il caos nel movimento

Diaspora M5S, il senatore Di Marzio passa al Misto. Altri tre trattano con la Lega

Fari accesi su Palazzo Madama, dove ulteriori salti al Carroccio assottiglierebbero pericolosamente i margini della maggioranza

di Manuela Perrone


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(ANSA)

3' di lettura

Era soltanto questione di giorni. E giovedì 16 gennaio il senatore Luigi Di Marzio ha detto addio al M5S per passare al gruppo Misto. È il 14esimo parlamentare che lascia i Cinque Stelle dall’inizio della legislatura (oltre ai 13 espulsi, alcuni dei quali già prima di essere eletti) e non sarà l’ultimo. Altri tre senatori, come confermano fonti leghiste, sono in trattativa con il Carroccio. E anche alla Camera si parla di almeno due deputati pronti a migrare nel Misto, al seguito dell’ex ministro Lorenzo Fioramonti.

La sua firma sul referendum sul taglio dei parlamentari
Di Marzio, medico molisano, ex direttore sanitario dell’ospedale Cardarelli di Campobasso eletto all’uninominale, è stato uno dei firmatari della richiesta di referendum confermativo sul taglio dei parlamentari. Una scelta che non rinnega. Annunciando il suo passaggio al Misto in Aula, ha denunciato di essere stato additato come «eretico ovvero, meno eufemisticamente, traditore» e ha attaccato: «Sono convinto di dover sottoporre la decisione al vaglio del popolo sovrano, essendo per formazione, purtroppo, incapace - a differenza di molti - di reputarmi depositario di verità indubitabili. Sorprendentemente questo gesto improntato al più rigoroso rispetto per la democrazia si è trasformato in motivo di stigma».

Di Marzio risultava inoltre, fino a qualche tempo fa, “moroso” sulle restituzioni: in realtà versava il dovuto (e adesso sul sito tirendiconto.it appare perfettamente in regola), ma ha sempre rifiutato di rendicontare, allergico al «sistema degli scontrini». Lascia senza alcun “debito” con il Movimento.

Ciampolillo verso l’espulsione
Chi invece è considerato ad altissimo rischio espulsione (non rimborsa un euro da giugno 2018) è il senatore Lello Ciampolillo, che da tempo comunque vota spesso senza seguire le indicazioni del gruppo. Anche Mario Giarrusso non restituisce da dicembre 2018, ma si è giustificato sostenendo che ha bisogno di accantonare risorse per difendersi nei tribunali «dove sono stato trascinato da persone che abbiamo attaccato svolgendo i compiti che ci sono stati affidati dai cittadini». È il motivo per cui potrebbe cavarsela con una sospensione.

In avvicinamento alla Lega?
Sotto osservazione sono i movimenti dei senatori Cristiano Anastasi (anche lui moroso da fine 2018) e Fabio Di Micco, fermo a marzo con i versamenti. Il primo è siciliano, il secondo campano. E la Lega punta soprattutto a Sud, dove ha più facilità di promettere eventuali ricandidature. Ma venerdì 17 gennaio Anastasi, pur confermando di essere stato sondato dai leghisti, ha smentito il suo passaggio: «Sono stato eletto con il M5S e qui voglio rimanere». Indiscrezioni davano in uscita verso il Carroccio anche Marinella Pacifico, eletta a Latina, già deferita ai probiviri per le sue dichiarazioni per la libertà vaccinale e i suoi post complottisti. Ma la senatrice per ora smentisce pure lei.

L’appello di Rospi: «I fuoriusciti collaborino»
Il deputato Gianluca Rospi, che ha traslocato al Misto il 3 gennaio scorso e che è considerato attratto dalla sirena di Fioramonti, ha chiamato a raccolta i fuoriusciti: «Sono tanti i colleghi che come me hanno deciso e stanno decidendo di abbandonare il Movimento 5 Stelle. Con l’uscita del senatore Luigi Di Marzio e altri che so usciranno a breve, non ho che la conferma che il Movimento ha fallito nella sua missione di cambiare questo Paese, come confermano anche gli ultimi sondaggi che attestano una debacle del M5S significativa». Servono venti deputati per creare un nuovo gruppo alla Camera, e Fioramonti confida di riuscire a raggiungerli entro le prossime settimane per lanciare Eco, la sua nuova creatura ambientalista.

La tenuta della maggioranza
Gli addii che più spaventano non sono quelli diretti al Misto: come già accade, i fuoriusciti continuano e continueranno a sostenere il Governo. Lo stesso Fioramonti, se riuscirà nell’impresa, rappresenterà la quinta gamba a sostegno dell’Esecutivo Conte. Sono invece i salti alla Lega ad assottigliare pericolosamente i numeri della maggioranza al Senato: ormai sono cinque i voti di scarto. Tutto mentre il M5S di Luigi Di Maio vive la stagione più tormentata dei suoi dieci anni di vita. E mentre proprio a Palazzo Madama da un gruppo di senatori è arrivata la richiesta di una rivoluzione dell’organizzazione interna.

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