il caso del sottosegretario indagato

Di Maio: «Non si arrivi alla conta su Siri». Muro di Salvini: «Tappatevi la bocca»

di Mariolina Sesto


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(ANSA)

2' di lettura

Le dimissioni spontanee del sottosegretario Armando Siri, indgato per corruzione, non arrivano e dunque la prospettiva che mercoledì in consiglio dei ministri si arrivi ad una conta diventa sempre più concreta. Lo scontro nella maggioranza è asprissimo. Il M5s chiede esplicitamente un passo indietro dell’esponente leghista e invita il leader della Lega Salvini a «tirare fuori gli attributi». Ma il ministro dell’Interno fa muro: «Tappatevi la bocca, è l’ultimo avviso». Quanto al fronte Alitalia, Di Maio dà l’altolà ad Atlantia. «Se ci sono concessionari autostradali che vogliono entrare non si possono illudere che possano comprarsi il silenzio sul Ponte Morandi» mette in chiaro il vicepremier M5s.

Il caso Siri
La tensione nel governo è alle stelle. Prima il Movimento sul Blog delle stelle sprona Salvini a «tirare fuori gli attributi» chiedendo le dimissioni a Siri. Poi il leader M5s Luigi Di Maio, a Mezz’ora in più invita la Lega ad evitare di andare alla conta in consiglio dei ministri e incalza direttamente l’alleato: «Fa il forte con i deboli, questa volta abbia coraggio». Non solo: Di Maio elenca a Salvini alcuni casi del passato: «Se il tema sono le regole della democrazia guardiamo i precedenti: Lupi per molto meno si dimise, Renzi per molto meno fece dimettere il suo ministro dello Sviluppo Economico. Se Salvini vuol far peggio di Lupi e di Renzi faccia pure ma finché sta con il M5S si seguirà la procedura per rimuovere il sottosegretario». Ma il ministro dell’Interno, che già aveva detto di non essere «abituato ad abbandonare gli uomini con cui si è fatto un pezzo di strada insieme», risponde con toni ultimativi: «Ora basta, tappatevi la bocca, è l’ultimo avviso». E ancora: «Sono stufo di parole, minacce, insulti e attacchi. Solo oggi ci sono state minacce sui muri contro di me: io non ho paura, ma da oggi non facciamo più sconti a nessuno». Intanto, per Di Maio «al 99% mercoledì ci sarà il consiglio dei ministri sulle dimissioni di Siri». A questo punto, il consiglio dei ministri potrebbe andare a una conta capace di destabilizzare la compagine governativa. È per questo che Di Maio si vede costretto a frenare su eventuali scenari di crisi: «Se si spacca il Cdm su Siri non chiederemo la crisi di governo, avremo comunque raggiunto l’obiettivo».

Il caso Alitalia-Atlantia
«Non ho alcuna formalizzazione di atti sulla volontà di partecipare» ad Alitalia «da parte di Atlantia» ha messo in chiaro Di Maio, intervistato a “1/2 ora in
più” da Lucia Annunziata. Poi, alla domanda sefosse contrario all’ingresso di Atlantia in Alitalia, ha risposto: «Io sono contrario al fatto che, se Atlantia vuole entrare in Alitalia sia per evitare che la commissione del Ministero dei Trasporti
gli revochi le concessioni. Se ci sono concessionari autostradali che vogliono entrare non si possono illudere che possano comprarsi il silenzio sul Ponte Morandi».

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