trasporto merci

Dhl, 300 milioni nell’air cargo

di Marco Morino

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3' di lettura

Il corriere espresso Dhl (gruppo Deutsche Post) investirà 300 milioni di euro nei prossimi cinque anni per potenziare le proprie basi logistiche all’interno degli aeroporti italiani. Lo garantisce Alberto Nobis, presidente e amministratore delegato di Dhl Express Italy, a margine del convegno, organizzato ieri a Malpensa, dal ministero delle Infrastrutture in collaborazione con Adr-Aeroporti di Roma e Sea-Aeroporti di Milano per presentare alla business community il position paper “Azioni per il rilancio del cargo aereo” in Italia. L’evento s’inserisce nel quadro strategico e programmatico del Mit “Connettere l’Italia”.

Al momento - spiega Nobis al Sole 24 Ore - Dhl è attiva in otto aeroporti nazionali: Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Bologna, Pisa, Roma Ciampino, Ancona e Napoli. «Dhl - dice Nobis - punta a sviluppare la rete dei propri gateway logistici attraverso il rafforzamento di tre attività: ricezione della merce, smistamento, distribuzione sul territorio». Qualche cifra: a Malpensa, il primo aeroporto italiano per traffico cargo e uno dei più grandi del Sud Europa, Dhl investirà nel prossimo futuro 90 milioni di euro, a Venezia 40 milioni e a Bologna 20 milioni. «Il cargo aereo - osserva Nobis - è uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo economico dell’Italia nell’ambito della competizione globale».

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Secondo i dati diffusi ieri dal ministero delle Infrastrutture, il cargo aereo in Italia, che già nel biennio 2014-2016 ha registrato un incremento pari al 14,2%, continua a crescere: nei primi nove mesi del 2017 si segnala infatti un aumento pari all’11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ciò indica come il trasporto merci per via aerea, fino ad ora scarsamente considerato, stia diventando sempre più centrale in un’ottica globale. Basti pensare che in riferimento alle esportazioni extra-europee il cargo aereo in Italia, sebbene costituisca solamente lo 0,7% dei volumi, rappresenta ben il 25,8% del valore economico dei beni esportati. «Più riusciremo a rafforzare la filiera del settore dell’air cargo, più il made in Italy potrà diffondersi a livello globale: abbiamo quindi una grande responsabilità in questo senso» afferma Ugo de Carolis, amministratore delegato di Adr. Nei prossimi cinque anni, aggiunge de Carolis, Adr investirà oltre 35 milioni di euro per potenziare l’attività cargo a Fiumicino.

Poi c’è la Sea. L’aeroporto di Milano Malpensa, con 575mila tonnellate trasportate nel 2017 (+7,5% rispetto al 2016) e un market share del 56% sul totale delle merci aree in Italia, è leader indiscusso. «Oggi Malpensa - nota Giulio De Metrio, Chief Operating Officer di Sea - è la porta di transito privilegiata per le imprese del made in Italy che esportano e puntano a raggiungere in tempi rapidi i mercati più dinamici del pianeta». Non a caso compagnie come FedEx e Dhl hanno fatto di Malpensa il principale gateway del Sud Europa. Il traffico merci di Malpensa cresce, dopo il de-hubbing di Alitalia, ininterrottamente dal 2012, con un tasso annuo medio di incremento del 7,2%. «Ora la prossima sfida - aggiunge De Metrio - per Malpensa è aumentare la quantità di merce trasportata sui voli passeggeri, in particolare sulle tratte intercontinentali. Al momento il 65% delle merci che transita da Malpensa utilizza voli cargo e il restante 35% viaggia nelle stive dei jet passeggeri. Il mix ottimale è 50-50».

«Sul settore cargo aereo viaggiano le merci preziose, in quantità non tantissimo ma in qualità e valore aggiunto tantissimo, lì viaggia davvero il made in Italy». A dirlo è il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che chiude i lavori del convegno milanese. L’importante, prosegue Delrio, «è continuare a rilanciare questo settore, stiamo lavorando assieme a tutte le associazioni di categoria per snellire ancora di più le procedure burocratiche. La logistica è una delle sfide principali che il Paese deve vincere. Amo ripetere che se l’Italia disponesse del sistema logistico della Germania, in termini di efficienza, avrebbe la prima industria manifatturiera d’Europa».

«Il paper di posizionamento - continua il ministro - indica anche le azioni che ci impegniamo a fare». La principale è la collaborazione con la Agenzia delle Dogane per una semplificazione dello sdoganamento e i movimenti delle merci e la loro tracciabilità. Perché le imprese si rendono più competitive ed efficienti non solo riducendo il costo del lavoro ma anche «migliorando la logistica, semplificando e investendo nelle infrastrutture e nella qualità del servizio». Il primo paso da compiere è l’attuazione dello sportello unico doganale e dei controlli. «Connettere l’Italia vuol dire anche connettere le istituzioni che insieme fanno dei piani che poi diventano azioni, diventano fatti concreti» conclude il presidente di Assaeroporti, Fabrizio Palenzona.

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