Trimestrali

Diasorin resiliente al Covid. Nexi recupera. Pirelli tiene. Carige in rosso di 122 milioni

Diasorin, ricavi in crescita a seguito del contributo dei test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il SARS-CoV-2. Nexi, ricavi dei primi nove mesi dell'esercizio 2020 in calo del 3,6% a 753,6 milioni. Per Terna nei 9 mesi ricavi a 1,78 miliardi, +6,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019

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(Imagoeconomica)

Diasorin, ricavi in crescita a seguito del contributo dei test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il SARS-CoV-2. Nexi, ricavi dei primi nove mesi dell'esercizio 2020 in calo del 3,6% a 753,6 milioni. Per Terna nei 9 mesi ricavi a 1,78 miliardi, +6,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019


9' di lettura

Tod’s: fatturato -33,2% nei 9 mesi a 452,6 milioni

Nei primi nove mesi del 2020, il fatturato consolidato del Gruppo Tod's ammonta a 452,6 milioni (-33,2% rispetto allo stesso periodo del 2019) ma, sottolinea il gruppo, nel solo terzo trimestre i ricavi sono stati pari a 195,7 milioni, in calo del 12,3% rispetto al terzo trimestre 2019, risultato che evidenzia un forte miglioramento rispetto ai due trimestri precedenti. Sempre nel corso del terzo trimestre la situazione dei negozi si è progressivamente normalizzata e a fine trimestre la quasi totalità degli stessi era operativa. Il mercato più vivace, sottolinea il gruppo, è stato quello della Cina continentale, dove i ricavi hanno registrato una solida crescita a doppia cifra, in progressiva accelerazione. Rimangono tuttora molto deboli l'Europa e gli Stati Uniti, aree fortemente penalizzate dall'assenza dei turisti e dalla politica di prudenza con il canale wholesale, al quale questi mercati sono molto esposti. Il canale e-commerce ha continuato a crescere a solida doppia cifra. Approvato un nuovo Piano Welfare a favore dei dipendenti del Gruppo, per dare a loro, e ai loro familiari, la possibilità di fruire di una serie di servizi finalizzati al supporto della vita personale e familiare, compreso il possibile potenziamento della loro copertura previdenziale e sanitaria. «In questo contesto di crisi senza precedenti, pur con una visibilità molto limitata sul futuro, stiamo gestendo tutte le attività guardando già al 2021, seguendo le indicazioni del nostro percorso strategico, con una forte attenzione ai costi», ha commentato il presidente e ad del gruppo, Diego Della Valle.

Pirelli meglio delle attese, risultato netto positivo nel III trimestre

Pirelli ha realizzato nel III trimestre ricavi per 1,277 miliardi di euro (-1,5% organico su 2019 e -7,5% con effetto cambi) con un ebit rettificato di 213,7 milioni di euro (da 244,5) e un risultato netto positivo per 83,9 milioni (da 78,7). È quanto si legge nella nota sulla trimestrale approvata dal cda. Nei nove mesi i ricavi calano del 19,3% organico (-23,4% con effetto cambi) a 3,093 miliardi, l'ebit rettificato scende a 280,4 milioni (da 685 milioni) e il risultato netto è negativo per 17,8 milioni. Il consensus degli analisti stimava i ricavi del III trimestre a 1,23 miliardi con un ebit rettificato di 206 milioni e un risultato netto positivo per 68 milioni. Il consensus sui 9 mesi era di 3,047 miliardi di ricavi, 273 milioni di ebit rettificato e una perdita netta di 34 milioni. La posizione finanziaria netta a settembre era attesa negativa per 4,254 miliardi. Pirelli aggiusta la guidance 2020 alla luce dei risultati trimestrali. Il gruppo degli pneumatici prevede ora che i ricavi si attestino nella forchetta tra 4,18 e 4,23 miliardi di euro, interna alla precedente guidance di 4,15-4,25 miliardi, e indica il margine ebit rettificato all'11,5-12% a fronte del 12-13% atteso in precedenza «per impatto cambi, materie prime e incremento di altri costi in parte non monetari». Il gruppo conferma inoltre di raggiungere una generazione di cassa di circa 190-220 milioni di euro e di portare la posizione finanziaria netta a -3,3 miliardi di euro dai -4,252 miliardi di fine settembre (-4,264 miliardi al 30 giugno 2020).

