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Di Maio: trovare le risorse o a casa. «Aumento dell’Iva è una fake news»

di Nicola Barone


Di Maio: reddito di cittadinanza in manovra è imprescindibile

3' di lettura

L'aumento dell'Iva «è una fake news, non è assolutamente vero, perché in questo governo non si permetterà ai soldi di uscire dalla porta e entrare dalla finestra, non vogliamo fare il gioco delle tre carte». Fa piazza pulita di alcune indiscrezioni di stampa Luigi Di Maio, intervistato a Radio 24. Il messaggio non cambia.

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Per il vicepremier il governo è «compatto», sta mettendo insieme le risorse «per mantenere le promesse fatte agli italiani perché il M5S non ha dimenticato le promesse fatte in campagna elettorale. Siccome i soldi ci sono le cose si possono realizzare: io ho detto che un governo serio trova le risorse, perché sennò è meglio tornare a casa, è inutile tirare a campare».

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Spiega Di Maio che all'interno del Mef si stanno tenendo tavoli tecnici da giorni, con parti politiche e tecniche. «Si può fare molto dai tagli, ma se c'è bisogno di un po' deficit per migliorare la vita italiani ricordiamoci sempre che è questo il primo punto, fermo restando il valore dell'incremento del deficit e quello che può succedere a livello di spread e di mercati. È per questo che non aumentiamo il deficit per regalare bonus, ma per un piano credibile».

Nelle parole del vicepremier trovano spazio alcune anticipazioni dei contenuti della legge di Bilancio. «Stiamo approntando un sistema per riuscire a risarcire i risparmiatori truffati delle banche, dal 2019 quelli che sono stati truffati dal decreto “salva padre della Boschi”: cominceranno a essere risarciti». E in un collegato alla manovra su cui sono si stanno concentrando le sue strutture tecniche arriverà un pacchetto di misure per le imprese («decertificazioni, eliminazione di registri e di cose inutili, semplificazioni»). Per quanto riguarda la pace fiscale, «tecnicamente si tratta del meccanismo di saldo e stralcio, quindi di una procedura attiva presso la pubblica amministrazione su soldi dichiarati». Di Maio si è detto d'accordo che «un milione di euro sia una soglia troppo alta» assicurando che «non vedremo scudi fiscali» perché «è chiaro che non vogliamo far rientrare capitali mafiosi o corrotti dall'estero». In ogni caso per il capo pentastellato «chi evade il fisco deve andare in galera, sta nel contratto quindi si deve fare» con riferimento a meccanismi, allo studio, di insaprimento delle sanzioni su specifiche fattispecie. Ma «siamo tranquillissimi - aggiunge Di Maio - nel gestire la pace fiscale, che non è un condono. La pace fiscale aiuta chi è in difficoltà, il condono aiuta i furbetti. Basta mettere una soglia a misura di persone in difficoltà».

Quanto all'organizzazione delle Olimpiadi del 2026 lo Stato «non deve metterci un euro» secondo Di Maio. L’intera vicenda viene spiegata nei termini che hanno “costretto” l’esecutivo a fare un passo indietro per mancanza del necessario spirito di condivisone. «Il Coni doveva scegliere tra tre candidature», spiega il vicepremier, e «siccome sono tre forze politiche diverse il Coni ha detto “facciamo le Olimpiadi del Nord” e così alla fine si è creato soltanto il caos per un cerchiobbottismo ben noto. Poi se ci sono Milano e Cortina con il Veneto e la Lombardia devono andare avanti, ma senza che lo Stato ci metta i soldi e nemmeno le garanzie».

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