ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùElezioni politiche 2022

Tutti i duelli: Di Maio fuori dal Parlamento. Casini supera Sgarbi, battuti Bonino e Calenda

Le sfide nei collegi illustri: nessun problema per Berlusconi a Monza e Lotito in Molise. Santanché s’impone su Cottarelli, Rauti si prende Sesto San Giovanni

di Francesco Prisco

I leader politici ai seggi, Luigi di Maio vota a Napoli

4' di lettura

Lo stage diving «da in piedi» al ristorante Nennella dei Quartieri Spagnoli non si può dire che gli abbia portato bene: Di Maio è stato sconfitto dall’ex ministro Costa nel collegio uninominale della Camera di Napoli Fuorigrotta e quindi è fuori dal prossimo Parlamento. È senza dubbio il più clamoroso tra i duelli illustri delle ultime elezioni politiche, soprattutto per il risultato a sorpresa, ma non l’unico. Daniela Santanché, per esempio, ha sconfitto Carlo Cottarelli. Pronostico rispettato a Bologna, dove Pierferdinando Casini ha avuto la meglio su Vittorio Sgarbi, mentre nella Capitale Emma Bonino batte Carlo Calenda ma viene superata dalla candidata di centrodestra Lavinia Mennuni. Tra gli osservati speciali, risultano eletti anche Ilaria Cucchi, Claudio Lotito, Silvio Berlusconi e compagna.

Di Maio non centra la rielezione (Ansa)

La disfatta di Fuorigrotta

Fino a 24 ore fa, Fuorigrotta era nota in Italia soltanto perché ospita lo Stadio Diego Armando Maradona. Qualcuno al massimo conosceva la Mostra d’Oltremare. Qualcosa è cambiato con le Politiche 2022: proprio da quelle parti il ministro degli Esteri e leader di Impegno Civico Luigi Di Maio non è stato rieletto. Nel collegio di Napoli Fuorigrotta 2, per la Camera, ha ottenuto il 24,41% dei voti. Nettamente primo l’ex ministro dell’Ambiente, in lizza per il Movimento 5 Stelle, Sergio Costa, al 39,72 per cento. Terza Maria Rosaria Rossi, in lizza per il Centrodestra, col 22,52%. Solo quarta la ministra Mara Carfagna, leader campana di Azione, al 7,10% per cento. La scissione con gli ex compagni di partito e la linea «governista» di Di Maio hanno portato risultati, ma più agli ex compagni di partito. Insomma, la morale di questa storia è: meglio non farlo lo stage diving senza «paracadute».

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Emma Bonino al momento del voto (Ansa)

Mennuni supera Bonino e Calenda

In quel di Roma, come in una favola esopica, tra i due litiganti il terzo gode. Nel collegio uninominale Lazio 2 del Senato la candidata della coalizione di centrodestra Lavinia Mennuni raggiunge il 36,30% delle preferenze e batte Emma Bonino, candidata del Centrosinistra con +Europa che ha ottenuto il 33,21% delle preferenze. Terzo il leader di Azione Carlo Calenda al 14,07%, quarta Alessandra Maiorino del M5S con l’11,31 per cento. In questo caso, si può dire che l’aspro duello tra Bonino e Calenda accesosi dopo la mancata intesa tra Azione e il Centrosinistra non abbia giovato né a Bonino, né a Calenda.

Berlusconi all’uscita del seggio (Reuters)

Berlusconi, nessuna sorpresa a Monza

Monza stavolta non tradisce il Cav. In mano a Silvio Berlusconi, la squadra di calcio del capoluogo brianteo è approdata in Serie A dopo 110 anni di storia, ciononostante alle Comunali il Centrosinistra si era imposto a sorpresa al ballottaggio. Non così alle Politiche, dove il presidente di Forza Italia ha staccato un biglietto per il ritorno in Senato. L’ex premier ha infatti vinto nel collegio uninominale di Monza con il 42,42% delle preferenze contro Federica Perella, sindaco alla Cultura del Comune di Seregno. Inefficace, ai fini elettorali, l’agit prop organizzato sotto l’Arengario il 18 settembre da Enrico Letta, una specie di «anti-Pontida» con i sindaci Pd di tutta Italia per ospiti.

Marta Fascina esce dal seggio (Ansa)

Si affermano anche Fascina e Giorgetti

Lui senatore, lei deputata. Centra l’elezione anche la compagna (e quasi sposa) del Cav. Marta Fascina, prima nel collegio uninominale Marsala alla Camera. La Fascina si è attestata al 33,94% delle preferenze. Al secondo posto Vita Martinciglio (M5S) con il 28,25% e al terzo Antonio Ferrante (centrosinistra) al 22,36 per cento. Il ministro dello Sviluppo economico uscente Giancarlo Giorgetti, esponente dell’ala governista della Lega, è stato invece eletto alla Camera nel collegio uninominale di Sondrio, con il 47,37% delle preferenze. Al secondo posto Valeria Duico (centrosinistra) con il 29,22% dei voti e a seguire Alessandro Stefano Bertolini (Terzo polo) con il 12,26 per cento.

Isabella Rauti vince a Sesto San Giovanni (Ansa)

Espugnata Sesto San Giovanni

C’era una volta la Stalingrado d’Italia. La chiamavano così Sesto San Giovanni, per le fabbriche, quello skyline un po’ sovietico e le percentuali bulgare con cui riuscivano a imporsi prima il Pci, poi i partiti che ne raccolsero il testimone. Oggi di Stalingrado c’è rimasto solo il libro di Grossman in vendita nelle migliori librerie: la sfida per il Senato al collegio uninominale a quelle latitudini l’ha vinta Isabella Rauti, figlia ed erede politica del fu Pinuccio, con il 38,99% dei voti contro il 36,85 di Emanuele Fiano, ormai ex deputato Pd, figlio di Nedo Fiano, sopravvissuto ad Auschwitz. Sempre al Senato in Lombardia un’altra illustre esponente di Fdi ha sconfitto un candidato del Pd: a Cremona la coordinatrice regionale Daniela Santanché, indiscussa signora dei salotti, ha ottenuto il 44,00% dei voti contro il 35,42% dell’ex «Mr. Spending Review» Carlo Cottarelli.

Claudio Lotito (Ansa)

Lotito eletto in Molise

In campagna elettorale si era fatto notare per una battuta un po’ infelice: «È vero, io non conosco il Molise, anche se conosco l’Abruzzo perché mio nonno era di Amatrice». Geograficamente infelice, perché Amatrice fa provincia di Rieti, terra piena di laziali. In ogni caso il presidente della Lazio è stato eletto senatore in Molise: Claudio Lotito ha vinto la sfida nel collegio uninominale dove era candidato per il Centrodestra. Lotito ha atteso i risultati nell’albergo di Campobasso che nell’ultimo mese è stata la sua residenza molisana, poi nel cuore della notte si è finalmente abbandonato all’esultanza. Come a un gol di Milinković-Savić. Alla faccia di quelli che dicono che il Molise non esiste.

Vittorio Sgarbi al seggio (Ansa)

La vittoria di Casini su Sgarbi

Il Centrosinistra si toglie comunque qualche soddisfazione: il radicale Riccardo Magi vince come capolista a Torino, Pier Ferdinando Casini strappa il seggio a Vittorio Sgarbi a Bologna e Ilaria Cucchi, sorella del compianto Stefano e capolista del centrosinistra a Firenze, sconfigge la vicepresidente della Regione Toscana Stefania Saccardi. Una volta, in casa Pd, si smacchiavano giaguari. Adesso, al massimo, si vince a macchia di leopardo.

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