banche in crisi

Deutsche Bank taglierà in Germania 9mila posti (su 18mila totali)

Il ceo Christian Sewing<b/>ha affermato che la maggior parte dei tagli previsti avverrà entro la fine del 2021. Interesseranno tutte le regioni in cui opera la banca e alla Germania toccherà «una quota importante ed equa»


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2' di lettura

Quando Deutsche Bank annunciò ai primi di luglio l'avvio di una ristrutturazione radicale, la più impegnativa nei suoi 149 anni di storia, con, tra l’altro, l'uscita dall'attività di trading e di sales nel mercato globale dell'equity, non nascose che l’operazione avrebbe comportato qualcosa come 18mila tagli su oltre 91mila dipendenti nel mondo. Oggi, secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, è emerso che la metà dei 18mila posti di lavoro contemplati nel piano di tagli sarebbe in Germania, dove sono impiegate 41.700 persone. Fuori dalla Germania anche la sede di Londra dovrebbe subire un colpo piuttosto duro, anche a causa della Brexit, mentre non dovrebbe essere così negli Stati Uniti una volta che la banca sia uscita dal business del trading azionario.

Il ceo Christian Sewing ha affermato che la maggior parte dei tagli previsti avverrà entro la fine del 2021. Interesseranno tutte le regioni in cui opera la banca e alla Germania toccherà «una quota importante ed equa», ha affermato. Le misure potrebbero richiedere più tempo proprio nella madrepatria rispetto ad altri paesi, a causa delle leggi sul lavoro.

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La cifra del taglio ai posti di lavoro in Germania include il personale ritenuto ridondante a seguito della fusione di Postbank con la divisione retail di Deutsche Bank, annunciata nel 2017.

Proprio la divisione retail contribuirà con il 60% dei 2,3 miliardi di euro di risparmi sui costi che sono uno degli obiettivi da raggiungere entro la fine del 2022. Le spese della divisione dovrebbero scendere in media del 6% all'anno, molto più che in qualsiasi altra.

Deutsche Bank ha fatto sapere che la maggior parte dei tagli riguarderà i ruoli di supporto e il personale del back office, piuttosto che i dipendenti a contatto con il cliente, poiché uno degli obiettivi della riorganizzazione è l’automatizzazione dei flussi di lavoro.

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Non mancano le polemiche. Uno studio pubblicato martedì ha messo in luce che il presidente di Deutsche Bank, Paul Achleitner, è stato il presidente meglio pagato tra quelli delle blue chip tedesche. Lo stipendio di Achleitner è stato di quasi 860.000 euro, superiore del 7,3% rispetto a un anno prima, quando la banca registrò il suo primo profitto annuale in quattro anni. Al momento, però Deutsche è ancora alle prese con un faticoso rilancio e prevede di chiudere in rosso il 2019.

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