incontro con confcommercio

Di Maio: nel Def disinnescare subito aumento Iva. no a sforamento deficit, sì a spending review

di Andrea Gagliardi

Il candidato premier dei Cinquestelle, Luigi Di Maio con il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli

3' di lettura

«Nel documento di economia a finanza da approvare chiederò che le clausole sull’aumento dell’Iva siano disinnescate subito e non rinviate per motivi tecnici. È un impegno che speriamo possa essere preso da tutto il nuovo l’arco parlamentare». Lo ha detto il leader e candidato premier del M5S, Luigi Di Maio, durante un incontro nella sede milanese di Confcommercio con i vertici dell’associazione di categoria. Un incontro nel quale Di Maio ha ribadito che quella delle presidenze delle Camere e del governo sono due partiti distinte, e ha detto di aver apprezzato le parole di del commissario Ue agli affari economici Moscovici per il quale sull’Italia «i mercati sono sereni e hanno ragioni per esserlo». «C’è bisogno di messaggi distensivi» ha detto Di Maio, che ha aggiunto: «Adesso è il momento dei fatti, dobbiamo lavorare sui principali dossier dell’economia e sulla stabilità che sta a cuore a tutti».

Di Maio: per fare governo saremo più veloci Germania
Per il leader M5s le tasse «vanno abbassate» ma bisogna anche «ridurne il numero». Difeso il reddito di cittadinanza («non è assistenzialismo, ci ispiriamo ai paesi liberali che utilizzano la flex security»). Mentre nelle nomine per le partecipate «sarà importante il merito» e «sarà importante non farle cadere nella logica della lottizzazione». Quanto al nuovo governo, Di Maio ha chiosato: «Oggi in Germania dopo circa 6 mesi è stato formato il Governo, credo che ci impiegheremo di meno rispetto a quei tempi».

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«No a sforamento deficit, sì a spending review»
Il Def 2018 va presentato entro il 10 aprile e inviato  a Bruxelles entro il 30. E Di Maio ha ribadito alla platea dei commercianti che la priorità sarà disinnescare le clausole di salvaguardia per scongiurare l’aumento dell’Iva. Anche se lo scoglio principale sono le risorse: trovare i 12,4 miliardi necessari per sventare la stangata Iva nel 2019. «Il MoVimento 5 Stelle, nel suo Def programmatico, ha come priorità il blocco degli aumenti Iva previsti a partire dal 2019 e legati alle famigerate clausole di salvaguardia che i precedenti governi ci hanno lasciato. Non possiamo permetterci un rinvio tecnico. La ripresa dei consumi e la fiducia dei cittadini sono ancora deboli: non possiamo permetterci di soffocarle, bisogna anzi dare ulteriore respiro ai bilanci delle famiglie italiane» ha precisato Di Maio sul blog delle Stelle dove ha rilanciato i temi annunciati in occasione dell'incontro avuto oggi a Milano con gli imprenditori di Confcommercio. Il Movimento non mette per ora sul tavolo l'ipotesi di sforare il 3 per cento del rapporto deficit/Pil. Lo ha lasciato intendere lo stesso Di Maio nel passaggio in Confcommercio in cui ha dichiarato che «la spending review è importante, prima di parlare di sforamento del deficit, andiamo a recuperare i soldi spesi male e investiti male».

Sullo stop alle clausole di salvaguardia legate all’aumento dell’Iva, ad ogni modo, si è schierato senza mezze misure anche il leader della Lega Matteo Salvini, che alla stampa estera ha assicurato: «Escludiamo qualsiasi elemento di tasse o accise, la clausola di salvaguardia per l’aumento dell'Iva per noi non esiste».

Il dialogo sulle presidenze delle Camere
Quanto alla partita delle presidenze, Di Maio ha confermato di aver «dato mandato ai due nuovi capigruppo del M5s di iniziare le interlocuzioni con tutti i gruppi presenti in Parlamento». Non si tratterebbe, per ora, di incontri ufficiali, che si terranno nei prossimi giorni, ma di colloqui o contatti informali. «Vogliamo figure di garanzia. Le due presidenze devono essere slegate da qualsiasi questione di governo», ha ribadito Di Maio, che ha aggiunto: «Vogliamo amministrare con responsabilità i nostri numeri in Parlamento, numeri che ci porteranno inevitabilmente verso il governo del Paese».

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