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Deutsche Bank: rischi e costi in calo e Bce taglia il CET1

Primi frutti dell’ambizioso piano di rilancio e di ristrutturazione

di Isabella Bufacchi

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(REUTERS)

Primi frutti dell’ambizioso piano di rilancio e di ristrutturazione


2' di lettura

Deutsche Bank inizia a raccogliere i primi frutti dell’ambizioso piano di rilancio e di ristrutturazione lanciato lo scorso luglio: la Bce ha abbassato il requisito del capitale prudenziale CET1 dall’11,84% all’11,59%. La ristrutturazione, secondo DB, finora quest’anno ha centrato gli obiettivi di riduzione delle attività più rischiose e meno remunerative, di taglio dei costi e un modello di business più focalizzato sulle aree più redditizie.

Il piano di ristrutturazione e rilancio di Deutsche bank, lanciato lo scorso luglio come “il più importante degli ultimi venti anni” e tra i più ambiziosi nei 150 anni di storia della banca, sta funzionando, a giudicare dalla reazione degli organi di vigilanza. L a Bce, nella sua veste di supervisore delle banche europee, ha abbassato il ratio sul CET1, il capitale prudenziale di DB, dall’11,84% all’11,59%, a seguito della nuova misurazione sulla rischiosità della bancaeffettuata nel 2019 con il processo di revisione e di valutazione prudenziale (Supervisory Review and Evaluation Process - SREP) e come anticipato dal Sole24Ore. Il taglio è stato fatto integralmente sulla componente del requisito del Pillar2, sceso dal 2,75% al 2,50% dal gennaio 2020. La decisione dell’SSM è stata accolta dal CFO della banca James von Moltke come riconoscimento dei progressi fatti , «con un bilancio più conservativo e forti controlli interni».

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Contestualmente all’annuncio della riduzione del CET1, Deutsche bank ha diramato un comunicato per confermare «solidi progressi» della ristrutturazione e alcuni target, nonostante il contesto non favorevole dei tassi negativi: un RoTE all’8% per il 2022 e costi che mirano a scendere a 17 miliardi nel 2022 (quest’anno a 21,5 miliardi): nel totale una riduzione di 6 miliardi dal 2018. La banca chiuderà il 2019 con un CET1 sopra il 13% ma si riserva la possibilità di scendere a un massimo del 12,5% nel corso della ristrutturazione.

Quel che DB deve dimostrare alla vigilanza, avendo già annunciato che non distribuirà dividendi nel 2019 e 2020, è che la banca diventerà via ia meno rischiosa e più redditizia tramite una serie di interventi: il veicolo Cru (Capital release unit che non è bad bank e non off-balance sheet) dove confluiscono performing assets Level1, Level2 e Level3 “non strategici” in via di cessione o smantellamento pari ad attività ponderate per il rischio per 74 miliardi (Rwa) e pari a 288 miliardi di esposizione leverage; una riduzione delle attività market sensitive dal 55% al 30%; 240 miliardi di liquidity (contro i 65 miliardi del 2007); titoli cuscinetto Tlac per 120 miliardi; un bilancio più conservativo sgonfiato al 2022 da 1.300 a 1000 miliardi di attività totali; riduzione dei costi a 17 miliardi per il 2022; taglio del personale di 18mila unità; Var più che dimezzato.

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