Internet of Things

Device sicuri: a Milano si studia la compatibilità elettromagnetica e wireless

L’americana Ul, specializzata nel testing, apre un laboratorio per la certificazione di prodotti smart, dall’elettronica di consumo a elettrodomestici

di Gianni Rusconi

3' di lettura

Un laboratorio in cui convergono tecnologie e strumenti avanzati per la misurazione e la verifica degli apparecchi connessi e dei dispositivi Iot pronti a sbarcare sul mercato. Un unicum italiano, per alcuni aspetti, perché si tratta di un laboratorio di competenza europea che opererà da Carugate, alle porte di Milano.

A dargli vita è una delle principali aziende al mondo nel campo dei servizi testing, l'americana Ul (Underwriters Laboratories), da 20 anni presente anche in Italia e con una base “installata” mondiale di circa 22 miliardi di prodotti che riportano il suo marchio di certificazione.

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Ridurre i cicli di sviluppo

La struttura, la più grande - nonchè unica nel suo genere - in tutto il Sud Europa per Ul, avrà il compito di effettuare test e certificazioni di prodotti di elettronica di consumo e piccoli e grandi elettrodomestici, sistemi informatici e di telecomunicazione, dispositivi medicali e diagnostici, apparecchiature di illuminazione e attrezzature industriali.

Il filo rosso che unisce tutti questi “oggetti” è il loro livello di compatibilità elettromagnetica e wireless rispetto agli standard normativi in vigore nei vari mercati, ed è proprio per verificare la presenza di eventuali difformità del prodotto (per esempio interferenze nella connessione) che entra in gioco la multinazionale.

«Ricopriamo un ruolo centrale fra produttori e consumatori – ha detto in sede di presentazione alla stampa il regional vicepresident di Ul per l'Europa, Morten Claudi Lassen – e con questo nuovo laboratorio aiutiamo i clienti ad accelerare i cicli di sviluppo dei prodotti connessi, a semplificarne l'introduzione sui mercati con tempistiche ottimizzate e a innovare in sicurezza, fornendo loro servizi personalizzabili da un'unica fonte e in un'unica sede».

Il laboratorio in numeri

La struttura occupa una superfice di 800 metri quadrati, dispone di quattro camere semi-anecoiche (di cui una di 5 metri dedicata ai prodotti ingombranti) e di un'area specifica per i test di immunità di forni, frigoriferi, robot industriali un'area e si appoggia a un nuovo sistema di alimentazione da 45mila volt (45 kVA) per eseguire prove di corrente armonica e flicker in modalità trifase fino a 63 ampere.

Nel centro vengono testate le funzionalità dei dispositivi che incorporano le tecnologie di connessione più comuni, dal Bluetooth al 4G passando per il Wi-Fi al 3G, senza ovviamente trascurare i device che veicolano il traffico dati Machine-to-Machine nei settori della mobilità, della domotica e dell'industria (secondo l'Agcom, a fine 2020, le Sim M2M in Italia avevano superato quota 26 milioni di unità).

Fra i plus dichiarati spiccano inoltre il servizio “Notified Body”, per garantire la completezza e l'accuratezza dei documenti di certificazione emessi, e la possibilità di eseguire i test per il rilascio del certificato Cb Scheme dell'International Electrotechnical Commission (Iec) for Electrical Equipment necessario per dispositivi utilizzati in ambito medico e quelli della diagnostica in vitro e delle apparecchiature di laboratorio.

Il fattore “trust”

Il centro di Carugate, spiegano ancora i responsabili di Ul, è parte della rete globale di laboratori per i test di compatibilità elettromagnetica e wireless con sede in Cina, Germania, Corea, Regno Unito e Stati Uniti e come le altre strutture è organizzata per aiutare i produttori ridurre le inefficienze del processo di sviluppo e roll out dei prodotti, velocizzando il time-to-market e riducendo a monte i rischi legati all'affidabilità e alle prestazioni del prodotto durante l'intero suo ciclo di vita.

«Se mettiamo a confronto il panorama italiano con quanto sta accadendo nel resto del mondo – ha sottolineato in proposito Francesco Marenoni, Sales Director, Consumer, Medical and Information Technology di Ul in Italia - ci accorgiamo che emergono alcuni fattori analoghi, quali la domanda di una migliore connettività e la spinta verso un'innovazione digitale più veloce che non deve trascurare la conformità e la sicurezza dei prodotti, due pilastri dell'IoT a cui bisogna aggiungerne un terzo, quello della fiducia dei consumatori».

Il fattore “trust”, non a caso, è uno dei capisaldi della “value proposition” che Ul rivolge ai produttori di apparecchi IoT e di smart device di tutto il Sud Europa: più il testing è accurato, questa la sintesi, e più aumentano le possibilità di ottimizzare tempi e costi ed evitare possibili richiami del prodotto dal campo.

Che la domanda di servizi di testing e di compatibilità elettromagnetica viva in effetti una fase di grande sviluppo in Italia lo dice la diffusione delle tecnologie wireless in tutti i settori/tipologie di prodotti. Nel 2020, come recita l'Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano, le connessioni IoT attive erano oltre 93 milioni e nei prossimi tre anni aumenteranno ulteriormente anche grazie alla penetrazione del 5G.

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