esclusi patrimoniale e aumenti iva

Di Maio: «D’accordo con Boccia, serve un piano shock»

di Nicola Barone

Il vicepremier Luigi Di Maio durante la visita al mercato di Coldiretti a Roma (ANSA/UFFICIO STAMPA COLDIRETTI)

2' di lettura

Serve un piano shock? «Sono d'accordo. Abbiamo iniziato con quello sul dissesto idrogeologico e oggi la visione del nostro passe deve essere legata alle nuove opere da creare e alle opere da concludere». Dice così il vicepremier Luigi Di Maio commentando l'appello dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia per un'apertura immediata dei cantieri delle opere già finanziate.

Opzione, questa, che non avrebbe alcun impatto sul deficit pubblico secondo il numero uno degli industriali, creando centinaia di migliaia di nuovi posti. «C'e un lavoro che stiamo facendo e continuiamo a fare e sono contento di incontrare Boccia nei prossimi giorni», aggiunge Di Maio. L'invito a superare gli ostacoli sulla strada nasce dalla consapevolezza dello stato di salute generale del Paese visto dal mondo produttivo. «Siamo di fronte a un oggettivo ed evidente rallentamento dell'economia, globale, europea, tedesca, e i dati di dicembre e gennaio ci confermano che purtroppo subiamo quest'andamento più di tutti», registra Boccia. «Negare l'evidenza e la realtà non serve. Esserne consapevoli è la precondizione per reagire». Di qui la sollecitazione all'esecutivo a far presto, «prima del voto».

Loading...

Per Di Maio da soli gli interventi di politica economica simbolo, quota 100 e reddito di cittadinanza, non rappresentano «la panacea di tutti i mali per uscire dalla crisi», al di là del vantaggio di sostenere la domanda interna. Per uscire dalla crisi «ci sono cinque miliardi di investimenti che abbiamo messo nella legge di Bilancio e ci consentiranno di aprire nuovi cantieri, di dare nuovo lavoro alle persone, c'è il miliardo di euro per le start-up italiane e c'e la semplificazione. Il modo per far uscire l'Italia dalla crisi è attuare prima possibile i decreti approvati in Consiglio dei ministri»,

Delle sorti della Tav si capirà invece in tempi più maturi, dopo il confronto con gli alleati nella maggioranza gialloverde di cui è notoria la contrarietà al blocco completo dell'opera. Soltanto allora, perché per il leader pentastellato «parlare di questo argomento ogni giorno rilanciarcelo da una parte all'altra del campo sta diventando snervante, non tanto per noi che siamo pagati per fare questo lavoro, ma per i cittadini che non ne possono più. Troveremo una soluzione all'interno del governo, ma fino a quel momento io non rilancio più». Smentite categoricamente nel frattempo ipotesi di possibili aumento dell'Iva e dell'introduzione di una imposta patrimoniale. «Adesso dobbiamo decidere insieme di chi fidarci nei prossimi mesi, se delle agenzie di rating o del premier. Io mi fido del presidente del Consiglio». Per Di Maio il governo «è saldo, va avanti e non ci sarà nessuna sorpresa dopo le elezioni europee».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti