MANOVRA

Di Maio, Renzi e centrodestra: tutti a difesa di partite Iva e lavoratori autonomi

Non piace al Movimento 5 stelle la stretta sulle partite Iva prevista nel decreto fiscale. Ma anche il premier Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il segretario della Lega Matteo Salvini si schierano a difesa dei lavoratori autonomi

di Andrea Gagliardi


Partite Iva, tutti i chiarimenti sulle pagelle fiscali

3' di lettura

Per il M5s la tutela del popolo delle partite Iva è diventata una delle bandiere della manovra. Ma anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il segretario della Lega Matteo Salvini si schierano a difesa dei lavoratori autonomi. Mentre il premier Giuseppe Conte non ci sta a essere dipinto come il politico contro il popolo delle partite Iva. Non piace soprattutto al Movimento 5 stelle la stretta sulle partite Iva prevista nel decreto fiscale. Il progetto di ritorno al calcolo analitico al posto della forfettizzazione dei costi nel regime di flat tax al 15% sta sollevando tante polemiche tra i professionisti perché si traduce nell'obbligo di determinare il reddito cui applicare la tassa piatta tenendo conto di costi e ricavi.

L’esatto contrario di quanto accade oggi che con il forfait imprese e professionisti semplificano tutto senza aver nessun obbligo di tenuta di registri e conti, né di dover conservare le fatture per gli acquisti di beni e servizi. Secondo i pentastellati, i limiti di reddito e di detrazione delle spese penalizzerebbero troppo gli autonomi per i quali è previsto il regime forfettario al 15% fino a 65mila euro. La richiesta sarebbe quella di modificare le norme delineate nel Documento programmatico di bilancio inviato all'Ue.

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«Per noi è importante che le partite Iva continuino a pagare solo il 15% di tasse» ha dichiarato il leader M5s Luigi Di Maio. E ancora: «Non possiamo combattere contro i commercianti. Quelle sono categorie che sono state già vessate e si ritrovano con adempimenti in più». L’obiettivo è «colpire i grandi, per rendere giustizia a milioni di piccoli imprenditori, di partite Iva, di liberi professionisti, di commercianti e artigiani che, a fatica, scontano ancora oggi le bugie di chi li ha governati per decenni».

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Ma anche il premier Giuseppe Conte rifiuta l'immagine del politico contro il popolo delle partite Iva. «Io sono il presidente del Consiglio che ha portato da 30 a 65mila euro l'aliquota al 15% per commercianti e professionisti - ha rivendicato - come fate a dire che io sia contro il popolo delle partite Iva? É una fesseria». E ancora: «L'aliquota al 15% per i redditi fino a 65 mila euro non si toglie. Anzi, dopo la messa in campo del piano anti evasione il mio obiettivo è abbassarla anche dai 66 mila ai 100mila euro».

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Sulle partite Iva si registra un asse tra Italia Viva e M5s. «La manovra ha degli aspetti positivi e qualche tassa di troppo, come i balzelli sulle partite Iva: sono sicuro che saranno eliminate» ha dichiarato infatti Matteo Renzi, respingendo la stretta. L’ipotesi su cui M5S, Pd e altre anime della maggioranza potrebbero convergere è quella di una flat tax “a fasce”: regime forfettario sotto i 30mila euro, doppio binario opzionale tra analitico e forfettario, in base alla convenienza, per chi si colloca tra i 30mila e i 65mila euro. premiando chi opta per la fatturazione elettronica. Il tutto sempre con aliquota invariata al 15% (o al 5% in caso di start up).

Mentre il leader della Lega Matteo Salvini ha parlato di «manovra Dracula» e di «nuova stangata» che peserà «sui bilanci di giovani e famiglie e si aggiunge alle nuove tasse sui prodotti confezionati con plastica, sulle partite Iva e sul Diesel».

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