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Per Diasorin utile netto nei nove mesi +28,3%

Diasorin, azienda attiva nell’immunodiagnostica e della diagnostica molecolare, ha chiuso i primi 9 mesi del 2020 con un utile netto di 162,5 milioni di euro, in crescita del 28,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. I ricavi sono saliti del 16,2% a 610,1 milioni di euro. Come specifica il gruppo in una nota, i ricavi sono in crescita a seguito del contributo dei test di diagnostica molecolare e di immunodiagnostica per il SARS-CoV-2, generati prevalentemente in Nord America e in Europa. In particolare, il fatturato complessivo del gruppo in Nord America (Stati Uniti e Canada) è salito del 58% a 244,1 milioni di euro. L'andamento del business ex-Covid, invece, ha registrato un calo del 14,3% a cambi costanti, evidenziando, tuttavia, un progressivo recupero rispetto a quanto registrato nel secondo trimestre. L'ebitda è aumentato del 23,4% a 257,7 milioni di euro, con il margine al 42,2%, e l'ebit è salito del 28,9% a 213,5 milioni. Il free cash flow dei primi 9 mesi del 2020 ammonta a 152,5 milioni di euro, a fronte di 138,3 milioni di un anno fa. La posizione finanziaria netta di Diasorin al 30 settembre 2020 è positiva per 256,1 milioni, in aumento di 83,2 milioni rispetto al saldo di fine 2019 (pari a 172,9 milioni). La variazione include la distribuzione dei dividendi deliberati dall'assemblea degli azionisti per un importo complessivo di 52 milioni di euro. Titolo in territorio positivo (+3,7% alle 17),

Nexi, volumi «in rapido recupero» nel III trimestre

Nexi, società dei pagamenti digitali, ha riportato ricavi dei primi nove mesi dell'esercizio 2020 in calo del 3,6% a 753,6 milioni di euro con un incremento invece nel terzo trimestre (+1% a 276 milioni) rispetto al corrispondente periodo 2019. È quanto riporta una nota della società a valle del consiglio di amministrazione. Il contenimento dei costi (-8,4% nei nove mesi e -6,4% nel trimestre) ha permesso di migliorare il margine operativo lordo che è cresciuto dello 0,4% a 428,9 milioni nel periodo gennaio-settembre e del 7% a 167 milioni nel periodo luglio-settembre. A fronte di volumi «in rapido recupero» nel terzo trimestre e transazioni acquiring relativi alle carte italiane tornate ai livelli di crescita pre Covid, dal mese di ottobre la società segnala «volumi in rallentamento a seguito della seconda ondata della pandemia e delle progressive restrizioni introdotte nel Paese». Al 30 settembre 2020 la posizione finanziaria netta gestionale è pari a 2,198 miliardi e il rapporto tra posizione finanziaria netta e ebitda è di 3,7 volte, temporaneamente impattata dal Covid19. Intanto sono state estese fino al 16 novembre le trattative in esclusiva tra Nexi e Nets in vista di una aggregazione tra i due gruppi del settore dei pagamenti.

Da Terna un «Piano per la ripresa del Paese»

Il cda di Terna ha approvato i risultati dei 9 mesi che mostrano ricavi pari a 1,7806 miliardi di euro, registrando un aumento del 6,9% rispetto al corrispondente periodo del 2019. Nel terzo trimestre i ricavi sono cresciuti del 5,2%. L'ebitda del periodo si attesta a 1,323 miliardi, in crescita del 3,5% e l'ebit si attesta a 865,1 milioni (+2,7%). L'utile netto di gruppo del periodo è pari a 569,1 milioni, in crescita del 3% rispetto ai 552,5 milioni dei primi nove mesi del 2019. L'indebitamento finanziario netto si attesta a 8,824 miliardi, rispetto ai 8,258 miliardi di fine 2019 a servizio della crescita degli investimenti del periodo. Gli investimenti complessivi effettuati nel periodo sono pari a 749,5 milioni (+11,9%) rispetto al corrispondente periodo del 2019, nonostante l'emergenza Covid-19. Sulla base dei risultati il cda ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo dell'esercizio 2020 pari a 9,09 centesimi di euro per azione, in crescita dell'8% rispetto all'esercizio precedente, in coerenza con gli indirizzi del Piano Strategico 2020-2024. L'acconto sarà in pagamento dal 25 novembre con stacco cedola il 23 novembre. “Nel terzo trimestre Terna ha registrato risultati molto solidi, con investimenti in forte crescita in tutte le aree del Paese, a conferma del proprio ruolo di regista della transizione energetica e di motore della crescita economica - ha dichiarato Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna - . In quest'ottica, il 19 novembre presenteremo il nostro nuovo Piano Industriale 2021-2025, con l'obiettivo di contribuire ulteriormente alla ripresa dell'Italia».

