lo stallo sul governo

Di Maio, ultimatum a Salvini. Berlusconi chiede «lealtà»

di Marzio Bartoloni

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(Ansa)


3' di lettura

Saranno 24 ore di fuoco per il leader della Lega, Matteo Salvini. Che alla vigilia del probabile incarico di Mattarella al presidente della Camera, Roberto Fico, per un mandato esplorativo largo si trova nel mezzo delle pressioni contrapposte di Di Maio - che gli fa una corte sempre più serrata per convincerlo a fare subito un Governo - e dell’alleato (sempre più distante) Berlusconi preoccupato da una possibile rottura del fronte del Centro-destra. Tanto che continuano i messaggi del leader di Fi in cui ribadisce di essere convinto che Salvini non tradirà l’alleanza. Ma Di Maio chiede un segnale già nelle prossime ore.

L’ultimatum del leader M5S Di Maio a Salvini
Nelle ultime 24 ore il capo politico del M5S Luigi Di Maio ha deciso di corteggiare apertamente la Lega lodando Matteo Salvini come «affidabile» e assicurando che un governo giallo-verde sarebbe capace di «fare grandi cose». Un messaggio chiaro e forte per dare una sorta di ultimatum a Salvini dal quale Di Maio attende un segnale già domani mattina sul possibile divorzio da Berlusconi come viatico per un Governo M5S-Lega, magari prima che parta la convocazione al Quirinale del presidente della Camera Fico a cui il capo dello Stato potrebbe affidare un mandato di ampio respiro, sia politico che temporale, che dovrebbe cominciare dall’apertura del “secondo forno”, quello M5S-Pd. I numeri per questa soluzione di Governo sono esigui, per non parlare delle divisioni all’interno dei Dem. Ma i primi segnali di scongelamento continuano lentamente a emergere come dimostrano le parole dell’ex deputato Pd Gianni Cuperlo che ha ribadito la necessità di «avere rispetto per il primo partito del Paese» e ha aggiunto che «arroccarsi è sempre un errore».

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Il pressing e le richieste di «lealtà» di Berlusconi
Matteo Salvini ancora non ha deciso di arrivare allo strappo con Forza Italia e continua a ritenersi leader dell’intero centrodestra. Tanto che ieri dall’entourage leghista circolava l’ipotesi di un governo Giorgetti con l’appoggio di M5S. Una voce fatta circolare per sedare le ire di Berlusconi. Che in una lunga intervista al Corriere della sera ha ribadito che finora Salvini «si è comportato con correttezza nei nostri confronti». «D'altronde il leader della Lega - aggiunge il leader di Fi - rappresenta una coalizione del 37%, non vedo che interesse avrebbe a rinunciare a questo per fare il partner di minoranza dei 5 Stelle. Sono certissimo, anche dai contatti avuti in queste ore, che continuerà a parlare e ad operare in nome dell'intero centrodestra». Insomma Berlusconi non vede (o non vuole vedere) «il pericolo» di un accordo imminente tra M5s e Lega e giudica inevitabile un ritorno al voto «se non si trova nessuna soluzione», ma osserva che «sarebbe un peccato».

Fratelli d’Italia non esclude alleanza con M5S
Intanto anche dalla sponda Fratelli d’Italia arriva qualche segnale ai Cinque Stelle. Per Guido Crosetto, ex sottosegretario alla Difesa nel governo Berlusconi e oggi coordinatore di Fratelli d'Italia «Berlusconi farebbe meglio a fare un passo indietro, ma non per gli assurdi veti di Di Maio. La sua lenta agonia mi rattrista e proprio perché gli voglio bene penso che dovrebbe avere maggior rispetto della sua stessa storia per non fare una fine indecorosa e che non merita». In una intervista al Mattino di Napoli Crosetto aggiunge anche che non esiste una conventio ad excludendum del M5s nei confronti di Giorgia Meloni: «No - dice -, semmai sono loro ad aver paura che Fratelli d'Italia decida di tenersi fuori da un possibile governo. Il Movimento 5Stelle ci reclama sia per un pieno sostegno al governo che un possibile appoggio esterno. Temono il nostro rifiuto casomai». Tuttavia, fa sapere, «è un'ipotesi che non abbiamo ancora considerato, ne parleremo qualora si prospettasse ma il punto è che bisogna intanto capirsi sui programmi».

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