Informativa Di Maio-Guerini

Afghanistan, telefonata Draghi-Xi Jinping su G20 straordinario. Pronti ad altre evacuazioni

L’8 una nuova riunione co-presieduta dal segretario di Stato Usa Blinken

di Nicoletta Cottone

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5' di lettura

Per proseguire le evacuazioni dall’Afghanistan «lavoriamo con i Paesi che collaboreranno per la futura gestione dell’aeroporto di Kabul, in particolare Qatar e Turchia. Il ministro degli Esteri qatarino mi ha aggiornato sull’assistenza tecnica fornita per il ripristino dell’operatività dello scalo. Già da qualche giorno sono stati riavviati i voli interni. Il ministro si è anche mostrato fiducioso sul ripristino delle condizioni di sicurezza dell’aeroporto». Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio illustra la situazione in Afghanistan nel corso di una informativa al Senato, insieme al ministro della Difesa Lorenzo Guerini che ha sottolineato «lo straordinario impegno, la grande professionalità e la profonda umanità che le nostre forze armate hanno dimostrato nell’affrontare la crisi afghana».

Colloquio Draghi-Xi Jinping

Intanto si è svolto in tarda mattinata il colloquio tra il premier Mario Draghi e il presidente cinese Xi Jinping. Il presidente del Consiglio ha avuto una telefonata con il leader di Pechino da Palazzo Chigi. La discussione si è concentrata principalmente sugli ultimi sviluppi della crisi afghana e sui possibili fori di cooperazione internazionale per farvi fronte, compreso il G20. Il presidente Draghi e il presidente Xi hanno discusso anche della collaborazione tra i due Paesi sia in vista del Summit di Roma, sia sul piano bilaterale.

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Xi a Draghi, sostegno per successo del summit di Roma

La Cina «apprezza la promozione attiva dell’Italia della cooperazione globale in materia di salute pubblica e cooperazione economica», quale presidente di turno del G20 e assicura il suo sostegno per la riuscita del summit di Roma di ottobre: la lotta globale al Covid-19 e la ripresa dell’economia mondiale sono «in una fase critica». Il presidente Xi Jinping, nel colloquio con il premier Mario Draghi, ha detto che «in quanto piattaforma principale per la cooperazione economica internazionale, il G20 dovrebbe aderire al vero multilateralismo e promuovere lo spirito di solidarietà e cooperazione contro la pandemia».

Mosca, non prenderemo parte alla riunione su Afghanistan

La Russia non prenderà parte «alla riunione ministeriale sull’Afghanistan» dell’8 settembre. Lo ha detto il ministero degli Esteri russo a Interfax. In precedenza la portavoce del ministero, Maria Zakharova, aveva evidenziato come non ci fosse chiarezza da parte dei partner occidentali sul formato dell’incontro, con Parigi e Berlino che si erano limitati a parlare di un vertice mentre Tokyo aveva chiaramente parlato di G7. «I partner non hanno un’idea chiara di ciò che vogliono da loro stessi e dal mondo che li circonda», ha sottolineato Zakharova.

Guerini: pronti ad altre evacuazioni

«C’è rammarico e forte preoccupazione per chi non è riuscito a partire dall’Afghanistan e la Difesa offre piena disponibilità per eventuali ulteriori operazioni di evacuazione dal Paese», ha sottolineato il ministro della Difesa, nella sua informativa sull’Afghanistan in Aula al Senato. Il ministro ha sottolineato che durante la Ministeriale Nato dello scorso febbraio aveva «rappresentato la necessità di valutare la conferma della presenza delle forze dell’Alleanza anche oltre la scadenza dell’1 maggio, prevista dagli accordi stipulati dagli Usa». E ha spiegato che «il raggiungimento delle condizioni politiche e di sicurezza previste dall’accordo appariva lontano dell’essere soddisfatto, visto lo stallo dei colloqui di pace, l’aumento degli attacchi alle forze di sicurezza afgane e gli assassini mirati di rappresentanti delle istituzioni».

