tour in sardegna

Di Maio: basta con queste trivelle, puntiamo sulle tecnologie

di Nicola Barone


(REUTERS)

3' di lettura

Nella fase di conversione del decreto unico con reddito di cittadinanza e quota 100 arriverà anche «il taglio alle pensioni dei sindacalisti e all'interno metteremo le norme che servono ad aiutare le persone a riprendersi da una crisi il decennale che hanno pagato loro». Il vicepremier Luigi Di Maio è in Sardegna per il tour elettorale in vista del doppio appuntamento con le suppletive della Camera e le regionali. E da Porto Torres, prima tappa accompagnato dal ministro per i Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro e dal sindaco pentastellato di Porto Torres Sean Wheeler, spiega che «la ricetta per uscire dalla crisi è investire in nuove tecnologie e in energie differenti quindi basta con queste trivelle: dobbiamo portare entro il 2030 l'Italia a produrre il 30% di energie rinnovabili». E poi «dobbiamo necessariamente aumentare le misure di welfare che invece si sono tagliate, quindi il reddito di cittadinanza, andare in pensione prima e più investimenti nella sanità».

Non fanno certo dormire sonni leggeri i numeri che arrivano dallo stato dell’economia con una produzione industriale negativa per molti settori. «Ma possiamo riprenderci e ripartire alla grande se colmiamo tutto quel divario che c'è tra noi e gli altri Paesi del Nord Europa su intelligenza artificiale, blockchain, nuove tecnologie, investimenti su nuove forme di produzione energetica e soprattutto aiuti alle persone in difficoltà» ribadisce Di Maio ai cronisti sul rischio recessione in Italia. «È chiaro che la nostra economia continuerà a rallentare, perché i nodi stanno arrivando al pettine. L'Italia e gli altri Paesi d'Europa erano convinti, in questi anni, di poter affrontare il nuovo millennio con gli strumenti del vecchio».

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Con gli alleati nel governo giallo-verde le tensioni vengono considerate alle spalle dal capo politico del M5S, su tutti i dossier. «Prima si approva la legge sulla legittima difesa e meglio è» assicura Di Maio tornando sull’accordo da poco raggiunto nella maggioranza nonostante alcune fibrillazioni interne al Movimento («non ci sono altre letture, l'ultima lettura è alla Camera. La Lega ha proposto la legittima difesa e noi voteremo la legittima difesa»).

Così come non c’è «scandalo» per il fatto che il Carroccio vada in piazza a Torino per la Tav. «Diciamo che abbiamo fatto la campagna contro le trivelle insieme per il referendum sia noi che la Lega in tempi non sospetti, quando nel 2015 non avevamo nessuna intenzione di neanche di firmare un contratto di governo». Ma poi le distanze su visione e proposte rimangono. «Per questo come Movimento 5 Stelle, quando abbiamo iniziato il percorso di governo, abbiamo chiesto un contratto di governo perché io sapevo che ci saremmo ritrovati in queste situazioni»

Prima di lasciare il Nord-Ovest dell’isola Di Maio ha deciso di fare una tappa fuori programma a Sassari, in piazza d'Italia, per incontrare gli ex lavoratori della Secur, la società che gestiva i servizi di portierato e guardiania per l'azienda ospedaliero-universitaria sassarese e che non sono stati riassorbiti dalla società che ha vinto il nuovo appalto. Poi sosta a Gonnostramatza per incontrare il mondo delle campagne (rispondendo ai produttori che chiedono «leggi certe» per il settore lattiero caseario e poter coprire per intero i costi di produzione Di Maio si è impegnato per «portare a casa una legge che ridia dignità al vostro lavoro, stabilendo dei prezzi minimi che ci consentono di tenere sul mercato le eccellenze dei nostri prodotti») per poi chiudere in serata a Cagliari.

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