Carige, in otto mesi perdita netta di 122 milioni

I primi otto mesi della nuova gestione ordinaria di Banca Carige– iniziata a febbraio 2020 – si sono conclusi con una perdita netta pari a 121,9 milioni, di cui 24,1 milioni nel solo terzo trimestre. Lo comunica l'istituto genovese in una nota. Nel dettaglio, il margine operativo lordo degli otto mesi - quindi da febbraio a settembre - è negativo per 13,0 milioni (-1,1 milioni nel terzo trimestre) e deriva da proventi operativi per 247,1 milioni e oneri operativi per 260,1 milioni. Tra i proventi, il margine di interesse è pari a 85,5 milioni, cui contribuiscono i 37,6 milioni del terzo trimestre, «miglior risultato dal primo trimestre 2019». Le commissioni nette ammontano a 133,7 milioni e nel terzo trimestre (51,6 milioni) crescono dell'8,5% rispetto al trimestre precedente «risentendo meno della dinamica legata alla peculiare situazione indotta dal confinamento connesso alla pandemia Covid-19 che ha interessato i primi mesi da marzo a giugno». Gli oneri operativi sono a 260,1 milioni. Tra questi, le spese per il personale ammontano a 154,1 milioni, di cui 57,7 milioni riferibili al terzo trimestre, in riduzione rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente (-10,2%). Intanto Il Piano Strategico 2019-2023 approvato dai commissari straordinari di Carige lo scorso 26 luglio 2019 «risulta confermato nelle proprie linee strategiche ed industriali». I «significativi scostamenti rispetto alle previsioni per il periodo di riferimento sono determinati principalmente dal forte deterioramento dello scenario macroeconomico e dalle variazioni normative intervenute a seguito della pandemia Covid-19, nonché dallo slittamento temporale di alcune operazioni previste nel Piano per il 2019 finalizzatesi nel 2020 o in corso di finalizzazione».

Emak resiliente al Covid, sale l’utile a 9 mesi

Niente effetto Covid. Emak, azienda leader per la cura del verde, ha chiuso i primi 9 mesi dell'anno con risultati in crescita rispetto allo stesso periodo del 2019. L'utile netto è stato di 15,8 milioni di euro, contro 11,6 milioni del pari periodo 2019, in crescita nonostante un effetto cambi negativo per 3,2 milioni. I ricavi sono saliti del 6,8% a 359,9 milioni di euro. Dopo un primo trimestre debole, c'è stato un miglioramento nel corso del secondo, confermato anche nel periodo luglio-settembre, che ha visto i ricavi salire del 19,6% a 112,4 milioni di euro. L'ebitda adjusted è stato pari a 47,5 milioni di euro (13,2% dei ricavi) rispetto a 39,2 milioni di un anno fa (11,6% dei ricavi). Per quanto riguarda l'intero 2020, il gruppo indica che «il nostro settore si è dimostrato finora più resiliente all'impatto del Covid-19, come dimostrano i dati al 30 settembre. Nel mese di ottobre la domanda per tutti e 3 i segmenti in cui opera il Gruppo Emak è continuata a essere molto sostenuta con un fatturato gestionale in crescita intorno al 20% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Tenendo conto del buon portafoglio ordini sul mese di novembre da un lato e dell'incertezza sull'evoluzione dello scenario macroeconomico dall'altro, si stima per l'ultimo trimestre una crescita percentualmente in linea con i nove mesi precedenti». In luce il titolo a Piazza Affari, con un guadagno superiore all’8%.

