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Di Maio a Mosca: nodi politici non rallentano la cooperazione economica

Missione essenzialmente economica quella del ministro degli Esteri per partecipare al Circeif presso lo Skolkovo Innovation Center

di Gerardo Pelosi

Ue trova l'accordo, sanzioni alla Russia per Navalny

Missione essenzialmente economica quella del ministro degli Esteri per partecipare al Circeif presso lo Skolkovo Innovation Center


4' di lettura

Mentre questa mattina a Bruxelles l’ambasciatore italiano presso la Ue accoglieva la proposta di Francia e Germania per varare un regime di sanzioni a 27 contro la Russia quale responsabile dell’avvelenamento di Navalny, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio atterrava a Mosca. Missione essenzialmente economica la sua per partecipare allo Skolkovo Innovation Center al Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria (Circeif) presieduto, da parte russa, dal ministro per lo Sviluppo economico, Denis Manturov e copresieduto da parte italiana da Marco Tronchetti Provera.

Lo stato delle relazioni bilaterali

«L’Italia - ha spiegato Di Maio - resta coerente con il suo approccio tradizionale che da un lato non rinuncia a sostenere il diritto internazionale ed il rispetto dei diritti umani, dall’altro mira a tenere aperti i canali di dialogo e cooperazione con la Federazione Russa. La mia visita qui ne è una significativa conferma». Problemi che riguardano il caso Navalny ma anche Libia, Bielorussia e l’Ucraina che Di Maio ha poi discusso a lungo con il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov. L’ultima riunione del Consiglio di Cooperazione economica, industriale e finanziaria si era tenuta a Roma il 17 dicembre 2018 (affiancata da un Business Forum aperto alle imprese dei due Paesi).

I dati dell’interscambio commerciale

Con Manturov Di Maio ha fatto il punto sullo stato delle relazioni economiche bilaterali partendo dai dati dell’interscambio commerciale. Nell’anno passato l’interscambio è lievemente diminuito (-1,3% rispetto al 2018) raggiungendo i 22,2 miliardi di euro. Le nostre esportazioni sono ammontate a 7,9 miliardi (+4,6%) e le importazioni a 14,3 miliardi (-4,3%) con un saldo negativo per 6,4 miliardi. Nei primi sei mesi di quest’anno l’interscambio è stato di 8,4 miliardi (-23% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente) anche a causa del Covid. «La crisi pandemica - ha spiegato Di Maio - ha prodotto un grave impatto sulle nostre società sia in termini di vite umane che sul piano economico. Sul fronte dell’interscambio commerciale, quest’anno abbiamo purtroppo registrato un calo degli scambi, dopo tre anni di crescita, che certamente ci preoccupa. Tuttavia - ha aggiunto il ministro - la riunione del Consiglio di cooperazione economica italo-russo in presenza è di per sé un segnale positivo ed è un segnale di ottimismo». Nel primo semestre 2020, le esportazioni sono state rappresentate da macchinari, abbigliamento, medicinali e preparati farmaceutici. Le importazioni restano quelle tradizionali di gas naturale, greggio, prodotti petroliferi raffinati.

Investimenti diretti per difesa, infrastrutture e agroalimentare

In aumento gli investimenti italiani in Russia nel settore delle infrastrutture, della difesa, dell’agroalimentare. Nel 2019, si è registrato un valore di investimenti diretti italiani in Russia pari a 12,2 miliardi di euro, investimenti trainati dal grande programma di attrazione di investimenti voluto da Putin dopo la sua rielezione nel 2018 per potenziare la crescita e anche migliorare le condizioni di vita della popolazione con una spesa prevista di circa 390 miliardi di dollari. Il settore infrastrutturale rappresenta quello che offre le maggiori opportunità di accesso al mercato russo per gli investitori stranieri. Altrettanto interessante è il settore green economy, dove le società russe non possiedono le tecnologie necessarie a perseguire gli ambiziosi obiettivi preposti, ed il settore sanitario, dove il know-how da parte russa è ancora limitato. Il settore agroalimentare presenta notevoli opportunità per aziende italiane di medie e grandi dimensioni anche con la creazione di una società mista con un partner locale. Diverse le agevolazioni fiscali e finanziarie nel settore.

Accordi in vista per la transizione “verde”

Ulteriori opportunità nella chimica verde per accelerare la transizione energetica verso la decarbonizzazione e l’economia circolare con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale dei processi di trasformazione degli idrocarburi, massimizzare le soluzioni di economia circolare e sviluppare nuovi carburanti e nuove plastiche basati sul bio. Interessanti anche i progetti di modernizzazione degli impianti di generazione termica che il governo russo ha deciso di effettuare attraverso finanziamenti pubblici da aggiudicare tramite gare. Le grandi società pubbliche Rosneft e Gazprom e il colosso privato dell’LNG Novatek hanno di recente annunciato la realizzazione di tre mega progetti (valore complessivo di circa 178 miliardi di euro), che potrebbero offrire importanti opportunità per le nostre aziende nel settore.

Resta strategia la collaborazione nell’energia

La Russia è il primo fornitore di idrocarburi per l’Italia (nel 2019 terzo fornitore di petrolio con il 14% delle importazioni e primo fornitore di gas con il 42% delle importazioni) e l’energia rappresenta il principale settore di cooperazione bilaterale, anche attraverso Eni, Enel e Snam. L’Europa rimane centrale per la politica energetica russa costituendo il principale mercato di esportazione ma Mosca mira a diversificare le rotte di esportazione, grazie al Turkstream e al Nord Stream 2 per ridurre la dipendenza dall’Ucraina per il transito del gas.

Collaborazione scientifica e nuove alleanze per lo Spazio

In ambito spaziale il Progetto Millimetron prevede la realizzazione del telescopio a raggi gamma denominato Gamma 400 e lo Spektr-M/Millimetron di grande interesse per la comunità scientifica. In particolare, la partecipazione dell’Italia allo studio di fattibilità per uno strumento spettro-polarimetrico dedicato allo studio dell’effetto Sunyaev-Zeldovitch per l’osservazione di ammassi di galassie ci porrebbe in una posizione leader nella tecnologia per sua la realizzazione. Nello stesso campo, da rilevare inoltre il Memorandum d’Intesa tra Asi e la controparte russa ROSCOSMOS per la cooperazione nel settore del telerilevamento per l’osservazione della terra che studia la realizzazione congiunta di un sistema satellitare geostazionario GEOSAR. In ambito multilaterale, Italia e Federazione Russa collaborano, attraverso l’Agenzia Spaziale Europea, al programma ExoMars per l’esplorazione di Marte, di cui l’Italia è il principale sostenitore. L’Italia, attraverso l’Asi, è il principale sostenitore della doppia missione EXOMARS, missione con finalità l’esplorazione di Marte, con il 40% dell’investimento totale.

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