Concerto del Primo Maggio

Di Mare in Vigilanza: «Fedez ha manipolato i fatti. La Rai non ha mai chiesto il testo»

Il direttore di Rai 3: è stata la società che ha organizzato l’evento a chiedere il testo, non la Rai

Il direttore di Rai 3 Franco Di Mare (Lapresse)

2' di lettura

Nuova puntata nello scontro a distanza tra Fedez e la Rai. Questa volta interviene il direttore di Rai 3 Franco Di Mare, in audizione in Commissione di Vigilanza sul caso sollevato dal cantante milanese, che ha accusato la rete pubblica di volerlo censurare in occasione del concerto del Primo Maggio sul tema del Ddl Zan, che contiene “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità”.

Di Mare: manipolati i fatti

«Si tratta di una polemica basata sulla manipolazione dei fatti, che avrebbe dovuto dimostrare nelle intenzioni dell'autore l'esistenza di una censura che non c'è mai stata - ha accusato Di Mare - La Rai, nel caso del Primo Maggio, fa un acquisto di ripresa per un evento e non ha alcuna responsabilità diretta su quanto avviene in quel luogo. Le scelte editoriali di chi produce l'evento non competono alla nostra azienda. I temi da veicolare sono di esclusiva pertinenza degli organizzatori che decidono il tono da dare alla serata e lo comunicano alla Rai».

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Di Mare: la Rai si aspetta delle scuse

«La Rai non ha chiesto il testo» dell'intervento di Fedez al Primo Maggio, quindi «la prima affermazione di Fedez, cioè che la Rai ha chiesto il testo, è falsa», ha aggiunto il giornalista, «è stata l'organizzazione dell'evento a chiedere il testo, come previsto dal contratto».

«La Rai è stata crocifissa e condannata prima ancora che Fedez salisse sul palco. Possiamo rimediare? Mi auguro di sì, ma il danno è gigantesco. La Rai e Ilaria Capitani si aspettano delle scuse che non arriveranno mai, io temo», ha concluso Di Mare.

Barachini (Vigilanza): gestione confusa dell’evento

«Ho rilevato una gestione complessa e confusa dell'evento. C'è stato un produttore esterno alla Rai che ha parlato di “uniformarsi al sistema” e si è dovuto scusare l'ad Rai per questo. Tutto ciò mi rafforza nell'idea che le esternalizzazioni di eventi in diretta siano un rischio che il servizio pubblico non può correre». Così il presidente della Vigilanza, Alberto Barachini.

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