Sulla difesa comune serve salto qualità innanzitutto politico

«Il tema della difesa comune, oggetto delle recentissime autorevoli sollecitazioni del presidente della Repubblica, è tornato centrale nella discussione politica europea, anche grazie all’azione propulsiva del nostro Paese. Iniziative concrete sono state avviate per promuovere una più forte integrazione nel settore, attraverso l’irrobustimento delle capacità, lo sviluppo di una più solida base industriale e l’adattamento dell’architettura istituzionale della Ue. Ma non basta: è necessario un salto di qualità, innanzitutto politico», ha sottolineato Guerini. «Credo sia infatti ormai chiaro a tutti, e la crisi afghana ce lo dimostra plasticamente, che siamo chiamati ad assumerci responsabilità sempre maggiori, nel quadro di quella che, già oggi, si chiama non a caso Politica di Sicurezza e Difesa Comune e che attraverso la definizione della Bussola Strategica dovrà trovare finalmente una sua direzione, insieme concreta e coraggiosa». Si tratta quindi di «promuovere una maggiore assunzione di responsabilità, da parte dell’Unione, nel campo della difesa e sicurezza. Non in contrapposizione ma anzi in piena sinergia con la Nato».

Si lavora per individuare percorsi umanitari per l’espatrio

«Dall’altro lato, stiamo interagendo con i Paesi limitrofi per l’individuazione di percorsi umanitari, che consentano l’espatrio per quanti arrivano dall’Afghanistan via terra». Il ministro ha sottolineato come la risposta agli eventi delle ultime settimane in Afghanistan abbia richiesto «sin da subito uno sforzo di coordinamento internazionale senza precedenti. Sicurezza, gestione dei flussi migratori, contrasto al terrorismo e narcotraffico, assistenza umanitaria, tutela dei diritti universali sono sfide che possono essere affrontate solo con un approccio a più dimensioni».

G20: allo studio un vertice straordinario

«Come presidenza di turno, abbiamo proposto la piattaforma del G20 – più ampia e inclusiva – per affrontare le principali sfide del dossier afghano. Stiamo verificando condizioni, modalità e tempistiche per un vertice straordinario dedicato all’Afghanistan», ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio nell’informativa al Senato sull’Afghanistan.

L’8 riunione co-presieduta da Blinken

«Da settimane siamo in costante contatto con i principali interlocutori internazionali utilizzando tutti i formati disponibili - dall’Unione Europea al G7, dalla Nato alle Nazioni Unite. È prevista domani una nuova riunione a livello ministeriale con un formato ampiamente inclusivo, co-presieduta dal segretario di Stato Usa Blinken», ha detto il ministro. «Anche a livello bilaterale i contatti sono continui, del presidente Draghi e miei. Oltre che con i colleghi europei, ho avuto nelle ultime settimane colloqui telefonici e incontri anche con i miei omologhi di Stati Uniti, Russia, Cina, Canada e India».

I cinque parametri per giudicare le azioni del talebani

«Per poter proseguire nel nostro sostegno al popolo afghano, abbiamo convenuto che giudicheremo i talebani sulla base delle loro azioni e non delle loro dichiarazioni», ha dichiarato il ministro, precisando che le azioni dei talebani saranno misurate rispetto a cinque paramenti: il ripudio del terrorismo e la cooperazione nel contrasto al narcotraffico, il rispetto dei diritti umani, in particolare di donne e minoranze, l’istituzione di un governo inclusivo e rappresentativo, la garanzia di incondizionato e sicuro accesso umanitario per le organizzazioni internazionali e il rispetto dell'impegno assunto ad assicurare libero passaggio a coloro che intendano lasciare il Paese. «Sono concetti - ha detto il ministro - che trovano ampia condivisione anche nei paesi che ho visitato in questi giorni. Certo ciò che stiamo vedendo in Afghanistan non è affatto incoraggiante».

L’auspicio è che l’Afghanistan non torni rifugio per i terroristi

Il Paese, ha concluso Di Maio, «non può e non deve tornare a essere un rifugio sicuro per i terroristi. Dobbiamo stringere alleanze e coinvolgere tutti gli attori, specie quelli della regione, che condividono questa stessa preoccupazione, oltre a Russia e Cina». Gli attacchi del 26 agosto all’aeroporto internazionale di Kabul, con il loro pesante bilancio di vittime e feriti, «testimoniano come il terrorismo rappresenti una minaccia concreta e immediata. Oltre all’Isis Khorasan, che ha rivendicato gli attacchi, nel Paese operano gruppi estremisti affiliati ad Al Qaeda, con cui i talebani mantengono talvolta un approccio ambiguo».


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