Saes Getters, calo di ricavi e utile

Via libera del cda di Saes Getters ai conti dei primi nove mesi dell'anno chiusi con un utile netto consolidato in calo a 3,1 milioni di euro rispetto a 17,9 milioni dello stesso periodo 2019 (-82,7%). Il fatturato complessivo, spiega la società in una nota, scende a 134,6 milioni di euro (-8,1%) a causa, tra le altre cose, della riduzione dei ricavi consolidati (-6,8%) e al calo del fatturato di Actuator Solutions (-35,4%), nonostante le maggiori vendite della joint venture Saes Rial Vacuum (+48%). Nel solo terzo trimestre 2020, invece, il fatturato complessivo di gruppo è calato a 41 milioni, stabile rispetto al secondo trimestre (42 milioni) «nonostante l'effetto penalizzante dei cambi» ma in diminuzione del 21,4% rispetto al terzo trimestre dell'anno scorso “soprattutto a causa Covid-19”. L'ebitda consolidato nel periodo luglio-settembre in flessione a 5,7 milioni mentre l'utile netto consolidato è pari a 2,7 milioni (contro 8,7 milioni). La pfn positiva per 94 milioni al 30 settembre 2020 risulta «penalizzata rispetto al 30 giugno dai cambi e da debiti figurativi straordinari per nuovi leasing».

Maire Tecnimont, il Covid affonda l’utile (-61,7%)

Il Cda di Maire Tecnimont ha approvato i conti al 30 settembre che hanno risentito in misura sensibile degli effetti della pandemia di Covid 19 sebbene con un miglioramento nel terzo trimestre. L'utile netto per i primi nove mesi è sceso del 61,7% rispetto a un anno fa a 31,6 milioni mentre i ricavi sono calati del 22,7% a 1,87 miliardi. La marginalità si è attestata al 6%, stabile rispetto ai due trimestri precedenti mentre la posizione finanziaria al 30 settembre 2020 mostra un indebitamento netto pari a 227,8 milioni di euro, in diminuzione rispetto alle disponibilità nette rettificate per 78,9 milioni al 31 dicembre 2019, ma in miglioramento di 32,8 milioni rispetto al 30 giugno 2020. Il Portafoglio Ordini al 30 settembre 2020 è pari a 6 miliardi di euro, di cui circa l'80% è costituito da progetti di gas monetization ed energy transition. Per quanto riguarda l'evoluzione prevedibile della gestione, Maire continua a mantenere «un elevato portafoglio ordini e grazie anche ai contratti già sottoscritti con committenti internazionali dall'inizio del corrente anno, si è assicurato il perseguimento di performance industriali in continuità».

Per Retelit balzo dei ricavi a 109 milioni

Il cda di Retelit ha approvato i conti dei nove mesi che vedono ricavi a 109,1 milioni (dai 59 milioni dell'anno scorso), un Ebitda di 32,7 milioni (+38%), un Ebit stabile pari a 7,6 milioni e un utile netto in calo a 3,6 milioni (da 6,8 milioni) che sconta maggiori oneri finanziari per circa 3 milioni. La posizione finanziaria netta è negativa per 138,8 milioni (dai -72,4 milioni del 30 giugno e dai +3,3 milioni di fine 2019) e a seguito delle acquisizioni realizzate dal gruppo tlc. Al proposito si fa notare che “prosegue l'integrazione con Gruppo PA ed è stata avviata quella con Brennercom, la cui completa attuazione è prevista entro il primo trimestre del 2021” dopo il closing realizzato nei mesi scorsi. Vengono inoltre confermate le guidance 2020 - sottolinea una nota - su ricavi, Ebitda e flussi di cassa e rivista al ribasso quella sugli investimenti, tra 28-33 milioni a 24-26 milioni.«Siamo soddisfatti deirisultati ottenuti nel periodo –ha sottolineato Federico Protto, ad di Retelit – conseguiti in un contesto di mercato sfidante. A livello strategico, Retelit si sta strutturando come un gruppo completo, dotato di una infrastruttura capillare sia in Italia sia nel mondo, ricordo i 16.000 km di rete in fibra ottica e i 19 Data Center, e capace anche di offrire un'ampia gamma di servizi e applicativi IT».

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