ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più150 Paesi presenti

Di Maio in Cina per la maxifiera delle importazioni

Alla China International Import Expo di Shanghai (seconda edizione) presenti 150 imprese italiane. La kermesse sarà inaugurata dal presidente Xi Jinping

di Stefano Carrer


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Luigi Di Maio con Saadeddine El Othmani, primo ministro del Marocco, durante il meeting del 1 novembre scorso (Ansa)

4' di lettura

Dopo il Marocco, Luigi Di Maio goes to China: gli impegni internazionali da ministro degli Esteri impongono al leader dei 5Stelle di staccarsi temporaneamente da vicende e attriti romani, che pure lo inseguono anche all’estero. Ma non poteva mancare una presenza politica italiana di primo piano a un evento al quale i cinesi tengono moltissimo: la seconda edizione della Ciie (China International Import Expo), la maxifiera (5-10 novembre) dedicata esclusivamente alle importazioni promossa dal ministero del Commercio cinese e dalla Municipalità di Shanghai, che sarà aperta in persona dal presidente Xi Jinping.

Forse Di Maio incrocerà di sfuggita Emmanuel Macron, che si è legato al dito la sua spedizione di alcuni mesi fa con Di Battista in terra di Francia a supporto dei gilet gialli: il presidente francese ha colto l’occasione per abbinare alla sua presenza alla Ciie una visita di stato a Pechino, con cui cercare di ricucire qualche strappo, promuovere contratti e magari cercare di far avanzare il Comprehensive Agreement on Investment tra Ue e Cina in via di negoziazione, con l’obiettivo di concludere tra un anno. 

Tra i premier europei, ci saranno i governanti di Paesi particolarmente coinvolti nelle relazioni con la Cina, dal greco Kyriakos Mitsotakis alla serba Ana Brnabic. 64 le nazioni ufficialmente presenti, ma più di tremila imprese da circa 150 Paesi e territori si sono registrate per l’Expo, dove gli stand copriranno 360mila mq e sono attese mezzo milione di persone. Secondo statistiche cinesi , la prima edizione (3.600 imprese) avrebbe aiutato la conclusione di accordi per un valore di quasi 58 miliardi di dollari

La presenza italiana

Di Maio guiderà di fatto a Shanghai una delegazione di circa 150 imprese italiane interessate a espandersi sul mercato cinese. Dopo una visita lunedì 4 alla sede della Comau (automazione industriale), il 5 il ministro dovrebbe accompagnare Xi Jinping in una breve visita al Padiglione Italiano e poi fare un intervento sulle tematiche del commercio nell’era dell’economia digitale, presenziando poi alla firma di accordi tra l'Ice e i gruppi Tbd e Jd.com. La partecipazione di molte aziende è stata coordinata da Fondazione Italia-Cina e Aice, mentre altre partecipano autonomamente, anche grazie al supporto dei loro distributori e partner in Cina.

Quest’anno spicca la nostra qualificata presenza nel settore della gioielleria, con una ventina di aziende coordinate da Federorafi, nel quadro di una maggiore enfasi alla fiera per il ramo lusso rispetto all’edizione iniziale dell’anno scorso. Non a caso Maserati presenterà la sua intera gamma, mentre il costruttore di yacht Ferretti metterà in mostra per il suo debutto in Asia l’Fsd 195. Nel ramo Food sarà in evidenza

Intesa Sanpaolo promuove il Sud in Cina

il padiglione della Regione Puglia, mentre Ferrero coglierà l’occasione per lanciare le sue nuove linee di biscotti sul mercato cinese. Nel primo semestre di quest’anno le esportazioni italiane verso la Cina, secondo i dati Istat, sono tornate a crescere, sia pure di misura (+0,3%) mentre l’import è salito del 6,4%, facendo aumentare il nostro deficit commerciale. Avrà uno stand anche Fiera Milano assieme a Deutsche Messe, con cui opera in joint venture in Cina ( ieri a Seul Fiera Milano e Samsung Sds, azienda che si occupa di trasformazione digitale e innovazione, hanno firmato un memorandum d’intesa per l’avvio di una collaborazione ad ampio respiro nel campo del digitale). 

La strategia cinese
Il ritorno di Xi Jinping - che aveva già inaugurato la prima Ciie nel 2018 - evidenzia l’importanza che la manifestazione ha nelle strategie complessive del governo cinese. Il megaevento dedicato all’import di prodotti e servizi da un lato cerca di dimostrare l’impegno a una maggiore apertura del mercato interno, dall’altro si propone di attirare know-how in grado di promuovere valore aggiunto per una economia che ha rallentato la sua crescita intorno al 6%. Xi è reduce dal più importante appuntamento annuale del Partito Comunista Cinese (la quarta sessione plenaria del 19esimo Comitato Centrale), che ha ribadito il ruolo di leadership assoluta del partito ma anche evidenziato impegni a migliorare la governance e il sistema legale.

Xi dovrebbe ribadire la promessa di dare più spazio agli operatori stranieri, anche nel sistema finanziario, e spezzare lance in favore del libero commercio internazionale messo alla prova dagli atteggiamenti della Casa Bianca. Un recente report dell’Ocse ha indicato che gli investimenti diretti internazionali sono scesi nel primo semestre di quest’anno del 20% rispetto alla seconda metà dell’anno scorso, ma quelli stranieri in Cina sono saliti del 5%. L’ultimo report della World Bank (Doing Business 2020) ha fatto salire la Cina al 31esimo posto nella classifica dei Paesi in cui è più agevole operare, rispetto alla posizione 46 dell’anno prima e 78 del 2017. Dagli Usa arriveranno alla Ciie 192 imprese, il 18% in più rispetto all’edizione dell’anno scorso: sembra una dimostrazione che per la Corporate America la Cina resti un mercato da cui è ben difficile prescindere attraverso un problematico “decoupling”. 

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