ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùForum in Masseria

Di Maio: sul Pnrr facciamo squadra e portiamo a casa i fondi

Decaro (Anci): uno dei problemi che i Comuni devono affrontare è quello delle assunzioni del personale

di Domenico Palmiotti

Il Forum in Masseria presso la Masseria Li Reni, in Manduria, Salento

4' di lettura

Cambiare il Pnrr perché ora abbiamo l’emergenza guerra? Chiudendo nel pomeriggio del 28 maggio a Manduria (Taranto), Forum in Masseria, ospite di Bruno Vespa, Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, riconosce chi dice che con le conseguenze del conflitto in Ucraina serviranno «più risorse nei vari programmi», ma intanto «dimostriamo di fare squadra e di portare a casa tutti i fondi. Se noi riusciamo con i meccanismi di partecipazione pubblico privata, noi non spendiamo i 200 miliardi ricevuti ma molti di più». «Dobbiamo muoverci nel solco del Pnrr attuale», raccomanda il ministro. 

«Con l’accordo sul ddl Concorrenza e il percorso sul fisco - rileva  Di Maio - siamo in buona condizione  per mantenere gli impegni presi. Bisogna mantenere l’attenzione sui punti saldi e i punti saldi sono queste due riforme». «Noi oggi - prosegue  Di Maio - siamo in grado di onorare gli impegni e rispettare l’obiettivo del 30 giugno. Non stiamo guardando solo al 30 giugno. Dobbiamo guardare tutto il percorso».  Circa il rischio di crisi di Governo, il ministro degli Esteri sostiene  che «un Papete 2, la vendetta, ci costa 200 miliardi e blocca il Pnrr. Conte ha detto chiaramente che non ne ha intenzione. Però vedo che questo  dibattito lo si fa con una certa leggerezza». Secondo Di Maio, il metodo Pnrr , ovvero legare gli obiettivi ai risultati, «altrimenti non ti do i fondi», fa si che questo piano sia «compatibile col metodo di lavoro di un’azienda, appunto obiettivi e risultati». «I partiti e il Parlamento hanno mostrato grande responsabilità», aggiunge Di Maio a proposito delle ultime intese in maggioranza. Per Di Maio comunque «c’é bisogno di un altra sostanziale iniezione di liquidità, 200 miliardi, che serve a convertire le infrastrutture e puntare alle rinnovabili. Nell’immediato siamo impegnati a diversificare le fonti energetiche».  Di Maio evidenzia che «la diversificazione non è legarci ad un altro Paese. Non deve funzionare così. Abbiamo raggiunto partnership energetiche con molti Paesi in queste settimane. Si chiama transizione ecologica proprio perché richiede tempo per arrivare all’obiettivo». E anche se la guerra ha cambiato lo scenario, non bisogna, ha detto Di Maio, «abbassare guardia su neutralità  carbonica nel 2050 e fonti rinnovabili».

Loading...

Decaro (Anci): bandi già pubblicati o aggiudicati 

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente Anci, porta al Forum di Vespa la voce dei Comuni. E a proposito se sia opportuno o meno cambiare il Pnrr per l’impatto della guerra, Decaro osserva: «Ormai le linee di indirizzo e di azioni che finanziano i Comuni, sono esaurite», nel senso che «i bandi o sono stati aggiudicati o pubblicati. Entro giugno saranno assegnate tutte le risorse». «Si pone piuttosto un problema rispetto ai costi che aumentano, quelli energetici e quelli delle materie prime - spiega Decaro - quindi dovremo fare delle scelte. Ci saranno alcuni interventi che dovranno essere necessariamente rimodulati perché le risorse sono le stesse se non arrivano ulteriori risorse complementari da parte dello Stato». Per Decaro, «altri interventi non si possono rimodulare e quindi rischiamo di non poterli realizzare».

Secondo il presidente Anci, il Pnrr «servirà anche a colmare tanti squilibri che non è solo Nord-Sud. Facendo il rappresentante dell’Associazione nazionale dei Comuni in questi anni, ho capito che ci sono anche squilibri tra le zone interne del nostro Paese e le altre regioni. Ci sono squilibri anche nelle regioni, penso ai comuni più piccoli del Piemonte». Secondo Decaro, «il Pnrr ci aiuterà sicuramente a recuperare questi gap ed è l’unica occasione che abbiamo». Intanto, avverte il presidente Anci, «la mole di risorse che arrivano è davvero importante, 40 miliardi di euro tra Pnrr e risorse della nuova programmazione per i fondi europei. Programmazione che parte da subito mentre stiamo spendendo le risorse precedenti». 

Il nodo delle assunzioni nei Comuni 

«Il problema sono le assunzioni - dice il rappresentante dei sindaci italiani -. Abbiamo la possibilità di farle ma non in numero tale da recuperare il personale che abbiamo perso in questi ultimi tempi. Parliamo del 20 per cento della dotazione organica dei Comuni. Peró possiamo fare delle assunzioni anche in deroga rispetto a quelli che sono i paletti in vigore dal 2009. Ci sarà poi la possibilità di assumere per ogni singolo progetto, che è la cosa più importante».

Meloni: ma priorità Pnrr distanti anni luce da situazione attuale 

Al Forum in Masseria che in due giorni ha visto la presenza della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, dei ministri Giovannini (Infrastratture), Patuanelli (Politiche agricole), Carfagna (Sud) e Speranza (Salute), nonché dei vertici di Leonardo, Tim, Borsa Italiana e Snam ed Enav. Presente anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. «Le priorità del Pnrr sono distanti anni luce dalla situazione di oggi. Con la crisi che abbiamo - sostiene Meloni sul Pnrr - lo dedichiamo alla transizione ecologica, puntando tutto sull’elettrico dove i componenti sono prodotti in Cina ed estratti in Africa con tecniche che devastano l’ambiente». Per Meloni, serve invece «un fondo compensativo, come fu quello per la Brexit, solo che allora furono previsti 6 miliardi, che oggi non basterebbero. Penso che ad un fondo del genere dovrebbero partecipare anche gli Stati Uniti che dal conflitto potrebbero avere un vantaggio». 

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti