precedente amministratore delegato, Anshu Jain.

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